C’era una volta un giovane brillante studente universitario, un po’ sfigato a dirla tutta, che passava le sue giornate tra i libri e il sogno di conquistare con la bellezza inarrivabile di turno. Poi arrivò il destino, sotto le mentite spoglie di un aracnide a otto zampe che decise di mordere il nostro giovane amico. Niente di grave, se non fosse che tale ragno era un tantino radioattivo, e così quello che sembrava un innocuo morso rese il nostro nerd una vera forza della natura… Prima che qualcuno urli al plagio, questa non era una storia originale, era un breve sunto di vita e opere del vostro amichevole supereroe di quartiere, uno dei personaggi più emblematici di Casa Marvel: il solo e unico Uomo Ragno. Nel corso degli anni, il Tessiragnatele ha avuto numerose incarnazioni su diversi media, i fumetti in primis, ma anche cartoni, film e videogames. E proprio l’anno scorso, lo studio Beedox sotto l’ala protettiva di Activision ha dato vita ad un interessante titolo, che metteva insieme diverse “versioni” di Spider-Man viste nel corso degli anni. Tale gioco era “Spider-Man: Shattered Dimensions”, e riscosse un discreto successo, forte di alcune idee piuttosto azzeccate, su tutte la possibilità di utilizzare ben quattro diverse “edizioni” dell’Arrampicamuri più famoso di sempre. Anno nuovo, gioco nuovo: Beedox ci ripropone un esperimento simile, di nome ” Spider-Man: Edge of Time “, che questa volta riduce a due gli Uomini Ragno possibili da controllare, in favore di una trama più approfondita e coesa… O almeno quella è l’idea…

Accadde domani

La scintilla che accende le avventure dei nostri due Eroi ha il nome di Sloan, capo con pochi scrupoli dell’Alchemax Corporation, multinazionale del 2099 dedita ad affari tutt’altro che socialmente apprezzabili. Questi intende migliorare di colpo esponenzialmente la situazione della sua azienda, e pertanto decide di tornare indietro nel tempo e apportare un paio di modifiche al passato. Il problemino è che il piano comprende anche il temibile Anti Venom come complice, con l’incarico di uccidere il buon vecchio Peter Parker. Già, lo sfigato di cui sopra, nonché Spider-Man originale (o Amazing Spider-Man, che dir si voglia). Per salvare un eroe, chi meglio di un altro eroe? E così tale Miguel O’Hara, lo Spider-Man annata 2099, torna a sua volta indietro per soccorrere il collega, causando così il più grosso problema della narrativa contemporanea e non solo: un paradosso temporale. Suona complicato vero? Non preoccupatevi, lo è. Ed è proprio questo il problema più grande della produzione Beenox: una trama intricata non raccontata con una cura tale da sbrogliarla nel corso del gioco, una matassa in cui i due protagonisti si incrociano più volte fra di loro, annodando ancora di più i fili. Nel mezzo, dei nemici che sono poco più che comprimari, lontani dalle caratteristiche che ce li hanno fatti odiare ma comunque apprezzare negli anni e per di più nemmeno memorabili quando affrontati. I due protagonisti si incrociano continuamente, scambiandosi epoche, ma la sensazione è di una totale futilità di questi incroci: non siamo noi a modificare il futuro con le azioni nel passato, ma è tutto guidato. Insomma, il sapore è quello inconfondibile della buona occasione persa, almeno sul piano narrativo.

Alle spalle del ragno

Spider-Man: Edge of Time ” è un canonico action in terza persona, in cui controlleremo l’Uomo Ragno con le fattezze del signor Parker o quello del futuro a seconda delle situazioni, sempre e comunque previa scelta effettuata dal computer. Va riconosciuto ai Beenox di aver mantenuto il buon impianto già sfoggiato nel predecessore, “Shattered Dimensions”, rifinendolo in alcuni punti. Controllare l’Arrampicamuri non sarà immediatissimo, vista soprattutto l’agilità del nostro eroe, ma è anche giusto che sia così, dato che si ha sempre il feeling di controllare l’Uomo Ragno e non un guerriero mascherato a caso. Possiamo sferrare pugni e calci, sparare proiettili di tela e spostarci in un batter d’occhio da un lato all’altro della stanza usando le nostre capacità, arrampicarci sui muri e saltare come delle molle. Il sistema è divertente e abbastanza vario, ma alla lunga risulta un po’ ripetitivo e troppo incline al button mashing. Anche la progressione del nostro personaggio (potenziabile attraverso la spesa di sfere di luce e ragni d’oro ottenibili nei vari livelli) sulla carta risulta varia e interessante, ma alla fine le abilità realmente interessanti da sviluppare sono poche, dato lo sbilanciamento tra la loro utilità. Nonostante tutto però, va reso merito a Beenox di aver regalato un’azione tutto sommato fluida, anche se non dotata della profondità di un Arkham City qualsiasi. Di livello in livello andremo avanti, alternandoci tra uno e l’altro rappresentante del dinamico duo che duo non è, sfoggiando il repertorio di mosse che ognuno si aspetterebbe da colui che si muove come un ragno ma otto zampe non ha. E purtroppo una scelta di design che un po’ intristisce (ma che alla fine, in quanto tale, non si può discutere) è la totale assenza di un’azione in esterni, se non addirittura di un “free roaming” come nell’ormai lontano “Ultimate Spider-Man” per PS2 e PC. Il volteggio tra i palazzi di New York City è senza dubbio un elemento iconico del mondo dell’Uomo Ragno, ma è una scelta stilistica, e come tale, sebbene dispiaccia questa mancanza, non si può sindacare. Anche perché le ambientazioni sono comunque pregevoli anche se non fanno gridare alla meraviglia. Diverso il discorso per quanto concerne la gestione della telecamera, problema in parte imputabile anche al genere di appartenenza, storicamente funestato da visuali che di riprendere le scene come si deve proprio non ne vogliono sapere. Certe volte vi ritroverete come noi a non sapere dove si trova il vostro eroe… Va bene che lui entra in scena solitamente un po’ così dal nulla, ma qui non siamo al cinema…

Ragno su tela

Sotto il profilo tecnico, ” Spider-Man: Edge of Time ” si presenta non eccelso ma comunque estremamente solido. Il comparto grafico non presenta incertezze, con animazioni fluide, ambientazioni texturizzate a dovere e una presenza opportuna e curata degli effetti visivi. Un plauso a Beenox per la scelta della palette cromatica, che vivacizza le scene e sottolinea come tutto ciò che vediamo a video nasca da un fumetto. Un altro grandissimo applauso va all’audio, veramente di ottimo livello, soprattutto per quanto riguarda il doppiaggio inglese (l’unico presente): la scelta di affidarsi ai doppiatori originali dei cartoni animati ha pagato davvero, ed è una lezione che in tanti dovrebbero apprendere, anche se non viene certo da un gioco “tripla A”. Se la stessa meticolosità fosse stata applicata anche agli altri aspetti del gioco, sicuramente ci saremmo trovati di fronte ad un titolo di indubbio valore. La durata del gioco (solo in singolo) si attesta sulla decina di ore, ahinoi ormai una tendenza consolidata degli ultimi tempi. Ad incentivare almeno un minimo il replay, ci sono diversi unlock, come action figures, costumi alternativi et similia. Non qualcosa di totalmente irresistibile, ma tutto sommato un buon compromesso.

Conclusioni

In conclusione ” Spider-Man: Edge of Time ” è purtroppo un passo indietro rispetto al suo predecessore, con diversi buchi. Primo fa tutti il comparto narrativo, che parte da un pretesto che fa ben sperare (l’incrocio delle due linee temporali) ma che poi viene sviluppato in maniera frammentaria. A seguire l’azione che diventa alla lunga ripetitiva e la gestione ballerina delle inquadrature. Per fortuna a fare da contraltare c’è un comparto video solidissimo e un doppiaggio veramente di prima classe. Se “Shattered Dimensions” era un esperimento riuscito, purtroppo “Edge of Time” perde dei metri. Ma la base è buona, e il team merita fiducia per la prossima uscita, che siamo sicuri ci sarà. E dopotutto stiamo parlando dell’Uomo Ragno, uno che con un balzo di metri ne può recuperare a decine…

CI PIACE

Ottimo doppiaggio.
Tutta l’azione dell’Uomo Ragno.
Interessante l’incipit narrativo…

NON CI PIACE

… peccato sia sviluppato male.
Azione alla lunga ripetitiva.

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