DLC – DMC-Devil May Cry: Vergil’s Downfall

Adesso tocca a me!

Ancora oggi, dopo un mese e mezzo dal suo debutto su PC e console, DMC- Devil May Cry riesce a dividere in maniera inscindibile pubblico e critica. Il level design accattivante e il gameplay avvincente e immediato non sono riusciti a far dimenticare agli irriducibili fan di Dante i capelli neri, il cappotto scuro e diverse incongruenze nella storia. Noi di Cyberludus abbiamo già testato a fondo e recensito l’ultima fatica di Ninja Theory (cogliamo l’occasione per rimandarvi a questo link prima di procedere nella lettura), e consapevoli dell’indubbio potenziale di questo reboot, non potevamo non attendere con ansia Vergil’s Downfall. Credevamo di dover rompere il ghiaccio con il dlc gratuito Bloody Palace, rilasciato da Capcom la settimana scorsa, e invece a sorpresa abbiamo messo le mani sul codice completo (versione PS3) del contenuto scaricabile dedicato al fratellino pestifero di Dante. Dopo averlo terminato tutto d’un fiato non potevamo non buttare giù un articolo per illuminare la moltitudine di giocatori ansiosi di vestire i panni (bluastri) del cattivo. Vergil’s Downfall uscirà il 6 marzo negli store di nostra fiducia, al prezzo di 720 MSP/8,99 euro. Armatevi di katana e preparatevi a scendere dritti all’inferno, ma niente paura: siamo noi i cattivi lungo questo giro!

La storia continua..

La storia di Vergil’s Downfall inizia esattamente dove finisce quella del gioco vero e proprio. Attraverso pregevoli e accattivanti filmati realizzati in puro stile fumetto, osserviamo Vergil, da poco sconfitto dal fratello Dante e adesso costretto a vagare in una sorta di dimensione spettrale molto simile al Limbo (che chi ha giocato DMC conoscerà fin troppo bene). Carico di odio e di vendetta, il gemello del figlio di Sparda cerca di trovare un modo per sopravvivere. Nella sua discesa all’inferno, Vergil entrerà in contatto con una sorta di entità a lui legata, anche fin troppo, che gli darà consigli su come liberarsi dalle convinzioni del passato e raggiungere cosi il "vero" fine ultimo della propria esistenza: il potere, ancora più potere. Nel suo cammino, il protagonista si imbatterà faccia a faccia con il proprio io interiore, oltre che con il passato e il presente. Le cutscene del DLC mettono in luce il lato oscuro di Vergil, un personaggio complesso, negativo, ma allo stesso tempo intrigante e irresistibilmente affascinante. Assistiamo qui all’ultimo atto della sua metamorfosi, iniziata già durante il plot principale. Dall’egoismo, alla brama di potere, all’odio verso il suo stesso sangue, il cerchio qui si chiude, per continuare (probabilmente con un eventuale seguito) la sanguinosa lotta fratricida che ben conosciamo. Qualche filmato in più non avrebbe certo guastato, lo ammettiamo, ma la discesa di Vergil alla ricerca di sé stesso ci ha coinvolto nonostante tutto, e parliamo pur sempre di un DLC.

Cambio di scena

Inizialmente pensavamo che le ambientazioni di VD sarebbero state le stesse locations dell’episodio principale, ma ci sbagliavamo di grosso. Tutte le missioni disponibili comprendono livelli totalmente inediti, ma ugualmente curati al massimo e soprattutto impreziositi dai dettagli dello stile unico di Ninja Theory. Per questa occasione, gli sviluppatori hanno deciso di abbandonare i colori brillanti e gli scenari troppo accesi, per creare ambientazioni più cupe, oniriche, quasi infernali. Limbo City viene scartata in favore di giardini desolati, dove gli alberi sulle rovine fluttuanti vengono attanagliati dalla pioggia e dal vento; non mancano scorci infuocati dove lava e fiamme rendono il sentiero impervio e periglioso e per finire non possiamo non citare l’alone bluastro in alcuni livelli, che richiama a caratteri cubitali i colori cupi di Vergil, come d’altro canto il rosso richiama quelli accesi del fratello Dante. Il motore grafico ovviamente è lo stesso di DMC, ma non abbiamo potuto ignorare alcuni ingiustificati rallentamenti durante i combattimenti. Ottimo come al solito il comparto audio, che alterna musiche evocative durante l’esplorazione e pezzi metal e rock durante gli scontri con i nemici. Di buona fattura anche il doppiaggio: preferiamo di gran lunga la voce italiana di Vergil a quella di Dante, senza alcun dubbio.

Male oscuro

Inutile negarlo: anche in questo reboot, esattamente come nella serie originale, Vergil è sinonimo di cattiveria e potere oscuro, un potere tutto da testare con il pad alla mano. Sostanzialmente, il gameplay di VD è praticamente quasi lo stesso di DMC, ma con la non poca differenza che qui lo stile del combattimento cambia radicalmente. Vergil dispone della letale Yamato, la celebre katana donatagli da Sparda: ad essa sono affidati i tasti Triangolo e Cerchio che, se combinati, danno il via ad una moltitudine di combo letali, sia a terra che in aria. Il nostro protagonista non possiede armi da fuoco, ma può materializzare istantaneamente delle spade come se fossero proiettili. La capriola è stata sostituta dalla schivata, grazie alla quale Vergil può istantaneamente teletrasportarsi da un punto ad un altro. Premendo invece L1 ed R1 potrà rispettivamente spiccare il volo e atterrare. Le ascensioni angeliche e demoniache sono le stesse di quelle di Dante, solo che qui Vergil possiede le spade (blu angeliche, arancio demoniache). Premendo quindi L2 e R2 e i tasti assegnati agli attacchi, darete il via, a seconda delle ascensioni, a performance eccezionali (soprattutto quelle angeliche, che affetteranno in due i malcapitati nemici. Anche qui avrete bisogno di mietere vittime e guadagnare punti stile per potenziare le abilità e le vostre armi, oltre che le barre della salute e del Devil Trigger. Ebbene si: premendo gli stick analogici L3 ed R3, Vergil attiva un potere oscuro, molto diverso da quello di Dante, ed è proprio per questo motivo che non vi sveliamo cosa succede, sia a lui che alle spade! In definitiva, lo stile e la pericolosità di Vergil regge tranquillamente (ma solo a tratti) la "tamarraggine" e la spavalderia del fratello (sarà il fascino del cattivo?!), attraverso una overdose di azione, spettacolo ed effetti speciali da vivere e gustare comodamente sul divano. Ampio spazio è stato riservato alla componente platform: ancora una volta dovrete farvi spazio tra i livelli saltando da una piattaforma all’altra per raggiungere portali dimensionali, sfruttando le vostre spade come se fossero rampini e utilizzandole (piccola novità) per evocare appoggi indispensabili per toccare terra e non cadere nel vuoto. Le quattro ore promesse da Capcom si sono ridotte a circa due per completare i sei livelli della campagna. Tuttavia dovrete giocare più e più volte questa avventura per potenziare le armi al massimo, per raccogliere gli oggetti nascosti, ottenere qualche costume e per sbloccare le temibili modalità presenti: Figlio di Sparda, Vergil deve Morire, Paradiso o Inferno, Inferno e Inferno.

Conclusioni

Vergil’s Downfall si dimostra un contenuto scaricabile interessante sotto parecchi punti di vista: la trama, che prosegue la storia da dove l’avevamo lasciata e che mette in luce l’oscura e tormentata anima (se di anima ne ha una!) di Vergil; il comparto tecnico, cosi accattivante ed evocativo grazie a scenari più onirici e meno "reali"; il gameplay, dotato qui di uno stile più intrigante grazie alla Yamato e al puro fascino oscuro dell’essere "il cattivo della situazione". Vorremmo tanto dire che questo DLC rappresenta un acquisto perentorio per tutti i fan di DMC, ma la scarsa longevità (appena due ore per completarlo) potrebbe (per alcuni come per molti) non valere le quasi dieci euro necessarie per acquistarlo. Sappiate però che gli extra offrono tantissime modalità impossibili, e in quel caso la longevità sarà direttamente proporzionale alla vostra tenacia (e santa pazienza!). A voi la scelta. Qui da Limbo City è tutto, almeno per il momento!

Perchè giocarci:

  • Il fascino del male e del potere
  • La storia prosegue dove l’abbiamo lasciata
  • Stile di combattimento interessante
  • Tante modalità da sbloccare

Perchè non giocarci:

  • Solo sei missioni
  • Lo completerete in meno di 2 ore
  • Se non potete vedere Vergil lasciate perdere
  • Qualche rallentamento

VOTO: 70

CI PIACE

L’azione travolgente, le fasi platform, il fattore sfida sempre personalizzabile per ogni tipo di giocatore
Non è il vecchio Dante, ma con le armi ci sa fare
Giocabilità immediata, che può creare dipendenza!
Level design e atmosfere esagerate, originali e perfettamente amalgamate con il nuovo contesto narrativo
La storia non è affatto male..

NON CI PIACE

..ma le incongruenze di situazioni e personaggi con quella originale sono davvero tante e non si possono ignorare
A volte i toni e le situazioni esplicite appaiono troppo forzati
Il primo e il terzo capitolo rimangono comunque insuperabili ancora oggi
Qualche incertezza tecnica, soprattutto nel comparto audio e nel doppiaggio in italiano
L’assenza del targeting system si sente
Se Capcom non avesse utilizzato la parola “reboot” e non avesse cambiato alcuni punti cardine della storia, sarebbe stato un successo e questo gioco non avrebbe diviso i fan

Conclusioni

Anche con i capelli scuri, un nuovo team di sviluppo e un vero e proprio riavvio della serie, Dmc-Devil May Cry si rivela essere un ottimo action, all’insegna del divertimento, dell’azione senza respiro, ma anche dell’avventura. Il tutto attraverso uno stile unico e ricercato e un gameplay rivoluzionario che vi terrà impegnati parecchie ora a danzare col diavolo!

8.6Cyberludus.com
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Redazione
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