Colonia, alcuni anni fa. La nostra redazione è esaltata per l’inizio della GamesCom, per giorni che uniranno insieme lavoro e divertimento e una bella esperienza uniti, come poche volte accade. Solo un dettaglio finisce per rovinare un quadro altrimenti idilliaco: all’aeroporto viene smarrita una delle valigie. Per fortuna l’oggetto è stato recuperato nei giorni successivi ma ci sono alcune occasioni dove, probabilmente, molti hanno lanciato qualche impropero contro coloro che non sono riusciti a gestire dei bagagli, forse rovinando una vacanza o causando disagi di diverso genere? Per la prima volta, tuttavia, Level-5 ci offre la possibilità di guardare lo smistamento dei bagagli proprio con gli occhi di chi se ne occupa e, anche se con un leggero tono di esagerazione, forse ci sono degli aspetti che non avevamo considerato? Non è esattamente il lavoro più semplice del mondo! Aero Porter è un altro dei titoli appartenente alla collezione Guild01, titoli per Nintendo 3DS legati a Level-5 e opera di grandi o bizzarri game designer: per la precisione, Aero Porter è un parto della mente di Yoot Saito, produttore e creatore di titoli particolari quali Seaman, una simulazione folle uscita su SEGA Dreamcast che ha come protagonisti dei pesci parlanti con volto umano, e Odama, un titolo per Gamecube che è riuscito a unire il gameplay di un flipper alla strategia militare. Le premesse sono decisamente curiose? Cosa può aver preparato per noi Saito? Cosa può nascondersi dietro degli apparentemente innocui nastri trasportatori?

Dall’allenamento alla vera ?azione’: nascita ed epopea di un aeroporto

E’ il nostro primo giorno di lavoro: Bob Saito, il nostro capo, vuole vederci subito in azione e ci mette di fronte a due nastri trasportatori sui quali viaggiano, adagiate, alcune valigie colorate. Alla fine dei nastri due cancelli con i loro rispettivi voli, pronti a partire, e il nostro dovere è quello di fare in modo che ogni valigia arrivi al suo posto senza nemmeno toccarne una? Ma come è possibile? A quanto pare il nostro non è un aeroporto come gli altri? Tutto lo sforzo umano si limita all’azionamento di alcune leve per fare in modo che le valigie passino da un piano all’altro fino alla consegna finale. L’allenamento procede bene, ma termina in men che non si dica: è il momento di iniziare a gestire un vero aeroporto! Ma forse quello che sembra un lavoro di tutto riposo potrebbe nascondere qualche sorpresa inaspettata?

Persi tra colori e sfortune

Lo schema di gioco di Aero Porter può sembrare, specie agli inizi, quello di un semplice puzzle game: il giocatore, grazie alla pressione dei tasti dorsali, deve occuparsi della gestione di due leve collegate ad altrettante rampe che permettono alle valigie di passare da un nastro all’altro. Risulta già curioso che tutti i nastri siano disposti in verticale, come se gli aerei partissero da sottoterra, ma anche che tutto funzioni grazie alla benzina e che non ci sia modo di fermarsi per poter ragionare. Il tempo stringe e tutti i passeggeri devono poter salire sui loro aerei prima della fine della giornata, pena il declassamento nostro stesso stipendio! Per ogni giornata di lavoro è necessario imbarcare un certo numero di passeggeri e far partire un minimo ammontare di aerei colorati e l’unico modo per farlo è inserire tutte le valigie sui nastri giusti e caricarle sui velivoli, cercando di far passare pochi secondi tra un carico e l’altro per innescare delle combo e di evitare che un aereo parta senza alcuni bagagli o, addirittura, che un volo venga cancellato per la nostra negligenza. Questa formula semplice, per quanto estremamente confusionaria e riflessiva insieme, è rivitalizzata nel corso della partita da alcuni modificatori interessanti: può capitare che un sindaco voglia che la sua valigia sia imbarcata da sola o che alcuni politici mandino i bagagli in incognito, con un tagliando che indica il vero colore del loro volo? Può anche succedere che il presidente degli Stati Uniti arrivi con il suo Air Force One e che un gruppo di terroristi decida di attivare una bomba nell’aeroporto proprio in quel preciso istante! Come gestore dell’aeroporto e dei nastri trasportatori, è dovere del giocatore far fronte a tutti questi problemi improvvisi: i clienti soddisfatti, infatti, possono regalare degli aerei da personalizzare e da mandare in giro con lo StreetPass per insinuarsi negli aeroporti, e così anche nelle partite, di altri giocatori in possesso di** Aero Porter**. Oltretutto, nel corso della partita, si possono sbloccare alcuni nuovi elementi tecnologici per i nastri: acceleratori, rallentatori, braccia rinforzate e più veloci, la possibilità di accendere e spengere le luci per risparmiare benzina e un utilissimo blocco delle valigie per avere qualche secondo di respiro e occuparsi, senza grane, di qualche bagaglio male accumulato. Si tratta di un gameplay estremamente assuefacente che porta a giocare lunghe partite senza sentire il peso del tempo: un risultato perfetto per un puzzle game così meravigliosamente anomalo! Purtroppo, tuttavia, il gioco tende a punire il giocatore con troppa tranquillità: anche se molti aerei non riescono a decollare o qualche bagaglio si ritrova fuori posto, il punteggio finale non subisce pesanti cali e l’assenza di leaderboard (o anche solo di record locali) rende il percorso verso la conquista di un aeroporto internazionale poco più di una semplice sfida all’assuefazione stessa.

DsiWare mascherato

Quando si è impegnati a smistare così tante valigie nel giro di pochi minuti spesso non si rischia di non rendersi conto di alcuni dettagli infelici: soltanto quando i ritmi rallentano e le valigie sono tutte in viaggio, ci si rende conto che la luce vicino allo slider del 3D non brilla del suo solito colore verde. A quanto pare, salvo che nel proprio hangar, Aero Porter non utilizza la terza dimensione: non si tratta di un utilizzo errato o parziale, semplicemente non è possibile attivarla. Se a tutto questo si aggiunge un comparto grafico solo discreto (per quanto si tratti di un cel-shading minimale estremamente fascinoso) viene quasi da pensare che il gioco avrebbe potuto tranquillamente arrivare anche tra i Nintendo DsiWare, piuttosto che accamparsi sulle mensole virtuali dell’eShop. La colonna sonora, purtroppo, è quasi inesistente: pochissime musiche e tanti, tanti rumori meccanici, con qualche riverbero degli altoparlanti della sala controllo di tanto in tanto. Insomma, un gameplay davvero efficace condito, purtroppo, da una realizzazione che lascia parecchio a desiderare.

Conclusione

Yoot Saito, nella storia, è sempre stato capace di mettere il giocatore di fronte a situazioni veramente assurde: prima come padrone di un acquario pieno di inquietanti pesci senzienti poi come generale di un esercito che rischia ogni secondo di essere schiacciato da una gigantesca sfera rocciosa. Ora, Saito ci pone di fronte a una nuova esperienza più realistica ma di certo parecchio improbabile: vedere un aereoporto dagli occhi di chi lo gestisce, di chi lo vive, non è una cosa da poco. Le situazioni impossibili, le grottesche sfortune e i colori sgargianti dei bagagli sono elementi di un insieme fenomenale, che riesce a rapire per una semplicità che sopravvive a causa della non scontatezza del suo punto di partenza. Peccato solo che questa essenzialità non funzioni dal punto di vista estetico: e dire che è strano, di norma gli aeroporti sono un vero e proprio crocevia di vite, il luogo dove tutti si incontrano senza conoscersi e dove le esperienze degli uomini prendono il volo. L’aereo è partito, lasciandosi qualche bagaglio alle spalle, forse ritenendolo poco utile: una svogliatezza che porta a un viaggio davvero pieno ma vivibile, purtroppo, solo per metà.

CI PIACE

– Estremamente stimolante e può creare dipendenza\n- Pone il giocatore in una situazione inusuale e imprevista\n- Intrigante stile minimale…

NON CI PIACE

– …ma decisamente abbandonato a se stesso\n- Colonna sonora di minimo rilievo\n- Niente terza dimensione

Conclusioni

Aero Porter è una sfida semplice ed assuefacente che risveglierà i cervelli risolutori di chiunque voglia avvicinarvisi; purtroppo il gameplay eccellente non è retto da un altrettanto interessante comparto tecnico, quasi abbandonato a piangere in un angolo buio. Una sfida per menti attive, dove la stimolazione si limita a tanta azione e poca attrattiva estetica.

7Cyberludus.com
Articolo precedenteInjustice: Gofs Among Us – Ecco la data ufficiale
Prossimo articoloDmc: Devil May Cry – Recensione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.