Ci sono oggigiorno pochi survival horror veramente degni di tale nome, in particolare tra quelli usciti nell’ultimo anno. Eppure quando il genere sembrava decomporsi abbandonando le componenti horror e survival prediligendo quella action, ecco arrivare la sorpresa che che non ti aspetti, e perdipiù su una console di prossima generazione. Stiamo parlando ovviamente di ZombiU , che ci mette nei panni di uno dei pochi sopravvissuti all’epidemia di non morti che ha invaso Londra nel 2012 . Il gioco di Ubisoft era già stato annunciato circa due mesi fa all’E3, ma finalmente abbiamo potuto provare a porte chiuse una demo giocabile, ambientata all’interno di Buckingham Palace (e no, non abbiamo incontrato la regina zombi!).

Impugnato il bianco controller con schermo tattile integrato, abbiamo avuto sin dai primi istanti l’impressione di avere a che fare con un gameplay calibrato secondo la difficoltà tipica di Demon’s Soul s: pochissime munizioni, svariate occasioni nel quale si è rivelato necessario fuggire dagli zombi e innumerevoli morti (impiegando ben più dei 12 minuti necessari a completarla, come ci aveva riferito all’inizio lo sviluppatore ). Certo, si tratta pur sempre di uno sparatutto in prima persona con elementi GdR (come le abilità potenziabili come la precisione nello sparare o la possibilità di costruire oggetti) atto al massacro indiscriminato di creature non morte, ma l’alchimia di ZombiU va ben oltre ciò.

Innanzitutto il sopravvissuto controllato viene generato casualmente dal gioco a partire da una rosa di modelli. Trattandosi di un personaggio perlopiù anonimo la sua dipartita in seguito ai colpi o morsi subiti non produrranno alcuna reazione emotiva ed a livello di gameplay ricominceremo subito dal checkpoint più vicino, ma con un altro sopravvissuto. Inoltre l’informazione viene trasmessa dalla console ai propri amici e se qualcuno di essi sta giocando a ZombiU nel medesimo livello dopo che siamo morti, troverà nei dintorni dell’area il nostro precedente personaggio trasformato in zombi! Lo sviluppatore ci fa notare che ciò potrebbe divenire problematico qualora il cadavere dell’ex-sopravvissuto-ora-zombi venisse razziato da qualcuno all’infuori di noi in seguito alla sua uccisione, perché in quest’eventualità perderemmo tutti gli oggetti dell’inventario e i documenti raccolti sino al momento della nostra morte. Altri elementi “social” includono la possibilità di visualizzare frecce e pittogrammi lasciati dagli altri giocatori nel livello (ma niente messaggi testuali, per far desistere i burloni che si divertono a lasciare messaggi offensivi o inappropriati) visibili unicamente se si pone il controller di fronte allo schermo per scansionare… un’altra similitudine con il multiplayer asincrono di Dark Souls.

L’assenza di un protagonista centrale e carismatico riesce però a non far sminuire le vicende narrate. Infatti nelle 15-20 ore di gioco della versione finale il sopravvissuto, oltre a trovare un modo per lasciare Londra, dovrà anche fermare l’epidemia che dilaga: durante il nostro hands-on, abbiamo aiutato uno scienziato che stava studiando alcuni appunti di John Dee (realmente esistito e contestualizzato nel gioco poiché aveva previsto l’avvento di un’apocalisse zombi) e ci contattava via audio a distanza.

Le possibilità offerte dal controller Wii U sono decisamente interessanti. Ad esempio la già menzionata scansione viene eseguita tenendo premuto il pulsante adibito e muovendo il tablet intorno a noi mentre osserviamo nel piccolo schermo tattile come una sorta di modalità detective.

Ciò conduce il più delle volte a scoperte utili, come gli oggetti nascosti all’interno di elementi dello scenario o dei cadaveri nemici. In questo modo saremo sempre sicuri di non aver tralasciano niente di rilevante o vitale, ma ci lascia al tempo stesso molto vulnerabili. Infatti nella modalità scanner occorre fare attenzione anche allo schermo principale per non venire colti di sorpresa dagli zombi nelle aree limitrofe. La sensazione d’immersività ne risente un po’, ma almeno genera tensione costante.

Analogamente la gestione dell’inventario si rivela particolarmente pericolosa se non si presta la dovuta attenzione. Oltre ad avere un inventario dalla capienza limitata, ogniqualvolta si vuole accedere ad esso viene mostrato nello schermo principale il sopravvissuto che si toglie lo zaino, posandolo a terra per aprirlo e divenendo ancora una volta una preda facile per i non morti. Raccoglie oggetti richiede il trascinamento da un punto all’altro dello schermo touch. La medesima cosa avviene per equipaggiare le armi oppure i medikit negli slot appositi.

I controlli strettamente inerenti alla componente sparatutto sono abbastanza intuitivi. Abbiamo utilizzato inizialmente una mazza da cricket per fracassare il cranio degli zombi ma in seguito siamo venuti in possesso di armi da fuoco come pistole e shotgun. Curiosamente per uccidere gli zombi con un sol colpo è richiesto aprire il fuoco dalla corta distanza, altrimenti si sprecheranno almeno due munizioni (persino mirando e sparando alla testa). Abbiamo scoperto una balestra nascosta in un corridoio segreto, ma purtroppo non siamo riusciti a provarla in tempo perché siamo stati uccisi da uno zombi sputatore mentre altri camminatori ci avevano accerchiato. Eh già, bastano tre zombi per vedersela davvero brutta!

Non è facile aprirsi un varco tra gli zombi: bisogna ragionare e non solo agire d’istinto, ma soprattutto centellinare le proprie risorse per non rischiare di venire sopraffatto da un’orda famelica.

Quando il tempo a nostra disposizione è scaduto abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lo sviluppatore. Lo ZombiU è attualmente pronto al 60%, ed oltre ad una campagna single player (e la possibilità di sbloccare una modalità più difficile con a disposizione una sola vita per terminare il gioco) sarà possibile giocare con altri amici in un minigioco competitivo. Infatti il giocatore con il controller touch piazzerà e dirigerà gli zombi, mentre gli altri dovranno cercare di sopravvivere raggiungendo le zone sicure della mappa. A tal proposito le mappe multiplayer saranno completamente inedite, anziché riciclate dal single player.

Usciamo dalla porta della saletta senza poter strappare alcuna informazione relativa alla data esatta di rilascio, ma non vediamo l’ora di mettere le mani su questo promettente (e autentico) survival horror…

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