Ci risiamo. Insieme all’ennesima strage perpetrata da una persona di certo poco presente a se stessa arrivano, puntuali come un orologio svizzero, le disinformazioni portate in auge da telegiornali e riviste di informazione che poco o nulla hanno a che vedere con il mondo dei videogiochi.
Vi ricordate il tristemente famoso “Massacro di Utoya”?. Anche in quel caso molti telegiornali ed altrettanti mezzi di informazione estranei al mondo del Videogioco hanno addossato (o fatto intendere che) la colpa di certi comportamenti stragisti è da imputare ai videogiochi, specialmente gli sparatutto come Call of Duty.
A pochi giorni dal terribile evento che ha sconvolto in prima persona Newtown, cittadina nord americana del Connecticut, dove il ventenne Adam Lanza ha ucciso 20 bambini e 6 adulti prima di togliersi la vita, ecco tornare alla carica alcune delle più lette o ascoltate testate giornalistiche. Una delle più roboanti è stata la Fox News, con uno dei soliti servizi “demonizzanti” i videogiochi. Adesso è il turno dei britannici The Sun e The Daily Express che accusano i videogiochi di aver fomentato la passione dello stragista per le armi ed i massacri di gran numeri di persone.
Il dibattito sulla connessione fra violenza estrema e uso dei videogiochi si riapre, specialmente a quei livelli in cui una cultura videoludica non è particolarmente matura, e le impressioni della gente più sensibile possono essere facilmente influenzate. Questo, almeno, è il pensiero di chi vi scrive.

