Monster Hunter 3 Ultimate – Recensione

Senso di riuscita: cominciare un gioco e avere la sensazione chiara che quello che si possiede all’inizio, siano armi, abilità o competenze variegate, non sia il massimo che si può ottenere. Se un gioco riesce nel mettere il giocatore nella posizione di voler migliorare questa condizione iniziale e lo fa, accompagnandolo passo dopo passo in un processo lungo ma profumato da una continua sensazione di conquista, allora ci sono altissime possibilità che si tratti di un capolavoro. Monster Hunter 3 Ultimate, riproposizione espansa e migliorata del già eccellente Monster Hunter Tri per Nintendo Wii, non è un capolavoro, purtroppo, solo perché inciampa in qualche ciottolo di stupidità, ma ci va maledettamente vicino. Questo perché non si regala nulla al cacciatore: se tu vuoi qualcosa, devi lottare per ottenerlo. Siamo pronti a sbarcare al villaggio portuale di Moga e a diventarne i difensori? E, soprattutto, siamo pronti, una volta tanto, a fare fatica?

Una improvvisa invasione di mostri!

Nel villaggio di Moga, cittadina che si staglia su un mare pulito e splendente, è accaduto un evento che sono in molti a ritenere preoccupante: è normale che si verifichi qualche terremoto, di tanto in tanto, ma il susseguirsi di due forti scosse una di seguito all’altra è per tutti gli abitanti una vera e propria anomalia. Come se non bastasse, questa seconda scossa sembra aver riportato allo scoperto un folto gruppo di enormi e violenti mostri terrestri, volanti e marini rendendo praticamente impossibile il sostentamento per un paesello che vive di coltivazioni, pastorizia e pesca. La gilda dei cacciatori manda al villaggio una giovane recluta, completamente inesperta, un cacciatore di primo pelo che possiede solo un’arma e alcune limitate conoscenze sul suo utilizzo. Un cacciatore che, accompagnato da tutti gli abitanti di Moga, si ritroverà, con sforzo e sudore, a diventare una vera e propria macchina di sterminio: i predatori, ora, guardano con poca considerazione quel gracile individuo? Non sanno che, per loro, rappresenterà nel tempo una sempre più terribile minaccia!

Lo sforzo di guadagnarsi tutto

Una volta entrati nella propria, piccola casa, la quale si staglia su uno dei tanti moli dell’affascinante porto di Moga, ci si rende conto di essere davvero poca cosa: il nostro gatto servetto appartenente alla specie dei Felynes, felini senzienti che popolano tutto il mondo, ha messo tutto in ordine e ci ha regalato un piccolo soprammobile per rendere questo luogo un po’ più ?nostro’. Nella cassa degli oggetti ci sono solo dodici armi, una per ogni stile di combattimento e tutte nella loro forma più basilare, e una armatura di cuoio di apparente poco conto. Parlando con gli abitanti del villaggio si capisce subito che, prima di ogni cosa, bisogna guadagnarsi il loro rispetto: il vecchio capo del villaggio ci affida a suo figlio Junior (ma state attenti, lui odia questo nome!) e ci manda nei boschi di Moga per cercarlo? Lo troviamo al campo base, raso al suolo dal terremoto, e ha un favore da chiederci? Saziare la sua fame procurandogli della succulenta carne di erbivoro! Così impariamo che, una volta storditi o uccisi gli animali, possiamo tirare fuori un coltellaccio ed estrarne materiali ed elementi, ognuno con mille possibili utilità. Torniamo a casa e ci viene chiesto di recuperare delle ?risorse’ per ricostruire il campo base: così scopriamo che, quando si va a caccia senza uno scopo particolare, tutto si converte in risorse da utilizzare per il bene del villaggio. Si inizia a definire un percorso: pur nella sua estrema complessità, Monster Hunter 3 Ultimate raccoglie il giocatore e lo accompagna passo passo senza bisogno di troppi tutorial, sfruttandone le capacità intuitive e affidandosi solo a qualche veloce e sporadica comunicazione. Una volta imparate le basi della caccia scopriamo che la gilda dei cacciatori ci ha contattato e ci vuole spedire ad affrontare missioni mirate, tutte ben ricompensate con denaro e materiali utili o rari; scopriamo che il porto di Moga possiede una piccola flotta che possiamo liberamente mandare in spedizioni di caccia e pesca, spendendo alcune risorse; scopriamo che, al confine del villaggio, c’è una fattoria dove un vecchio contadino, alcuni Felynes e un maiale sono disposti a coltivare piante e funghi e ad allevare api e altri insetti solo in cambio di una minima spesa; si scopre che il tempo interno è semplice da gestire, con le battute di caccia tutte dalla durata globale di mezza giornata o di un giorno completo, e scoprendo lo scorrere del tempo possiamo sfruttare le previsioni di Junior, monitorando accoppiamenti di mostri, disponibilità di beni selvatici e presenze di creature gigantesche. Insomma, piano piano scopriamo come funziona la vita al villaggio di Moga? E si rimane impigliati nella rete di chi non riesce a staccarsi dalle sue coste!

Le dodici armi disponibili, tra le quali figurano utensili di caccia semplici come spade, scudi e archi ma anche strumenti più singolari come ibridi di spada e ascia e perfino cornamuse da battaglia, riescono ad essere tutte utili allo stesso modo: il gioco è studiato in modo che ognuna di esse si comporti in maniera distinta e che abbiano tutte lo stesso potenziale, lasciando libera scelta al giocatore sul loro utilizzo e allenando il proprio ritmo di combattimento solo con la comodità, il gusto e l’abitudine. Mano a mano che si vaga per le zone che contraddistinguono il grande vivaio di Monster Hunter ci si accorge che tutto quello che si incontra va osservato con attenzione: una farfalla segnala un nido brulicante di insetti, da una roccia colorata si possono estrarre metalli di ogni genere, le erbe, i funghi e gli alveari sono nascosti ovunque e anche un piccolo laghetto può essere dimora di pesci pregiati; obbligo di un bravo cacciatore è tenere sempre spazio nella propria borsa per raccogliere tutto il raccoglibile, tenendolo poi da conto nella sua cassa e utilizzandolo per creare una delle quasi duecento combinazioni di oggetti disponibili, in un continuo sperimentare volto ad ottenere una scorta pronta per ogni evenienza. I negozi del villaggio sono pieni di ricche opportunità per i cacciatori: chi vende oggetti, chi vende armi, chi gestisce una mensa e chi, come lo strano fabbro, le armi e le armature le forgia dai materiali che il giocatore ha raccolto nei suoi viaggi, armato di retino da insetti, piccone, coltellaccio e voglia di far fatica. Allo stesso modo bisogna stare attenti ai mercanti e alle loro rotte, in modo tale da essere sempre pronti a scambiare i nostri ritrovamenti con merci rare, provenienti da luoghi lontani, lande maestose e inaccessibili. Una vita dal sapore rurale, antico, dove vale la pena di tenere gli occhi aperti a ogni passo e ogni forzo finisce per essere ricompensato, per quanto minimo. Uno sforzo che, sommato ad altri, ci porterà ad avere armi sempre più potenti e affilate, armature con infinite abilità e dalle altrettanto infinite combinazioni e decorazioni pronte a migliorare le nostre prestazioni in tutte le battute di caccia presenti e future. La riuscita nello scopo dalla combinazione di veri sforzi: di quanti giochi odierni possiamo affermare una cosa simile, ormai?

Compagni fisici e compagni a distanza

Una volta terminate le prime cacce ci si rende conto che al molo è apparsa una nuova nave comandata da uno strano gatto di nome Neko (uno dei tantissimi richiami poliglotti presenti in questo gioco): è ruolo di questi l’accompagnarci verso un nuovo molo dove sarà possibile affrontare un certo numero di missioni che migliorerà il nostro grado di cacciatore! Ma tra le tante opportunità disponibili si notano ?Gruppo’ e, se si sta cacciando su Nintendo WiiU, ?Modalità di Rete’: si, perché in Monster Hunter 3 Ultimate si può cacciare insieme, ed è senz’altro il modo migliore e più divertente di cacciare! Una volta scelta una missione al bancone, un cacciatore solitario o un gruppo formato da due, tre o quattro cacciatori possono partire verso tutte le zone disponibili per eliminare il gigantesco mostro di turno? Ognuno con addosso i risultati del proprio lavoro, le armature realizzate col sudore di una fronte che gronda per la fatica dei materiali raccolti e per la vittoria contro i vecchi nemici sconfitti. I giocatori possono utilizzare il WiiU GamePad per comunicare tra di loro con una chat testuale o, attivando i microfoni, con una comodissima chat vocale: il GamePad, poi, può essere utilizzato e personalizzato in maniere molteplici, distribuendo (e questo vale anche per le cacce in solitaria) i pannelli di gioco come fossero veri e propri ?widget’ di caccia. I lag di gioco sono completamente assenti, segno che Nintendo sta davvero imparando a gestire le potenzialità online della Nintendo Network, e i giocatori possono tenersi in contatto grazie alle Tessere Gilda e al MiiVerse, pur limitato da Capcom che ha reso impossibile il postare fotografie dello schermo probabilmente a causa della natura ?senza pause’ del gameplay. Una volta completata una missione si può andare avanti all’infinito fino a che i giocatori, stanchi, non decidono di abbandonare la lobby-porto e fare una pausa? Chi gioca su Nintendo 3DS, sfortunatamente, non può godere di questa modalità online ma non c’è troppo da preoccuparsi: le missioni della gilda possono essere giocate, appunto, anche da soli e chiunque abbia un 3DS può utilizzare tutte le possibilità del cross platform per interagire con le console WiiU e aiutare i cacciatori ?casalinghi’ in alcune sfide in multigiocatore locale… E tutto senza problemi di compatibilità! Questo è possibile se si osserva con attenzione la versione per Nintendo 3DS, che è in tutto e per tutto una copia carbone della versione per WiiU salvo per l’assenza dell’online: è sorprendente vedere che, a parte un singolo aspetto, tutti i contenuti siano stati inseriti allo stesso modo su un capiente disco e su una piccola cartuccia. Grazie a questa corrispondenza uno a uno, un cacciatore può scegliere di trasferire un personaggio dal salvataggio WiiU a quello 3DS, magari per continuare a cacciare durante un viaggio, per poi farlo tornare a casa propria e lo stesso vale per i cacciatori nati su Nintendo 3DS: sfortunatamente, il processo che guida queste meccaniche è estremamente legnoso e macchinoso? Il sistema di menù e la bizzarra gestione dei salvataggi ne elimina completamente la fluidità e l’immediatezza ma non è nulla che non si possa risolvere con un po’ di (pur noioso) addestramento tra i file di sistema. Resta solo da parlare del comparto tecnico e, in questo contesto, la differenza tra le console si fa decisamente più lampante: se su WiiU abbiamo un comparto grafico leggermente migliorato rispetto alla versione Wii con un lieve ma visibile trattamento HD e un framerate che rispetta i classici 30 fps senza rallentamenti, si resta di stucco a osservare il gioco su 3DS, riproposto con una risoluzione più bassa ma con una definizione eccellente degli stessi modelli e a un framerate più fluido che si attesta attorno ai 60 fps al secondo, stabili in ogni attimo. La colonna sonora riesce a risultare quasi perfetta, con melodie estremamente orecchiabili, fischiettabili e pacifiche nelle sessioni di gestione o di caccia tranquilla e con temi esaltanti e feroci durante le cacce più complesse ed epiche.

Conclusione

Se Monster Hunter 3 Ultimate non è una prima ragione per possedere un Nintendo WiiU ci va davvero tanto, tanto vicino: ci va vicino perché è una esperienza che appaga, un attraversamento ludico dove ogni passo, ogni fatica e ogni attenzione ai dettagli vengono ricompensati ed ogni sessione è una riscrittura dei paradigmi di un gioco che ha ritmi lenti non per allungare il brodo ma per farti assaporare il gusto di una meritocrazia che i giochi di oggi tendono spesso a dimenticare. La vitalità del villaggio di Moga richiede un occhio attento alle strategie di mercato e di utilizzo degli oggetti e il tutto si deve sposare a non scontate abilità di combattimento, dove la pressione casuale dei tasti può dare come risultato solo una certa, bieca sconfitta. Si diventa cacciatori, si fa esperienza di un meraviglioso senso di continua e mai noiosa crescita: da bambini a uomini con l’aiuto di chi ci sta attorno e dimenticando la paura, correndo accompagnati ma con una compagnia che non ostacola i nostri passi, rendendo ognuno di essi prezioso ed essenziale. E anche se avete solo un Nintendo 3DS non fatevi sconfortare dall’assenza dell’online: il senso di crescita è, comunque, tutto lì. Monster Hunter 3 Ultimate è una avventura che urla a chiunque possa farlo di essere intrapresa: drenerà il vostro tempo libero come un fiore assetato beve l’acqua dalla sua terra. E, come quel fiore, anche voi metterete radici in quella terra: perché, al momento, il villaggio di Moga è uno dei pochi luoghi che non ha paura di crescerti a schiaffoni. Ed è in questa sua somiglianza con la vita stessa che detiene un fascino che difficilmente potrà morire.

CI PIACE

– Offre un inedito senso di crescita e di soddisfazione per ogni proprio gesto\n- Estremamente vasto, potenzialmente interminabile\n- Colonna sonora semplice ma di grandissimo impatto

NON CI PIACE

– Su 3DS manca l’online e i controlli sono leggermente più complessi\n- Su WiiU si sente la mancanza di una cura grafica maggiore\n- Richiede una dedizione mostruosa\n- Il cross platform apre un nuovo orizzonte di possibilità ma è estremamente meccanico e legnoso

Conclusioni

Monster Hunter 3 Ultimate è una meravigliosa esperienza di ‘crescita videoludica’: ogni passo è capace di offrire soddisfazioni inedite e vedere raggiunti i propri obiettivi e sogni riempie, ogni volta, di grande orgoglio. E’ la possibilità di giocare con amici, offline per tutti e online per chi ha una WiiU, è una ulteriore manna dal cielo.

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