Il 2012 si è concluso da poco e molti videogiochi si sono susseguiti sugli scaffali e nelle nostre camere: centinaia se non migliaia fra produzioni di grande calibro, di medio interesse, titoli ignorabili e miriadi di produzioni indipendenti. Noi di Cyberludus abbiamo evitato accuratamente di stilare gli "awards", quella specie di cerimonia degli oscar dei videogiochi che tanto impazza negli ultimi mesi dell’anno, abbiamo preferito prendercela comoda (come al solito, NdR) e presentarvi, a mente fredda, i titoli dei videogiochi pubblicati nel 2012 che ci sono sembrati degni di essere ricordati in eterno. Il titolo di questo speciale, Milestones, è una parola inglese che indica le "pietre miliari". Un po’ altisonante, forse, ma non per questo poco denso di significato: vogliamo immortalare una volta e per tutte dieci titoli perché ? chi vi scrive ne è certo? sono quelli di cui si parlerà anche negli anni a venire, i classici videogiochi "senza tempo" che non si può fare a meno di rievocare quando si gioca a qualcosa.

Ovviamente non vi sarà spazio per annoverarli tutti, ovviamente molti di voi storceranno il naso per l’assenza di questo o quell’altro titolo, ma ricordate che per me meriterebbero tutti un posto d’onore, perché ciascun gioco, in ciascuno di noi, lascia qualcosa di estremamente unico, emozionale ed indimenticabile. Ciò che ? per il vostro simpatico Aurenar di quartiere ? è un’esperienza unica, irripetibile ed irrinunciabile potrebbe essere tutto l’opposto per chi legge. E’ il fascino e la valenza artistica che sono ormai propri di tanti videogiochi: Arte, tra le tante cose, significa trasmettere emozioni. Queste sono diverse perché tutti noi siamo diversi. Per questo vi chiediamo di non biasimare ma comprendere.

Non è una classifica. Mi rifiuto di mettere i seguenti giochi in ordine crescente oppure decrescente. Secondo il mio modesto parere è ingiusto ed insensato, in quanto ogni gioco qui commemorato è riuscito, nel 2012, a ritagliarsi un posto unico nel cuore degli appassionati. Sono tutti primi e tutti, indiscutibilmente, belli.

Journey

Titolo esclusivo per Playstation 3, incompreso da tanti e apprezzatissimo da molti. L’ultima fatica di Jenova Chen e del suo studio thatgamecompany, di matrice americana, è un viaggio tanto breve quanto intenso. Emozioni e riflessioni sono semplicemente garantite e a dispetto del veramente breve "viaggio", la memoria dei videogiocatori più sensibili serberà il ricordo di quella esperienza negli anni a venire. Non si potrà fare a meno di invitare tutti coloro che sono scettici, sulla poesia e l’arte insite nel Videogioco, a provare l’opera di questi talentuosi americani.

Dishonored

Dopo Dark Messiah of Might & Magic e Bioshock 2, gli Arkane Studios, sviluppatori d’oltralpe, hanno tirato fuori dal cilindro un titolo estremamente appagante sotto diversi punti di vista. Pur attingendo a piene mani da famosi predecessori quali Thief e quelli già citati, il pregio di Dishonored (caso più unico che raro, di questi tempi) è quello di porre i giocatori di fronte a situazioni in cui la forza bruta potrebbe non essere la scelta migliore. Dalla direzione artistica alla storia, dalle musiche al gameplay interessante e perfettibile, tutto concorre a lanciare nel "gotha dei videogiochi" questo titolo che ? pur ispirandosi a tanti maestri ? brilla di luce propria.

XCOM: Enemy Unknown

Gli sviluppatori che si celano dietro XCOM: Enemy Unkown sono quelli che hanno fatto la fortuna di un certo Sid Meier, che negli ultimi 15 anni hanno sfornato una lista vertiginosa di Civilization (dal terzo in poi) e il remake di Sid Meier’s Pirates. Stiamo parlando di Firaxis Games che, a proposito di remake, hanno preso lo strategico/gestionale a turni del 1994 e sviluppato da Microprose, conosciuto anche come XCOM: UFO Defense e lo hanno riportato in auge, nello splendore dell’alta definizione e rispettando gli odierni standard di intrattenimento. E’ un videogioco che è stato concepito per l’utenza che gioca su computer, tuttavia, grazie ai mezzi messi a disposizione da un produttore eccezionale come 2K Games, si è riusciti a portarlo anche nei salotti di chi ha solo Playstation 3 e Xbox 360. Su console nessuno grida al miracolo ma una cosa è certa: XCOM: Enemy Unknown è tornato e farà parlare di sé a lungo.

Max Payne 3

A distanza di undici anni dal suo esordio e a nove anni dalla sua ultima apparizione, una delle icone del Videogioco più famose, apprezzate e seguite dal mondo è tornato sui nostri schermi grazie a Rockstar Games, che ha ereditato il pesante fardello di Remedy Software. Stiamo parlando di Max Payne 3, terzo ed ultimo capitolo di una delle serie più amate degli ultimi quindici anni. Forse si è perso qualcosa della "magia" che permeava ogni secondo di gioco, ma è indubbio che il 2012 resterà per sempre come l’anno in cui Max è tornato a suon di bullet time ed una direzione artistica eccezionale.

Borderlands 2

"Come prima e più di prima". Potremmo riassumere Borderlands 2 in queste sei parole senza sbagliare. Il giocone ideato da Gearbox Software prende quanto di buono era stato fatto con il titolo apri-pista e lo ha perfezionato sotto ogni punto di vista creando un ibrido che è quasi definitivo. Per chi non lo sapesse parliamo di un gioco in prima persona, uno sparatutto, con chiari elementi da gioco di ruolo talmente ben amalgamati che rendono questo titolo veramente unico ed insuperato. La possibilità di affrontarlo in cooperazione con tre amici in contemporanea, poi, è la ciliegina su una torta praticamente perfetta da ogni lato la si guardi.

Diablo 3

Dodici anni di attesa spasmodica. E’ tanto, infatti, il divario temporale fra l’osannato Diablo 2, gioco di ruolo d’azione considerato dai più "definitivo" e Diablo 3, l’ultimo ? travagliatissimo ? parto di Blizzard Entertainment, arrivato nel 2012 quasi costretto dalle rimostranze di una platea di milioni di giocatori che stavano per perdere ogni speranza. A dispetto dei più pessimisti, Diablo 3 è arrivato nei migliori negozi nel maggio 2012 e segna una data importante nella vita di ? lo ribadiamo ? milioni di persone. Il titolo arriva monco (assente la modalità PvP, cioè quella "giocatore contro giocatore"), vi sono problemi sui server di gioco (è obbligatorio giocare permanentemente connessi) e fin da subito è chiaro a molti che i lavori di cesello e bilanciamento non fossero di certo finiti. Tutto sommato, le ardite scelte di gameplay sono state apprezzate: il gioco diverte e promette centinaia d’ore di divertimento. Perché Diablo 3 passerà alla storia? Perché nel bene e nel male si chiude un cerchio narrativo, è la prima volta che in un videogioco c’è una Casa d’Aste con denaro reale e perché dimostra che anche i migliori sviluppatori di videogiochi possono sbagliare.

Torchlight 2

Prima che potesse esistere Blizzard Entertainment, c’era Blizzard North ed era capitanata dai fratelli Max ed Erich Schaefer: le stesse vulcaniche menti che si celano dietro i primi due Diablo. Poi, agli inizi del sec. XXI, qualcosa si è rotto, i fratelli Schaefer hanno fondato Runic Games è hanno coinvolto nei loro progetti un certo Travis Baldree, che ai più non dirà niente, ma gli appassionati di videogiochi indie potrebbero ricordarlo. Dalla loro alleanza nacque Torchlight, nel 2009, ma soprattutto nacque Torchlight 2 nel 2012: la dimostrazione vivente che non occorre possedere esorbitanti fonti di denaro per realizzare un kolossal videoludico. Non ci sembra di sbagliare affermando che Torchlight 2 sia, ad oggi, il miglior videogioco indipendente mai concepito e realizzato. Certo, le analogie con il concorrente Blizzard si sprecano, ma vogliamo ricordare che i veri creatori di questo concetto di gioco sono proprio i fratelli Schaefer, non certo qualcuno di Blizzard. "Diablo 3 come avrebbe sempre dovuto essere", diciamo noi, al di là dello stile fumettoso (che misteriosamente viene riproposto in Diablo 3). Granitico e monumentale, di questo hack’n’slash non si smetterà di parlare facilmente, visto che diventa a buon diritto il nuovo metro di paragone per tutti i prossimi venturi.

The Witcher 2: Assassins of Kings Enhanced Edition

Cosa dire di The Witcher 2 che non sia già stato detto in sede di recensione? Forse che è stato realizzato da un team polacco che riesce ad adottare uno stile di lavoro anacronistico e un modo di finanziarsi che ricorda molto quello inventato da Valve? CD Projekt Red, infatti, dopo l’insperato successo del primo The Witcher, si è messa all’opera per lo sviluppo di un engine proprietario (il Red Engine) e ha da subito creato e supportato gog.com ("gog" è l’acronimo di Good Old Games): una piattaforma del tutto simile a Steam, di Valve Software, dove poter trovare le vecchie glorie del passato ma anche i più interessanti videogiochi della scena "Indie" mondiale. Grazie a questa fonte di reddito, CD Projekt può affrancarsi da qualsiasi genere di produttore imperioso e dedicarsi alle proprie creazioni per tutto il tempo che desidera. The Witcher 2: Assassins of Kings Enhanced Edition arriva su Xbox 360 (e su Pc in forma di aggiornamento gratuito) nel maggio 2012 e in un sol colpo spazza via ogni dubbio dell’utenza "console" su quanto siano bravi a creare storie, emozioni, giochi, questi ragazzi polacchi che non hanno ? fino ad ora ? sbagliato un colpo. Il videogioco che ha per protagonista Geralt di Rivia mette tutti d’accordo: è fenomenale ed è stato convertito per la console di Microsoft con una perizia tanto rara quanto apprezzata. Un titolo che ha lasciato un segno profondo e con cui molti dovranno confrontarsi nei prossimi anni.

Deponia

Molti, moltissimi, diciamo quasi tutti ormai, pensano che le avventure grafiche, genere che ha fatto la Storia (quella con la S maiuscola) dei videogiochi su computer, sia un genere tanto di nicchia quanto in via d’estinzione. Ron Gilbert, creatore dei primi due Monkey Island e in procinto di pubblicare The Cave, non è affatto d’accordo e afferma il contrario. A dare un severo scossone alle corde del cuore dei videogiocatori accorre Deponia, di Daedlic Entertainment, una trilogia annunciata che ? al momento in cui vi scriviamo ? è arrivata al secondo capitolo (Chaos on Deponia). Geniale, ironico, divertentissimo e creato con una perizia ed una passione d’altri tempi: la fatica di Daedlic Entertainment mette tutti d’accordo, è bellissima e irrinunciabile per tutti coloro che amano o amavano le avventure grafiche d’autore (come quelle già accennate di Ron Gilbert). Anche qui parliamo di un gioco che è già metro di paragone per i prossimi venturi, forte del carisma, delle emozioni e della storia che racconta.

The Walking Dead

The Walking Dead nacque nel 2003, negli Stati Uniti d’America, dalla penna di Robert Kirkman e le matite di Tony Moore e Charlie Adlard. Nel 2010 i canali statunitensi Fox e AMC mandano in onda l’omonima serie televisiva che in breve tempo diviene un culto fra gli appassionati. Il mondo dei videogiochi, ovviamente, non resta a guardare e si mette subito all’opera. Grazie ai talentuosi Telltale Games (ex dipendenti di Lucasarts, gli autori di Monkey Island e Indiana Jones and the fate of Atlantis, fra i tanti) The Walking Dead non tarda ad arrivare su schermi e monitor degli appassionati, sotto forma di avventura grafica mista a scene d’azione, e proponendo una storia inedita rispetto a quelle del fumetto e delle serie televisive. Cinque episodi brevi che formano un unico, grande gioco: ce n’è abbastanza per far parlare di sé a lungo, chi lo prova ne rimane rapito, affascinato ed infine entusiasta. Se è uno dei migliori giochi del 2012 che state cercando, The Walking Dead è sicuramente fra questi e a buon diritto.

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