Si perde il conto, la mente impazzisce, se si pensa a tutti gli anni che sono passati da quando è arrivato ‘sui nostri schermi’ quel leggendario gioiello che era ed è “Duke Nukem 3D” : dopo “Wolfenstein 3D” e “Doom”, il salto del Duca verso le scorribande in prima persona ha avuto un impatto violento, brutale, esaltante, che per moltissimo tempo è rimasto vivo e ineguagliato. L’anno successivo, nel 1997, comparve per la prima volta un nome, quello di “Duke Nukem Forever” , seguito ufficiale di questo capolavoro… E chi si immaginava che sarebbe stato l’inizio della fine… Non del Duca, che sarebbe comunque apparso in altri titoli eccellenti come “Time To Kill”, “Land Of The Babes” e “Manhattan Project”, ma di questo nome, di quel “Forever” che si è trasformato davvero in una espressione temporale drammatica. Sono passati quindici anni: chi giocava già, a quel tempo, ora può vedere “Duke Nukem Forever” sugli scaffali; l’emozione è forte, la nostalgia tanta. Ma tutto questo tempo a riposo avrà fatto bene al nostro macho preferito? La risposta risiede in una nuova invasione aliena… Ed è di nuovo ora di gridare al Re!

Una questione personale

La vita scorre pacifica e tranquilla nel palazzo che ospita il Lady Killer , il casinò gestito da Duke Nukem: mentre l’eroe nazionale più famoso d’America se la spassa con le sue ragazze preferite le cose sembrano andare per il verso sbagliato. Un grugnito siderale invade l’aria… Gli alieni sono tornati e non si sono affatto dimenticati della batosta che Duke gli ha inferto diversi anni prima… E, sfortunatamente, conoscono il suo punto debole: le donne. La mefitica progenie inizia a rapire tutte le ragazze del globo, portandole nella loro astronave per trasformarle in vere e proprie incubatrici per piccoli alieni. Nonostante il Presidente non voglia scatenare un conflitto tra umani e alieni, al nostro Duca questi eventi non vanno proprio giù: nessuno può entrare in casa sua e rubare le sue ragazze ! Ora la questione è davvero personale… Quei maiali vogliono la guerra… Bene, hanno trovato muscoli per le loro zanne… E’ tempo di causare un bel po’ di massacri!

La freschezza della meraviglia

“Duke Nukem Forever” è un FPS, e tutti noi sappiamo bene quanto ormai il mercato sia a dir poco saturo di titoli di questo genere: come può, quindi, un’icona appartenente al passato fare breccia, ugualmente, nel nostro presente? Per quanto riguarda le basi della giocabilità non abbiamo, infatti, nulla di veramente nuovo : con uno stick analogico ci si muove, con un altro si mira, con i grilletti si spara e via discorrendo. Ma c’è modo e modo di rendere al meglio tutti questi ingredienti e la chiave, il pilastro, sta tutto nello stileE Duke Nukem ne ha da vendere , e anche di più! La normale barra dell’energia (ora ricaricabile, come vogliono gli FPS moderni) è stata sostituita da una più adeguata barra dell’ Ego , dimostrando che la personalità del Duca è priva di ogni minima modestia, fino a questo punto! Per aumentarne le dimensioni, infatti, non si utilizzeranno normali potenziamenti: basterà agire in maniera particolarmente ‘maschia’, sollevare pesi, guardarsi allo specchio , fare i propri bisogni in bagno e colpire i nemici nelle maniere meno convenzionali per ottenere un costante boost ego-energetico; sta al giocatore, comunque, il cercare in tutte le ambientazioni le possibili interazioni fuori di testa che il nostro eroe può mettere in atto, senza guardare in faccia a nessuno! Duke Nukem, come altri eroi da prima persona, può tenere con sé soltanto due armi e tutta questa ‘ferraglia’ ha sempre un grandissimo potere devastante, specie perché finisce sempre nelle mani giuste: si passa dalle normali pistole al potente fucile, fino ad arrivare alla Squartatrice, al Devastatore e a un insieme pazzo di armi aliene assortite, tutte brutali fino all’ultimo proiettile. Non mancano le mine di posizione (piazzabili anche su bersagli vivi, per rendere il tutto ancora più esilarante e comico) e le bombe a mano che, esplodendo, riproducono il tema musicale del Duca : perché bisogna essere al centro dell’attenzione in ogni momento, se si è tosti come Duke Nukem! Oltre alle armi, il Duca avrà a disposizione alcuni oggetti speciali: gli occhiali da sole permettono di attivare la Duke-Vision , un sistema a infrarossi per percorrere le zone buie; la birra ci renderà più resistenti e potenti ma dovremo subirne tutti gli ovvi ‘effetti collaterali’; gli steroidi ci trasformeranno le nostre mani in armi di distruzione di massa; da ultimo, il dispositivo HoloDuke creerà un nostro, virilissimo ologramma che distrarrà tutti quegli stupidi alieni dai loro scopi per poterli cancellare dalla faccia della Terra con maggiore comodità! Oltre alle sparatorie a tutti gli spargimenti di sangue alieno, le zone proporranno anche alcuni puzzle e diversi tratti platform e di guida : nulla di davvero brillante, ma ogni ingrediente torna buono per rompere l’eventuale (anche se improbabile) monotonia del suono dei nostri spari! La modalità “Campagna” , dalla durata compresa tra le 10 e le 12 ore, ci vedrà accompagnare il nostro giustiziere nella lotta contro i Cicloidi, mentre la modalità “Multigiocatore Online” ci permetterà di intraprendere alcune sfide classiche in varie mappe (come i normali Deathmatch e le sfide a Ruba Bandiera) tutte ‘modificate’ per far risplendere in ogni angolo il loro, inimitabile marchio atomico! Ed è proprio in queste sfide, all’apice della frenesia, che viene fuori il lato più chiassoso di ogni giocatore: non si può stare fermi un attimo e ogni scorrettezza diventa lecita… Essere Re non comporta di certo una vita facile!

Certo che, Duca, sei proprio brutto…

Vero è che, se tutta l’adrenalina e la varietà delle situazioni rendono il gameplay di “Duke Nukem Forever” una piacevolissima esperienza che esula dalla norma, lo stesso non si può dire della sua realizzazione tecnica. Anzi, bisognerebbe dire l’estremo opposto: il comparto grafico di “Duke Nukem Forever” si comporta davvero come un arrogante pugno in un occhio , con modelli definiti mediocremente, texture che appaiono con dei ritardi disumani (si parla di 30 secondi pieni, alle volte), cali rari ma possenti del frame rate e una tremenda gestione delle ombre e degli elementi ambientali. E’ evidente che tutti i cambi del motore grafico di questi anni hanno reso la struttura del gioco instabile, impedendo ai programmatori di arrivare a una decisione piena e ferma e dimenticando alcune idee nel cassetto, come a voler produrre, veramente, un prodotto che di antico non ha solo il sapore (quello, meraviglioso) ma anche l’ aspetto . Fortunatamente la colonna sonora roccheggiante riesce ad accompagnare perfettamente gli eventi più concitati del gioco e lo stesso si può dire degli effetti sonori, che da soli instillano una sensazione di massacro estremamente soddisfacente. Un applauso va al doppiaggio originale, con il grandissimo ritorno di Jon St. John a prestare la voce a Duke Nukem: le sue frasi secche e arroganti sono quanto di più scorretto e comico si possa richiedere, la risposta è sempre pronta e la risata è assicurata, con esaltazione da macho annessa! E non mancano nemmeno citazioni e sfottò a tema videoludico (Duke risparmia frecciatine nemmeno a Master Chief e Gordon Freeman, ma del resto il Duca può permetterselo!) e cinematografico (come ‘300’ e ‘Robocop’). Tuttavia, per attivare questo doppiaggio sarà necessario modificare le impostazioni di lingua della nostra console: il doppiaggio italiano, nonostante la sua qualità estremamente pregevole, non riesce ad avere lo stesso impatto emotivo sul giocatore. E’ il tipico problema delle icone : quando un’unione diventa assodata si attacca come un potente adesivo, e ogni cambio di ricetta, per quanto interessante, finisce sempre per sminuirne il fascino.

Conclusione

“Duke Nukem Forever” non va visto come un semplice gioco: il Duca si erge dalla massa, trasformando il piacere ludico in una vera e propria esperienza con la D e la N maiuscole . Il passato si scuote via la polvere e, gettato nel marasma e nella confusione dell’oggi, si trasforma in novità , in esaltazione, in gratitudine. Duke non ha minimamente perso il suo smalto e, se un gioco riesce ad essere godibilissimo anche con una realizzazione tecnica così ingiustificatamente tremenda, vuol dire che lo stile non è solo un bello smoking da indossare per nascondere un cuore obsoleto: le esperienze sono sempre la chiave, la distinzione vince l’apparenza, la sensazione di clonazione. “Duke Nukem Forever” va avvicinato con la mente libera da pregiudizi e con la voglia, sincera, di voler vivere qualcosa di diverso: lo scrigno di un tesoro non si ritrova mai pulito e lindo, il contenuto sconfigge il contenitore, il significato si rende esuberante rispetto al suo immediato significante. Possiamo rimproverare il Re per la sua presentazione poco pulita: ma un carisma può avere, davvero, una grandissima forza. Quindi non rimproveriamo il Re. Salutiamolo, almeno una volta. “Hail to the king, baby!”, finalmente sei arrivato .

CI PIACE

– Duke Nukem, in tutte le sue frasi e forme!
\n- Fresco, originale e divertente
\n- Multigiocatore al massimo della frenesia
\n- Beh, finalmente questo gioco esiste!

NON CI PIACE

– Tecnicamente antidiluviano
\n- Alcune sbavature di gameplay
\n- Buon doppiaggio italiano, ma conviene cambiare subito lingua…

7.5Cyberludus.com
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