Tutti conosciamo Mario Kart, ogni presentazione è superflua, e tutti sappiamo quante volte la formula del racing game Nintendo sia stata "ispirazione" e modello per molti produttori. Sappiamo anche com’è andata ed escludendo giusto il simpatico, ma non trascendentale, Crash Team Racing su Playstation, pochi hanno saputo farsi valere in questo filone, figurarsi avvicinarsi al valore assoluto di Mario Kart. Tra coloro che hanno provato a distinguersi, SEGA ha ottenuto un discreto risultato con Sonic & SEGA All-Stars Racing, uscito ormai due anni e mezzo fa. La casa del porcospino blu ha avuto ancora voglia di rimettersi in gioco, ed ecco Sonic & All-Star Racing Trasformed. Lo sviluppo è ancora affidato agli abili ragazzi di Sumo Digital, che contano all’interno di sviluppatori arrivati sia da Bizzare Creation, responsabili della serie Project Gotham Racing e di Blur, che da Black Rock Studio, autori di Pure e Split Second: Velocity. Le premesse sembrano essere molto buone, analizziamo ora il risultato finale.

Modalità di gioco

La modalità di gioco classica è senza dubbio Gran Premio, composta da 5 coppe da affrontare, e ognuna di esse comprendenti 4 tracciati. Ogni coppa potrà essere affrontata a tre livelli di difficoltà, simboleggiati da una medaglia di bronzo, d’argento o d’oro. I corridori in pista saranno sempre dieci, l’assegnazione dei punti è di 10 punti al vincitore della gara, 9 punti al secondo, 8 al terzo e così via: questo bilanciamento del punteggio porta spesso a intriganti situazioni di classifica e spesso si potrà vincere una coppa senza vincere nemmeno una gara! Una volta vinte le cinque coppe, potremo sbloccare la versione specchiata dei tracciati, ottenendo così altre cinque coppe da vincere. L’altra modalità di gioco per il giocatore singolo è rappresentata dal Tour Mondiale, una serie di eventi predefiniti da svolgere uno per uno in modo da andare avanti sulla mappa. Al termine di questi eventi sbloccheremo ulteriori personaggi (in totale ben 23, contro i soli 10 di partenza). Curiosità: tra i personaggi selezionabili è presente anche Ralph, protagonista dell’atteso Ralph Spaccatutto, film d’animazione tridimensionale prodotto e realizzato dalla Disney.

Gameplay trasformista

La più grande innovazione di questo capitolo è la contaminazione degli stili di guida: il nostro mezzo passerà con estrema disinvoltura dal terreno all’acqua, fino all’aria. Per le parti in acqua, gli sviluppatori hanno detto di aver preso molto spunto dal leggendario Waverace di Nintendo e da Hydro Thunder, e si vede: gli improbabili motoscafi di Sonic e compagni sono divertentissimi da guidare, e il feedback dell’acqua è convincente. Allo stesso modo, il passaggio dal terranno/acqua all’aria è riuscitissimo, con una guida un po’ semplificata ma di sicura soddisfazione. Troveremo i vari turbo disposti sul tracciato, in tutte e tre gli ambienti di gioco, e potremo in ogni momento derapare per ottenere un nostro turbo, premendo L2 in curva (senza mollare l’acceleratore). La struttura dei miniturbo è ispirata a quella tipica di Mario Kart, soprattutto l’inerzia dei veicoli in curva ricorda molto quella da Mario Kart: Double Dash in poi. Il bilanciamento dei power-up a volte lascia insoddisfatti: potranno capitarci armi letali anche nelle prime posizioni e armi difensive alla fine. Per quanto poco frequente, è una situazione che rovina un po’ l’esperienza di gioco ma d’altro canto la maggior parte delle armi ha uso sia difensivo che offensivo (anche se di efficacia diversa). I tracciati di gara si presentano piuttosto ispirati, con picchi davvero notevoli: oltre alle molteplici citazioni di cui parleremo in seguito, che donano più carattere alle piste rispetto al primo capitolo, è interessante notare come molte piste si modifichino da un giro all’altro per modificare l’esperienza di gioco. Spesso avremo i primi due giri a terra e l’ultimo, delicato per l’andamento della gara, magari completamente in volo, con criteri di guida altamente diversi. Questo non fa che tenere alta la soglia d’attenzione del giocatore, oltre a aumentare parecchio la varietà di gioco, cui va aggiunta un’IA che metterà filo da torcere al giocatore più di quanto si possa pensare, rivelandosi piuttosto ostile ma ben bilanciata. Ed è anche bene sottolineare come la trasformazione automatica dei veicoli non infici in alcun modo il ritmo di gioco, rivelandosi fluidissima e ininfluente per la gara stessa.

La personalizzazione è questione d’esperienza

Pur non esistendo una reale personalizzazione dei veicoli, al termine di ogni gare otterremo dei punti esperienza che ci consentiranno di sbloccare dei settaggi predefiniti predefiniti per la nostra vettura. Queste configurazioni saranno "tematiche", quindi ne troveremo una che ottimizzerà la velocità massima, una la tenuta di strada, una l’accelerazione e così via. Questa scelta allungherà l’esperienza del giocatore, che sarà tentato di sbloccare tutte le possibili configurazioni con i propri personaggi preferiti, rigiocando quindi un certo numero di volte le varie coppe e eventi.

Aspetto tecnico, longevità e multiplayer online

Graficamente il gioco si presenta piuttosto bene, con ambienti molto colorati e ben definiti. Molto caratterizzati i piloti e i loro bolidi, ben fatti anche i tracciati. Il frame-rate, almeno nella versione testata (PS3), s’è rivelato granitico anche nei momenti di maggiore bagarre. A mancare è un po’ è la cura per i dettagli, su tutti l’acqua che è apparsa poco reattiva, e i salti non procureranno alcun spruzzo. Il sonoro è reso forte dalla presenza delle classiche voci dei personaggi Sega e da buoni arrangiamenti musicali tratti dai giochi cui sono tratte le piste. Ci troviamo davanti a una produzione tecnica di sicuro valore, efficace, riuscita e soprattutto (finalmente) con un vero e proprio carattere distintivo! La longevità del gioco è molto alta, grazie alle molte cose da giocare (e sbloccare) in single player e grazie a un multiplayer online abbastanza frequentato. L’online, oltre alla gare, comprende anche l’Arena, una modalità classica di questo genere di giochi ed equivalente alla Battaglia di Mario Kart: i giocatori dovranno scontrarsi usando gli oggetti, ogni giocatore potrà essere colpito tre volte e dopo sarà fuori gioco; logicamente vincerà chi resterà per ultimo. Il sistema di classifica è derivato da Mario Kart Wii: ad ogni gara avremo un tot di punti che si andranno ad aggiungere o a togliere in base a come ci siamo comportati. L’unico difetto dell’online risiede in un matchmaking un po’ lentuccio nell’organizzare la partita ma si tratta di un difetto trascurabile. A rendere la longevità del gioco notevole ci pensa il rapporto qualità-prezzo, infatti Sonic & All-Stars Racing Transformed viene venduto nei negozi al prezzo consigliato di 39,90?, praticamente un prezzo budget rispetto a quelli cui siamo abituati.

Nostalgia canaglia

Rispetto al primo capitolo, SEGA ha marcato fortemente la caratterizzazione del gioco inserendo, oltre ai giochi nuovi (da segnalare l’omaggio a Starlight Carnival, miglior livello e colonna sonora del sorprendente Sonic Colours), citazioni a tantissimi giochi dei bei tempi che furono. Giusto per fare un breve elenco dei giochi cui sono dedicati i tracciati: Burning Ranger, Panzer Dragoon, Shinobi, Nights into Dreams, Golden Axe, After Burner, o ai più recenti Super Monkey Ball, Skies of Arcadia, Billy Hatcher and the Giant Egg e Jet Set Radio Future. E quello che non è citato in un pista è presente in altre forme, come Ulala di Space Channel Five e B.D. Joe di Crazy Taxy. Insomma, l’animo SEGA è presente in tutti i pixel di questo gioco, impregnandolo di una nostalgia difficile da descrivere per un videogiocatore di vecchia data. Il fattore nostalgia può giocatore cattivi scherzi, per questo si raccomanda sempre una scorta di fazzoletti non lontana dalla postazione di gioco.

Conclusioni

Sonic & All-Stars Racing Transformed va oltre il semplice rispetto delle aspettative, rivelandosi a tutti gli effetti una gradita sorpresa. Non un clone di Mario Kart ma un prodotto ormai maturo che segue una propria strada e una propria visione. Un gameplay bilanciatissimo, dal sistema di guida all’IA dei piloti rivali, un soddisfacente level design delle piste, esaltata dalle trasformazioni dei veicoli, che aggiungono varietà e imprevedibilità allo stesso percorso, in grado di mutare da un giro all’altro, sono i veri punti di forza del gioco sviluppato da Sumo Digital. Una longevità di alto livello, unita a un prezzo budget quasi clamoroso (39,9? il prezzo consigliato al pubblico per PS3 e Xbox 360, e 29,9? per la versione PC) fanno il resto. Un gioco che vale almeno la pena di essere provato.

CI PIACE

Divertente anche da soli, pieno di cose da giocare e sbloccare e con una forte personalità. Il sistema di guida ?trasformista? funziona egregiamente e i cambiamenti dei tracciati tengono alto il livello dell’attenzione. Il carico di nostalgia targata Sega non può che essere un ulteriore incentivo ?per i più anziani? per provare il gioco. Il prezzo budget è da tenere in alta considerazione!

NON CI PIACE

Tralasciando una realizzazione grafica solo discreta e un matchmaking un po’ lento (circa un minuto per organizzare una gara), non ci sono difetti gravi di sorta. A meno che non si detesti alla follia Sonic & co., o in generale il genere di corse arcade, non esistono ragioni forti per sconsigliare il prodotto SEGA.

Conclusioni

Sonic & All-Stars Racing Transformed è un prodotto di sicuro valore, una piccola sorpresa. Non è il solito clone di Mario Kart che siamo abituati a vedere ma un gioco con un’identità propria e consolidata. Divertente, lungo e fatto molto bene, consigliatissimo.

8.5Cyberludus.com
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