Che Goldeneye sia stato per James Bond una sorta di punto di non ritorno, sotto ogni punti di vista, è cosa nota a ogni appassionato delle avventure cinematografiche del più celebre tra gli agenti segreti. Ultimo, vero, grande, film prima del baratro della seconda metà anni 90′, baratro che colmerà con il reboot, nella forma e nella sostanza del personaggio, iniziata con Casino Royale nei rudi e “meno inglesi” panni di Daniel Craig, 007 Goldeneye rappresenta anche il punto di riferimento videoludico per ogni rispettabile conoscitore di James Bond. L’ambizione di Rare di portare nel 1997 un FPS su console fu ampiamente premiata, non solo creando il primo grande esponente del genere su una piattaforma diversa dal PC, di per sé opera pionieristica, successo bissato sempre dai ragazzi inglesi qualche anno dopo sempre su Nintendo 64 con Perfect Dark, ma quasi senza farci caso firmando anche uno dei tie-in cinematografici migliori (se non il migliore) di ogni tempo. Imitato e citato allo sfinimento anche oggi, Goldeneye continua a rimanere una sorta di ossessione i bondofili videogiocatori (e cinefili), senza aver mai visto qualcosa in grado anche solo di replicare artificiosamente la luce radiosa dell’originale prodotto Rare. Activiosion, che ha raccolto l’eredità bondiana “del post-moderno Daniel Craig” , prima nelle “discontinue mani” di EA Games, ha provato l’anno scorso su Wii, e quindi sulla terra natia Nintendo dell’originale, a riportare (e adattare) la trama del film nella speranza di reinverdire lo sfortunato Bond virtuale. Nonostante qualche incertezza, di carattere più filologico che tecnico, 007 Goldeneye si fece valere degnamente, risultando uno degli FPS più divertenti presenti sul mercato Wii. Il discreto successo dello scorso anno, ha convinto Activion a realizzare una conversione per le console HD della versione Wii. Quale il risultato? Scopriamo assieme.

Dal motorio al tradizionale Prima ancora di parlare dell’aspetto tecnico, è interessante notare l’ovvio cambiamento dei controlli nella versione Xbox 360. Se l’originale accoppata Wiimote + Nunchuk viene tutto sommato rispettata dal bundle Move per PS3, non si può dire lo stesso per la conversione sulla console Microsoft, che perde così una delle peculiarità della nuova edizione. Ad onor del vero, su Wii era possibile utilizzare anche il Classic Controller o, ancora meglio, il pad del Gamecube, ma era innegabile che la cura, e l’appeal, maggiore era dato dai controlli motori. La mancanza di scelta tra “vecchio e nuovo” è senza dubbio un limite di questa edizione, ma non è certamente una colpa imputabile ai ragazzi di Eurocom. D’altro canto, il joystick Xbox 360 risulta sicuramente il pad tradizionale più incline in circolazione per gestire un sparattutto in prima persona, e di fatto il gameplay potrà perdere un pizzico di immersività ma di certo non in qualità.

Realizzazione tecnica La versione Wii non aveva fatto gridare al miracolo, ma anzi aveva evidenziato una discrepanza qualitativa palpabile tra i livelli, con alcuni livelli dalla cura realizzativa encomiabile, con picchi qualitativi notevoli per il Wii, alternati ad altri dalla realizzazione quantomeno frettolosa e grezza. Nel passaggio HD, gestito da un motore diverso da quello originale, è stata posta una cura decisamente più uniforme e un’attenzione ai particolari apprezzabile. Per fare un esempio palpabile, prendiamo la discoteca della missione ambientata a Barcellona. La versione Wii mostrava notevoli ricorsi a degli sprite praticamente bidimensionali di persone che ballavano sotto le luci stroboscopiche, probabilmente per il carico da gestire in termini di illuminazione dinamica e personaggio non giganti tridimensionali nelle zone sopraelevate della stanza stessa. Nella versione Xbox 360 non solo si notano in generale maggiori dettagli per tutti i NPC della stanza, ma una cinquantina di altri NPC tridimensionali al centro dell’arena, in sostituzione delle texture 2D spalmate in origine. Sicuramente tutt’altro colpo d’occhio, come del resto anche nell’esposizione di Dubai quasi deserta su Wii e piuttosto affollata su console in HD. Questo per quanto riguarda gli elementi su schermo, quindi decisamente aumentati, in più tutti gli effetti particellari sono stati ampiamente rivisti e le texture tridimensionali sono state nettamente rinvigorite. Per ragioni derivate dalla stessa formula del progetto, in quanto conversione non ci poteva attendere miracoli, quindi un titolo paragonabile a un prodotta nativo per le console HD, ma il lavoro di conversione è stato svolto con grande cura. A non convincere del tutto sono altre eredità scomode della versione “old gen”, ovvero un’IA troppo spesso rinunciataria e disinteressata, migliorata ma realmente pericolosa solo quando i nemici attaccheranno in gruppo, e alcune perdite di fotogrammi in alcuni momenti concitati (che comunque, è bene, dirlo, non andranno mai a inficiare l’esperienza di gioco). Molto bene il sonoro, ispirato agli arrangiamenti classici della saga cinematografica.

Multigiocatore e longevità

Una mera conversione, peraltro derivante da una console decimente meno prestante di quella in esame, avrebbe poco senso di esistere, e a tal proposito Activision ha compiuto un ottimo lavoro, proponendo un vasto parco di modalità aggiuntive in grado da rendere questo 007 Goldeneye Releodad una vera e propria “versione riveduta e corretta” del capitolo Wii. Oltre a qualche piccolo innesto nella campagna single player, che ora arriva a una longevità tra le 8 e le 10 ore, troviamo le missioni MI-6, che saranno degli interessantissimi diversivi dalla storia principali. Vere e proprie prove di abilità, queste missioni, affronabili esclusivamente in single-player, che ci daranno da filo da torcere in sfide riassumibili e diffenziabili per i tre approcci diversi richiestici: attacco, difesa e prove stealth. Per certi versi, queste missioni potrebbero essere definite come un’anticamera, una palestra, per affrontare al meglio il corposo multigiocatore online. Le molte modalità selezionabili, dove i richiami al titolo Rare del 1997 sono forse più numerosi che nella storia principale, sono forse la più grande attrazione dell’intero titolo. Oltre al sistema di crescita del personaggio già apprezzato nell’oliatissimo comparto multigiocatore di Call of Duty, sarà presente anche la possibilità di sbloccare delle modalità di gioco quando avanzeremo di numerosi livelli. Viste le numerose uscite FPS in questo periodo, i server hanno subito un calo di giocatori, ma trovare partite online non sarà impossibile anche se dovremo aspettare più del previsto. Il netcode, come nel capitolo Wii e nella tradizione Activision, si dimostra di ottima fattura, relagando partite dall’assenza praticamente totale di ogni tipo di lag.

Tra cinema e videogame

Per chi fosse interessato a scroprire quali siano le differenze “filosofiche” sostanziali tra il capitolo per Nintendo 64 e questo nuovo adattamento, il tutto può essere sintetizzato con dalla diversità delle parole adattamento e remake. In altre parole, il nuovo 007 Goldeneye Reloaded, prodotto di indubbia qualità, è difficilmente inquadrabile come remake tout-court del titolo Rare, ma più accostabile a un adattamento, in quanto ambientato ai giorni nostri e non a oltre quindici anni fa (politicamente rappresentato diversa percezione, e importanza, data dall’occidente al pericolo sovietico), e dalla mancanza dell’aplomb di Brosnam in favore di un Craig, carismatico quanto espressivamente monocorde, e dalla necessaria rilettura bondiana imposta dai nuovi reboot. Se poi ci si dovesse soffermare sulle differenze tra il prodotto Activision e il film di Martin Cambell si entrerebbe in un discorso ancora più complesso, in quanto già il tie-in per Nintendo 64 si ispirava liberamente alla pellicola, anche nei momenti chiave del videogame, quindi questo ulteriore “passaggio libero” aumenta ancora di più le distanze narrative tra i prodotti. Il che, in ogni caso, è un bene ed è un diversificazione necessaria per evitare la stagnazione e il rischio della copia pedissequa. Per chi fosse interessato alle diversità tra i vari Goldeneye, rimando alla recensione della versione Wii, e precisamente al paragrafo “Digressione e confronto tra Goldeneye: tra anacronismo e nostalgia” .

Conclusioni

Nonostante gli ormai 16 anni sul gruppone, e le numerose uscite, il prestigio del nome Goldeneye, che sia in ambito ludico che cinematografico rappresentano massime espressioni di un’iconografia di per sé mitica, non s’è minimamente scalfito. La nuova rilettura, 007 Goldeneye Reloaded, pur non arrivando nemmeno a lambire l’aura del mitico Goldeneye per Nintendo 64, si dimostra un FPS di pregevolissima fattura, risultando una versione migliorata del buon titolo uscito su Wii l’anno scorso. Una campagna ben realizzata e longeva, che si diversifica sia dal film del 1995 che dal del 1997, e un multigiocatore sostanzioso, sono le migliori frecce a disposizione del titolo Activision che, anche in presenza del più blasonato Call of Duty: Modern Warfare 3, saprà far breccia nei cuori dei molti appassionati di James Bond.

CI PIACE

E’ sempre Goldeneye
\nComparto multigiocatore massiccio
\nDiscreto lavoro di pulizia grafica
\nOttima ongevità rafforzata da aggiunte esclusive

NON CI PIACE

Su Xbox 360 manca il controllo motorio
\nLa natura oldgen anche se nascosta è palpabile
\nNarrazione affetta da latente anacronismo

8Cyberludus.com
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