Uno dei sinonimi storici dei coin-up degli anni 90 trasportato, quasi per magia, su una console casalinga. Beh, oggi come oggi non farebbe gridare di certo al miracolo (del resto le uscite in sala giochi, soprattutto europee, sono sempre meno) ma fino a diversi anni fa era un evento decisamente importante. Quando a uscire, poi, era forse l a saga calcistica più famosa in assoluto di quel periodo , l’attenzione era certamente mobilitata. “Virtua Striker” era, ed è anche oggi, un nome di certo amatissimo da una grandissima fetta di pubblico: fetta, forse, più grande di quanto si crede, in quanto è più facile che venga riconosciuto un episodio della serie Sega piuttosto che un ordinario, e più attuale, ‘FIFA’ o ‘Pes’. Il Dreamcast , è bene ribadirlo da ora, porta con sè, oltre la sfortuna commerciale, la fama di essere una sala giochi casalinga, in quanto la maggior parte dei titoli più importanti sono conversioni da coin-up: basti ricordare “F355”, “Dead or Alive 2”, “House of The Dead 2”, “Sega Bass Fishing”, “Daytona USA 2001”, “Virtua Tennis” e via discorrendo, la lista potrebbe essere molto più lunga. Quindi un titolo come “Virtua Striker 2” avrebbe potuto di certo interessare i giocatori da bar, che avrebbero potuto investire a lungo termine risparmiandosi le 500 lire della partita giornaliera. Fu una scelta azzeccata,: ‘uscita del titolo funzionò abbastanza anche nel nostro paese, dando una certa popolarità anche al Dreamcast stesso. Popolarità che purtroppo, come sappiamo, durò poco.

Un’esperienza ‘diversa’

Sin dal primo sguardo “Virtua Striker 2” risulta identico in tutto e per tutto al leggendario cabinato , restituendo la grandiosa atmosfera di una volta, cosa che da sola risulta un favoloso punto a favore. Graficamente, il titolo Sega non ha temuto rivali per parecchi anni, risultando assolutamente mastodontico in tutto, dagli stadi ai giocatori passando per dettagli ambientali, come il terreno e la cartaccia a bordo campo (tipica dei campionati sudamericani), che contribuiscono a formare un impianto visivo impossibile per ogni altra console del 1999 . Anche il sonoro risulta lo stesso della versione in sala, ben realizzato e d’atmosfera, con l’indimenticabile urlo enfatico del commentatore (“Goooool!”) e altri leggendari tormentoni. Passando alla giocabilità, però, i dolori cominciano a manifestarsi: come ogni gioco arcade che si rispetti, anche ‘Virtua Striker’ non ha nessun interesse a assomigliare, anche minimamente, allo sport da cui è tratto… In altre parole, “Virtua Striker 2” non può essere definito un gioco di calcio nel vero senso della parola . I giocatori assomigliano più a “scaricatori di porto” che a veri atleti, risultando lentissimi da muovere e agili come scogliere (per non parlare dei loro riflessi…). Altra cosa che oggi non può passare inosservata è la mancanza di un tasto per far scattare il giocatore, che si ritroverà a tentare di “camminare più veloce” degli altri per non essere “placcato” dai rudi avversari. Ma il problema più grave che affligge il titolo, se può definirsi un problema, è proprio la totale mancanza di aderenza con il calcio e oggi, immersi fino al collo di simulazioni realistiche (o almeno così dovrebbe essere) un titolo come “Virtua Striker 2” rischia di essere snobbato proprio per la sua natura , quasi anticonformista, di outsider senza tempo . La quasi impossibilità di creare azioni offensive o l’affidarsi a passaggi casuali o rilanci lunghi, rendendo il gioco sulle fasce una chimera e un contropiede una barzelletta di cattivo gusto: il titolo Sega detta dei parametri a sé stanti, quasi più simili a un picchiaduro a scorrimento che a un gioco sportivo. Un’impressione di ‘diversità’ è data anche da alcuni elementi più tecnici: per esempio nell’International Cup se un nostro giocatore verrà ammonito l’ammonizione perdurerà anche nella partita successiva (!), mentre un giocatore espulso sarà presente senza squalifica nella partita seguente (!!). In più, la valutazione che verrà data ai gol durante i replay appare quantomeno casuale, con punteggi spesso assolutamente contraddittori (un gol fatto a un metro dalla linea, magari senza portiere, a volte varrà più di una rete fatta di testa o al volo). Piccole ingenuità che oggi possono strappare qualche sorriso…

Alcune scintillanti aggiunte

Le modalità di gioco sono molte e garantiscono una certa longevità e ore di divertimento, con tornei personalizzabili e altre coppe, in aggiunta alla modalità Arcade presente in sala giochi. Da segnalare la differente luce naturale delle partite in base all’orologio interno del Dreamcast: giocare alle 23 porterà la notte e giocare alle 9 porterà il mattino e il sole. Altri elementi da segnalare sono la possibilità di salvare i replay e sbloccare, tramite i trucchi, alcune squadre divertenti (tra tutte l’esilarante Yuki Chan , che da sola merita l’acquisto di gioco e console), insieme ad altre aggiunte supplementari. In altre parole, una conversione riuscitissima ma che oggi potrebbe risultare obsoleta, tranne per gli amanti del gioco da bar più puro. Poi, è quasi inutile ricordarlo, “Virtua Striker 2” da il meglio di sé nelle sfide a 2 giocatori , che renderanno il vostro salotto una vera e propria sala giochi di quartiere.

Conclusioni “Virtua Striker 2” può essere giudicato attraverso con due metri di giudizio, uno serioso e l’altro più permissivo, quindi da giocatore classico. Se, con la prima scala, ci ritroveremmo (come molte siti e riviste hanno fatto) a rifilare un 4 (o peggio) al titolo SEGA, nella seconda ipotesi il nostro giudizio sarebbe ben diverso. Divertente come pochi e, per certi versi, folle come quasi nessuno , “Virtua Striker 2” merita di essere valutato più che positivamente in quanto riflette una filosofia e un modo di divertirsi quasi scomparsa. Ed è per questo che il nostro voto al prodotto Sega è più alto di quelli di altri colleghi che, forse, hanno dimenticato (o ancora peggio messo da parte volutamente) come ci si divertiva una volta, in maniera forse addirittura irriconoscente. E’ un pezzo, volenti o nolenti, nel bene e nel male, della storia dei videogiochi e, in quanto tale, merita di essere rivalutato e apprezzato per quello che è: un vero e proprio cult game generazionale!

CI PIACE

_ E’ Virtua Striker!
\n_ Viaggio nel tempo e nei ricordi
\n_ Graficamente notevole
\n_ Infinito in multigiocatore
\n_ Giocabilità semplice e divertente…

NON CI PIACE

_ … anche se un po’ limitata e obsoleto
\n_ Realismo in esilio perenne
\n_ Gli amici potrebbero occupare casa vostra e non andarsene mai più…

8Cyberludus.com
Articolo precedenteDown PSN: Sony era consapevole dei problemi con Playstation Network
Prossimo articoloRockstar Games annuncia la Colonna Sonora Originale di L.A. Noire e il ?Verve Project?
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.