God of War: Ascension – Hands-on

Un mese da Titani

Il mese di marzo è praticamente arrivato e il genere action/adventure vedrà una lotta senza quartiere tra due titoli che ogni fan dotato di sale in zucca (ma soprattutto di soldi messi da parte) avrà tra le mani uscendo dai negozi: il primo è Tomb Raider, il reboot della serie con una nuova Lara ed una nuova storia. Il secondo, nel nostro caso il più importante essendo il protagonista di questo articolo, è God of War: Ascension. Il termine protagonista inoltre calza favolosamente a pennello in questo caso: la serie God of War, dall’ormai lontano 2005, è tra le protagoniste indiscusse delle console Sony, attraverso il successo riscosso grazie ad un personaggio principale complesso e all’altezza, una regia cinematografica e un comparto tecnico di altissimo livello e un gameplay semplice, ma allo stesso tempo profondo e brutale, che ha conquistato pubblico e critica nonostante la poca innovazione capitolo dopo capitolo. Ma dopo il terzo episodio e i prevedibili spin-off su PSP (anzi, non ci stupiremmo di vederne un ennesimo su Vita), dubitavamo fortemente di vedere qualcosa di epico, colossale e divertente allo stesso tempo su Playstation 3. Grosso errore: eppure eravamo seriamente scettici e cauti nei confronti di Ascension,soprattutto dopo aver visto il gioco in multiplayer, ultima novità introdotta alla serie, che funziona certo, ma è lontana anni luce dalle basi su cui poggia questa pietra miliare videoludica. Ma dopo aver provato la demo giocabile della campagna in singolo (rilasciata oggi su PSN), possiamo ben sperare in un (potenziale) splendido capitolo, al pari dei precedenti, ricco di azione, fascino e soprattutto litri di sangue. Kratos in questo prequel sarà anche più giovane, ma di certo non meno determinato a fare a brandelli ogni cosa o persona che gli si presenta davanti. Affilate le lame dunque, poiché state per stringere un patto che dovrete onorare per non finire molto, ma molto male.

Le origini della mia vendetta

La storia di Ascension rappresenta la maggior preoccupazione per i fan, dubbiosi su cosa Santa Monica Studio possa ancora raccontare sul leggendario Kratos, il Fantasma di Sparta che diventò un Dio, poco prima di trasformarsi nel carnefice dell’Olimpo. Ma se tutti conosciamo l’epilogo della sua triste (ma avvincente storia), ben pochi conoscono il passato di Kratos, prima che gli dei e la sua stessa rabbia lo corrompessero definitivamente. Ancora oggi, la trama di Ascension rimane un segreto ben celato dagli sviluppatori. Ciò che abbiamo appreso, è che questo capitolo farà da prequel alla storia e narrerà di un Kratos generale spartano, sposato e con una figlia, un uomo duro e temerario come ogni spartano, ma non ancora sopraffatto dall’odio e dalla disperazione. L’intro della demo ci racconta inoltre che sin dall’alba dei tempi, le perfide Furie hanno sempre punito duramente tutti coloro che hanno stipulato un patto con gli dei che non è stato onorato. Le tre sorelle non hanno la stessa concezione umana del bene e del male e chi tradisce non paga con la vita, ma peggio, con il tormento. Ed è proprio un misterioso patto tra un umano e un dio che funge da pretesto per la nuova storia che vede Kratos ancora una volta ( anzi, in questo caso per la "prima volta") al centro dei capricci degli olimpici e delle creature dell’Ade. Ci auguriamo con tutto il cuore che non sia solo un pretesto per vendere un nuovo successone caratterizzato dalla solita solfa ma con poco spessore. Pretendiamo una sceneggiatura degna dell’uccisore di dei e capace di rinvigorire un plot che forse ha raccontato giù tutto e si sta dilungando più del dovuto. Interessante rimane comunque l’idea di presentare per la prima volta un Kratos spinto più dal desiderio di ottenere la libertà che dalla brama di sangue e vendetta. L’escamotage ideale per rendere il protagonista più umano, decisamente più profondo e finalmente non più costretto ad essere una semplice macchina da guerra, o almeno, non solo!

La demo

I ben 3GB che dovrete scaricare dal PSN, racchiudono 30 minuti di gioco, appositamente scelti e studiati per impratichire anche i novizi che si avvicinano per la prima volta alla serie. Dopo un evocativo filmato accompagnato dalla ormai familiare voce narrante, ritroveremo il nostro anti-eroe preferito imprigionato nella fortezza "vivente" del ciclope gigante ribelle Hecatonchires. La nostra missione sarà seguire la perfida Megera, una delle tre Furie che ci sta dando il tormento. Prenderemo subito confidenza con lo stick analogico destro, grazie al quale potremo schivare gli attacchi dei nemici da qualsiasi direzione. Anche questa volta non potrete utilizzare manualmente la telecamera, ma tanto meglio, dato che sarà la "regia" a guidarvi in favore di inquadrature semplicemente spettacolari e di sicuro impatto. Apparentemente poco sembra essere cambiato nel sistema di controllo: Quadrato per l’attacco leggero, Triangolo per quello pesante, X per il salto, L1 per la parata. Le novità si intravedono non appena premerete Cerchio, al quale è affidato il calcio e la possibilità di afferrare un’arma. Ebbene si: Kratos adesso può prendere a cazzotti i nemici e disarmarli, in modo tale da rubare le spade e utensili da taglio simili che brandiscono e utilizzarle in battaglia, con tanto di mossa speciale prima di disfarsene. E che fine ha fatto la presa direte voi? E’ stata affidata al tasto R1: adesso Kratos è in grado di afferrare con le proprie catene i nemici, dopo di che basterà scegliere se ad esempio lanciarli in aria o attirarli a sé per finirli in maniera ravvicinata. Migliorati sono i combattimenti aerei, che adesso durano più a lungo, come ogni action che si rispetti. Dopo un paio di colpi potrete dare il via a brevi esecuzioni; i nemici rilasceranno sfere rosse, necessarie per potenziare armi e poteri, sfere verdi per ripristinare la salute e sfere bianche per caricare la barra della Furia. Quest’ultima rende gli attacchi più potenti ed è molto utile quando si è accerchiati dai nemici. Naturalmente troverete in lungo e in largo i celebri scrigni in attesa di essere da voi profanati. Le uniche armi disponibili erano le Lame del Caos, caratterizzate da un look leggermente diverso da quelle che conosciamo, e le spade rilasciate dai nemici. Ma immaginiamo già che nel prodotto finale entreremo in contatto con strumenti divini e prodigiosi. L’azione in combattimento ci è apparsa ancora più fluida rispetto a God of War 3, grazie a movimenti immediati, rapidi ma allo stesso tempo dannatamente realistici. Dopo aver ridotto a cadaveri silenziosi l’esercito della Furia Megera, costituito da parassiti in grado di controllare gli essere umani, siamo incappati nelle immancabili boss fight. Ancora una volta dovrete stare attenti con gli occhi incollati allo schermo per seguire le semplici Quick Time Event che appariranno, il fiore all’occhiello indiscusso di questa serie. Tutta roba già vista certo, ma come si fa a rimanere indifferenti, quando la terra sotto i piedi frana perché tenuta in bilico da un braccio gigante di una creatura che costituisce un intero livello?! La regia regna sovrana anche in questa produzione e tra un scontro e l’altro sarete catapultati ora nel vuoto, ora nel bel mezzo di una discesa ripida chissà dove, ora nelle mani giganti di un nemico pronti per essere schiacciati. Il livello è spudoratamente lineare, ma la profondità degli scenari e il level design sublime ci hanno fatto sembrare piccoli e miseri insetti catapultati in un mondo enorme, ostile, ma dannatamente evocativo. L’azione e l’esplorazione verranno accompagnate dalle immancabili fasi platform: oltre ad un doppio salto, Kratos può sfruttare le sue fide lame per oltrepassare baratri e scalare determinate pareti alla stregua di Lara Croft o Nathan Drake, anche se in maniera più "spartana" (e chi meglio di Kratos, no?). Il finale della demo è arrivato anche fin troppo presto, lasciandoci con l’acquolina in bocca. La campagna durerà circa dodici ore, ma ci penserà il multiplayer ad assicurare una lunga permanenza del blu-ray nella vostra console.

Spremuta come un limone

Naughty Dog ha promesso The Last of Us spremerà al massimo Playstation 3. Per il momento, l’assaggio della limonata offerta da Santa Monica Studios ci piace da morire. Sia chiaro: il comparto grafico di Ascension non supera chissà di quanto quello di GOW3, ma semplicemente perché quest’ultimo era praticamente perfetto. Nonostante questo, il nuovo capitolo lo eleva grazie a numerose accortezze. Anzitutto una fluidità generale, che rende il mondo di gioco vivo e pulsante. E poi arrivano i dettagli di gioco, che arricchiscono minuziosamente ogni singolo pixel sullo schermo. Il modello poligonale di Kratos è semplicemente perfetto, sia nell’estetica che in particolare nei movimenti facciali e muscolari. Ottima la resa di particolari fisici, come le rughe, le cicatrici e le imperfezioni della pelle, non solo del protagonista, ma anche dei personaggi secondari. Gli scenari, caratterizzati in questa demo da colori accessi e brillanti, sono minuziosamente studiati per illudere il giocatore: nonostante la linearità del gioco, si ha sempre l’impressione di trovarsi in un mondo vasto e nel quale siamo costantemente osservati. E in effetti lo siamo grazie ad un regia e a delle inquadrature di prim’ordine. Gli scontri in battaglia si traducono in fiotti di sangue che schizzano ovunque, compreso il corpo di Kratos. I deboli di stomaco sono avvisati: alcuni nemici verranno letteralmente tagliati in due, lasciando cadere quello che portano dentro. La crudezza e la brutalità della serie non si smentiscono nemmeno in questo capitolo. Abbiamo incontrato solo pochi nemici minori, che onestamente non ci hanno stupito, in quanto, a nostro avviso, poco "mitologici". Per fortuna, l’arrivo de ciclope gigante e dei boss Megera e Centimane, ci hanno elettrizzato tantissimo e non osiamo immaginare quali flagelli ambulanti ci sbarreranno la strada nel prodotto finale. Il level design promette faville: la prigione vivente della demo sfoggiava un’architettura incredibile e ispirata alla mitologia greca. Chi cerca il fascino e l’atmosfera che trasuda dalle pagine dell’antologia ellenica, sarà saziato lautamente. Ottimo come sempre il comparto audio, di cui abbiamo sentito solo una variante del main theme della serie, ma prevediamo melodie epiche e sempre pronte ad accompagnarci nel nostro peregrinare. Magistrali il doppiaggio italiano della voce narrante e di Kratos; un po’ meno quello dei personaggi secondari, ma parliamo di un piccolo neo assolutamente soggettivo.

Conclusioni

Dopo aver testato finalmente la demo single player di God of War: Ascension, possiamo affermare con piacere che il nuovo episodio della serie potrebbe seriamente fare scintille. Le eroiche gesta di Kratos tornano in pompa magna grazie ad un prequel che farà luce sul passato del protagonista e sulle origini della sua maledizione. Superare gli eccelsi capitoli precedenti sarà una sfida titanica (giusto per rimanere in tema): il pubblico è ormai abituato allo spettacolo, alla regia adrenalinica e alla violenza senza censure. Per stupirlo serviranno diversi assi nella manica. Ma Santa Monica promette non solo un’inedita modalità multigiocatore, ma anche una campagna in singolo capace di vedersela tranquillamente con le vecchie glorie passate. La prova su campo ha confermato un plot interessante e tutto da scoprire, una regia e un comparto tecnico notevoli e il solito gameplay frenetico e appassionante, impreziosito però da qualche piccola ma significativa aggiunta. Se cercate l’innovazione probabilmente non la troverete, ma se amate la tradizione e la mitologia greca quanto questa serie, Ascension sarà il primo pensiero la mattina del 13 marzo 2013, data di uscita che avrete sicuramente già segnato sul calendario. Appuntamento a breve con la nostra recensione.

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