Spesso e volentieri, se siete esseri umani, avete nel DNA la voglia di giocherellare con l’acqua ogni volta che ne avete la possibilità: far ruotare un bicchiere per vedere quante gocce cadono, far sbattere il vino contro le pareti di vetro per scoprirne la gradazione alcolica dai residui lasciati sulla bottiglia o, da piccoli, sperimentare i cambi di colori e la qualità dei composti con gli alambicchi di un ipotetico Piccolo Chimico. Non si poteva certo immaginare che ogni liquido avesse una storia, un viaggio svolto, lungo e complesso, quasi come quello di un essere umano: anche per i liquidi esistono le insidie e sono tutte dettate dalle loro peculiarità chimiche e da ostacoli più o meno naturali. E’ questo quello che vuole insegnarci Puddle, accompagnandoci in un viaggio alla scoperta delle reazioni chimiche e degli ostacoli che esse comportano: sulla carta, un progetto del genere può suonare come una sorta di incubo scolastico; sul GamePad, per fortuna, tutto acquisisce molto più fascino di quanto si possa immaginare.

Io sono acqua, ma imparerò a mutare

Tutto inizia con un po’ d’acqua. Tutto in apparenza sembra innocente. Non fosse che l’acqua è un liquido estremamente debole, nella sua semplicità: non può sciogliere i suoi ostacoli, non può appesantirsi per mutare il suo percorso e soffre a contatto con il fuoco e con gli ambienti caldi. Passa una curva, ne passa un’altra, e si arriva ai tubi finali, con poche gocce rimaste: gocce che, entrando a contatto con un composto chimico infiammabile, si trasformano in diserbante, capace di distruggere le sterpaglie? Il liquido acquisisce il potere di distruggere? Per poi diventare una fonte di vita, un fertilizzante che può far crescere bulbi e piante e quindi va, verso luoghi inesplorati, dove piante carnivore e libellule non possono fargli nulla. Sono solo i primi passi di una storia senza voci dove i rumori dell’ambiente sono indizio di tutto quello che accade: questa è la non-storia di Puddle. Ed è anche la ragione prima per la quale appoggiare il GamePad sarà un’impresa ardua.

La gioia dell’inclinazione

Una volta iniziato il primo livello di Puddle la reazione del corpo è ovvia, come se non servissero istruzioni: si inclina il GamePad verso destra per spostare la gravità del mondo di gioco a destra, si inclina il GamePad verso sinistra per spostare la gravità del mondo di gioco a sinistra. Tutto qui, non c’è bisogno d’altro: nessun tasto, nessun movimento strano? Una volta compreso questo, il gioco resta tutto nel capire come si comporta il liquido con il quale abbiamo a che fare in quello specifico momento, sia esso innocua acqua, ardente petrolio o esplosiva nitroglicerina! All’inizio di ogni livello ci viene data qualche indicazione chimica sui liquidi, e non mancano precisi appunti sulla loro densità, il loro comportamento rispetto all’ambiente e le loro possibilità di interazione con ogni possibile ostacolo. Non si tratta, per fortuna, di mere curiosità decorative in quanto, durante la partita, ci vuol poco a rendersi conto che ogni piccola pozza reagisce in modo diverso, disperdendosi e scivolando, mutando forma, dividendosi in particelle più piccole a seconda della sua composizione. In un angolo dello schermo è presente un indicatore che tiene il giocatore aggiornato sulla quantità di liquido in suo possesso e su quanta è fuori dallo schermo ma comunque recuperabile se si riesce a immaginare come si può comportare nei rispetti di ostacoli già superati: da quel punto in poi è tutto un gestire rampe naturali, problemi di laboratorio, interruttori sicuri o mortali o leve che reagiscono millimetricamente il nostro peso, dove una goccia agisce con maggiore lentezza rispetto a una pozza completa. Una volta completato il percorso, una crasi dei risultati di tempo e di liquido sopravvissuto porta verso una ricompensa che ha i termini di una vera e propria tavola periodica, con uno schema chimico complesso che si tramuta in una premiazione in Cu (Rame), Ag (Argento) e Au (Oro). Il GamePad reagisce in maniera ottima, permettendo un controllo abbastanza accurato di tutti i movimenti: nel caso non si apprezzino i controlli di movimento, tuttavia, il giocatore può sempre attivare i controlli classici, relegati ai due tasti dorsali o allo stick analogico destro. Non si tratta, forse, delle soluzioni più precise e, soprattutto, utilizzarle distrugge metà del fascino del gioco stesso, consistente proprio nel tramutare in una sfida vera e propria quello che è l’umano divertimento di giocherellale, incuriositi, con l’acqua e gli altri liquidi usando solo le mani, i recipienti e la forza di gravità.

Regole reali per ambientazioni reali

Mentre si spostano le gocce del liquido da un punto all’altro l’occhio e l’orecchio hanno molto di cui godere: gli ambienti e gli oggetti in essi contenuti sono realizzati con una cura grafica sorprendente, con riflessi e giochi di luce che trasformano i modelli tridimensionali in quelle che sembrano riprese dal vero; il vetro sembra vetro, la brina sembra brina, il gas che evapora emana il suo calore dallo schermo e le ombre tra le piante creano un meraviglioso gioco di colori, mentre le lastre e i prodotti di cancelleria ci trasportano in luoghi altrimenti inesplorabili. I nostri timpani, nel frattempo, accolgono tutti i suoi generati dal liquido e dagli ambienti stessi, sfruttando magnificamente il surround presente sia nello schermo televisivo sia sul GamePad: è una sensazione onirica piena, dove ogni angolo va vissuto intensamente. Non mancano classifiche online, basate sul tempo e sul collezionare le medaglie, e un buon numero di livelli per allungare, senza frustrazione, una esperienza trasognata, e riesce difficile credere che riesca ad attingere tutto questo fascino dalla pura e semplice realtà.

Conclusioni

Puddle non vi farà più guardare a un bicchiere sulla vostra tavola con lo stesso occhio: è una masnada magica di esperienze così evidenti eppure così improbabili. Valorizza quello che vediamo tutti i giorni e che di norma, di valore, sembra non averne, vitalizzando il mondo dell’inanimato, della natura così falsamente ferma e così intensamente viva, al punto da rendere il tutto più bizzarramente attraente di ogni ambientazione curata, costruita dall’uomo per l’uomo. Qui l’uomo ha costruito poco e deciso meno: le cose si prendono per come sono e si ottiene, così, un risultato che poche volte è stato replicato. L’insieme non ha forse il fortissimo appeal di un ?vero gioco’, specie su una console appena nata come il Wii U, ma la cura per questi dettagli altrimenti ignorabili riesce a tramutare il tutto in un’esperienza fantasiosa, nel suo essere così follemente terra-terra.

CI PIACE

– Gameplay attraente e mai frustrante: se sbagli, è colpa tua\n- Designi grafico e sonoro, a tratti, fuori scala\n- E’ strano vedere rispettate tutte le proprietà dei liquidi controllati

NON CI PIACE

– Non ha tutto il mordente di un vero e proprio gioco per console\n- Alcuni ostacoli appaiono, a volte, troppo all’improvviso, compromettendo tutto

Conclusioni

Su Wii U, Puddle brilla per i suoi controlli di movimento che si abbinano al giroscopio del GamePad come fossero buoni fratelli. L’atmosfera è semplice e incredibile e l’ispirazione realistica trasforma un prodotto altrimenti semplice in un viaggio emozionante e pieno di fascino.

8Cyberludus.com
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