Londra, 11 Dicembre 2012

Dio salvi la Regina. Vorrei poter dire che questa è ancora l’Inghilterra, ma una nazione non esiste senza le persone. Qui ne restano ben poche, ormai siamo nel Regno Unito di ZombiU. L’evolversi degli eventi potrebbe prenderti un attimo in contropiede. Ma soprattutto ti starai domandando: come mai mi appresto a scrivere, ancora vivo e barricato in un rifugio, quando tutti gli altri superstiti là fuori sono diventati cibo per non morti? Perché io seguo le regole?

Regola n.1: Il Prepper Pad è tuo amico

Più l’epidemia annunciata dalla Profezia Nera di John Dee dilagava, più il caos nelle strade aumentava; al punto che un fisico allenato e un’arma non bastavano. Devi procurarti un Prepper Pad, come quello che sto tenendo tra le mani. È una specie di tablet, anzi, somiglia sorprendentemente al GamePad della nuova console Nintendo? Ad ogni modo, hai capito bene, questo controller è diventato la mia interfaccia con la realtà circostante, che vivo ogni giorno in prima persona. Posso scandagliare i dintorni a 360° in cerca di infetti ed oggetti da raccogliere, segnarli sulla mappa dello schermo touch, tenermi in contatto con quel tizio fissato con la sopravvivenza di nome Prepper, cambiare arma, effettuare l’hacking di telecamere e porte, scassinarle, addirittura visualizzare e gestire l’inventario del mio zaino da trekking. Ha praticamente una moltitudine di funzionalità, e sembra che posso persino aggiungerne di nuove (come la decifrazione dei codici segreti di Dee) se riesco a trovare le apposite schede di memoria! Laddove può avere un senso inserire una combinazione sul tastierino numerico attraverso il Prepper Pad; non capisco perché invece debba utilizzarlo per sollevare un tombino oppure rimuovere delle assi di legno. E non va affatto bene quando si rifiuta di rispondere ai miei “tocchi” su schermo interpretandoli in modo errato. Forse non applico la dovuta pressione con le dita, ma la paura è un forte stimolo: non immagini quante volte ho combattuto sino allo stremo delle forze per eliminare definitivamente un infetto che voleva mordermi (e ne basta uno per diventare come loro). Proprio come in un survival horror. E questo porta alla seconda regola.

Regola n.2: Stai sempre attento allo schermo del televisore

Dopo una dormita risanatrice (che salva i progressi di gioco, qualunque cosa voglia dire?) mi capita a volte di dover uscire dal bunker di Prepper. Purtroppo per raggiungere Buckingham Palace o la Torre di Londra sono costretto ad avventurarmi nei tunnel sotterranei della Metropolitana. Infatti da quando gli zombi sono più degli umani, la cosa migliore è sospettare di chiunque, restandone alla larga. E se quel barbone dalle texture grigiastre poco rifinite che urla mentre arranca verso di te sembra un po’ insistente, non limitarti a spingerlo mentre fuggi via: forse è meglio spaccargli la testa con la mazza da cricket, colpendolo ripetutamente con la stessa mossa sino al fatidico colpo di grazia. Se invece preferisci riempirlo di piombo, non preoccuparti di danneggiare l’ambiente circostante: ad eccezione di alcuni misteriosi barili esplosivi rossi, gli scenari londinesi sono brutti, scialbi e poco rifiniti. Sono stai gli zombi a ridurre Londra così, a quanto pare è in questo stato da sempre.

Gli zombi ci hanno messo poco a farsi furbi, apprendendo sin da subito a fiutare le occasioni propizie. Devi concentrarti sulla sopravvivenza e stare sempre in guardia. Imparare a distinguere le diverse tipologie di infetti oltre quelli “semplici” è fondamentale: agenti in armatura antisommossa (fagli saltare prima il casco a suon di mazzate per non sprecare le poche munizioni a disposizione), letali disinfestatori con bombole esplosive addosso, sputatori, punk che generano interferenze elettromagnetiche (incasinando temporaneamente il Prepper Pad) e non morti con l’abilità di teletrasportarsi. Non fare però l’eroe: quando le cose si mettono davvero male e ce ne sono troppi intorno a te, scappa o rinchiuditi in una stanza sbarrando gli ingressi. Ricordati anche di controllare eventuali graffiti sui muri lasciati dagli altri sopravvissuti: non puoi sapere dove si celerà il prossimo attacco dell’orda oppure quell’insperato potenziamento per la tua arma da fuoco.

Regola n.3: Viaggia leggero

Evita ogni zavorra. L’inventario è limitato, tieni gli occhi ben aperti quando sposti oggetti da uno slot all’altro e anche se hai appena trovato un nuovo zaino XL con più tasche, lasciane qualcuna vuota. Anziché portarti dietro tutto l’arsenale, i bengala, le molotov e i medikit forse è meglio lasciare qualcosa nelle casse, come ad esempio quella del rifugio. Così nella sventurata ipotesi che tu muoia (e credimi, avverrà quando meno te l’aspetti) il prossimo sopravvissuto potrà sfruttare il prezioso lascito per raggiungere il tuo cadavere ambulante (a volte persino quello di altri utente collegati online che stanno giocando a ZombiU) e riprendersi la roba, dopo averlo eliminato. Ma si sa, del senno di poi son piene le fosse.

Regola n.4: Il sistema competitivo

Mia madre me lo diceva sempre: “Figlio mio, un giorno sarai qualcuno?” ma non credo che intendesse un ammazza-zombie!. Così se non hai voglia di trascorrere il tempo leggendo sempre gli stessi documenti reperiti in giro per Londra, puoi fare una saltuaria partita al nuovo sport nazionale emergente: la sfida (rigorosamente offline) contro Boris, il Re degli Zombi. Le regole sono abbastanza semplici: uno dei due giocatori assume il comando degli zombi attraverso il Prepper Pad (esattamente come avviene in uno strategico in tempo reale, potendo così posizionare le unità sulla mappa dello schermo touch) mentre l’altro (attraverso il Controller Pro o l’accoppiata Wiimote e Nunchuck) cerca di occupare delle basi o sopravvivere quanto più possibile, a seconda della modalità stabilita all’inizio della partita. Si tratta di un piacevole diversivo, ma nulla di più. Oltretutto il Re degli Zombi risulta avvantaggiato, potendo conoscere in qualsiasi istante la posizione dell’avversario alzando lo sguardo sullo schermo di quest’ultimo, la televisione.

Regola n.5: Goditi le piccole cose

Mentre assaporo l’ultimo snack rimasto nel bunker, tiro un po’ le somme della mia disavventura: la vita nel Regno Unito di ZombiU non è affatto semplice, innocente e priva di difetti. Eppure ti consiglio di soprassedere su quest’ultimi per godere appieno di un’approccio singolare e puro al survival horror. Merce rara di questi tempi. E poi c’è chi sta peggio: come quei tizi in vacanza nel paradiso tropicale dell’isola di Banoi?

Il tuo vicino, Shaun

CI PIACE

– Regala innumerevoli ed intensi momenti da survival horror genuino\n- È un gioco impegnativo, ma al contempo gratificante\n- Sfrutta abbastanza il GamePad, con trovate originali…

NON CI PIACE

– …che però si rivelano in alcune occasioni un po’ forzate e fuori dal contesto d’utilizzo del piccolo schermo\n- Realizzazione grafica carente

Conclusioni

ZombiU può divertire con poco, è innegabile. Ma serve più ciccia per fare le killer application per Wii U, o altrimenti rimarrà soltanto con dei “buoni” giochi nella media. E non vogliamo che la storia si ripeti, vero?

8Cyberludus.com
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