Con gli anni molte cose sono cambiate, molti gusti si sono diversificati, generi e filosofie di gioco mutate, mitigate o addirittura sparite. I videogiochi sono cambiati molto dal decennio dell’esplosione/espansione, gli anni ’90 della prima Playstation. Anni in cui lo snowboard è stato per certi versi al centro degli interessi di una grande fetta di videogiocatori. Serie come Amped e SSX sono diventate negli anni dei veri e propri brand di culto, fino a sparire quasi senza ragione con l’attuale generazione di console. A ben pensarci, escludendo l’interessante spin off di SSX per Wii (SSX: Blur), gli unici titoli dedicati allo snowboard sono quelli legati a Shawn White (più interessanti, manco a dirlo, proprio su Nintendo Wii, grazie al supporto della Balance Board). Il futuro, non è dato sapere quanto prossimo, vedrà il ritorno in pista di SSX, con il per ora misterioso SSX: Deadly Descent, quindi per il presente gli appassionati del genere dovrebbero tenere d’occhio Stoked Big Air Edition. Il prodotto Namco Bandai, uscito in realtà già a fine 2009 negli USA, si affaccia solo ora nel vecchio continente, con colpevole ritardo. Andiamo ad analizzare il lavoro svolto dai ragazzi di Bongfish , per sapere se lo snowboard avrà o meno un nuovo titolo di riferimento.


Due anni dopo

Come detto, Stoked è uscito già sul mercato statunitense sul finire del 2009, ma la versione che arriva a noi giocatori europei è stata leggermente “ritoccata”. Troveremo ben due montagne in più da esplorare, sono stati aggiunti due snowboarder “pro”, più una generale revisione, sia dal punto di vista tecnico che di gameplay. Insomma, più che un’espansione ci troviamo di fronte a una versione migliorata e corretta dell’originale. Nonostante l’anno di produzione, il gioco viene distribuito a prezzo intero. Una scelta opinabile, anche viste le modifiche, senz’altro più dei piccoli accorgimenti che delle vere e proprie revisioni strutturali rispetto all’originale, ma tant’è.


Pronti alla discesa

Come consuetudine in giochi del genere, il primo passo obbligatorio sarà quello di creare attraverso l’editor il nostro alter ego virtuale. Nell’epoca in cui la personalizzazione dei proprio avatar sfiora livelli di maniacale inutilità, fa specie vedere un editor così scarno e privo di qualsiasi voglia caratterizzazione. Potremo praticamente solo settare la corporatura, l’altezza e i capelli, mossa poco pratica questa, in quanto saremo obbligati a utilizzare un casco. Sul lato estetico avremo una discreta scelta di giacche, t-shirt e pantaloncini, ma niente di indimenticabile. Una volta sulla tavola, Stoked mette subito in chiaro le sue intenzioni. Un approccio allo snowboard diverso dal solito, votato a una rigida simulazione piuttosto che a un gameplay immediato e “ignorante”. Le risposte alle sollecitazioni dei controlli sono volutamente piuttosto lente, con una fisica e un’inerzia realistica che inizialmente possono spiazzare. Una scelta audace, che rischia praticamente di tagliare fuori gli utenti occasionali, o coloro che si avvicinano per mera curiosità al gioco. La curva d’apprendimento, infatti, è piuttosto rigida e non è ironia dire che in molti potrebbero non superare il tutorial. La scelta del realismo piuttosto che l’approccio casual è di per sé una buona notizia, visto la mancanza di esponenti seri nel genere, ma la difficoltà anche nei movimenti più semplici risulta talvolta esagerata, e potrebbe sconfortare i novizi volenterosi. A non aiutare anche le disposizione dei tasti, talvolta scomoda, è l’impressione che gli stessi tutorial possano risultare quasi incomprensibili per i neofiti. Anche le richieste dei suggerimenti sono a volte poco chiare, nonostante gli esempi visivi e il pad con i tasti da premere evidenziati. Insomma, si avverte una certa mancanza di “voglia di spiegare” all’utente debuttante le basi dello snowboard. A incidere sul gameplay anche le condizioni atmosferiche, cui il gioco dedica molta attenzione, mostrandoci sin dal menu la temperatura prevista. Le condizioni avverse renderanno le nostre discese più imprevedibili, complicando o semplificando la vita del giocatore. Sarà difficile per buona parte dei giocatori padroneggiare il sistema di controllo, ma se domato regalerà belle emozioni. Il giocatore ragionerà in termini di realismo, senza azzardarsi in surreali e contorti trick, regalando una simulazione interessante e ben realizzata, benchè tutt’altro che alla portata di tutti.


Grafica e longevità

Nonostante la non troppo recente uscita originale, Stoked si difende ancora molto bene. In verità alcuni ritocchi sono stati apportati, un miglioramento generico degli effetti visivi e qualche dettaglio in più. Le montagne in fin dei conti non risultano dettagliatissime, ma il colpo d’occhio è comunque discreto. Gli effetti atmosferici restano riuscitissimi, molto curati e realistici, così come le animazioni del nostro snowboarder non sfigurano, pur con qualche alto e basso. Anche la fisica risulta convincente, completando e dando un senso compiuto al realismo insito nel gameplay. Sul fronte audio troviamo un campionamento di effetti ambientali credibile e parecchio riuscito, seppur accompagnato da una colonna sonora nei menu piuttosto ripetitiva. L’unico difetto davvero macroscopico e difficile da giustificare è l’assenza di una modalità Carriera vera e propria. In buona sostanza saremo chiamati solo ad affrontare le sfide sparse per le montagne, senza l’immersione nel mondo dello snowboard competitivo vero e proprio. Sono sì presenti snowboarder reali nelle semplici vesti di avversari, ma il contesto è assolutamente asettico e non si ha mai davvero l’impressione di affrontare qualcosa di diverso da un evento singolo. In sostanza, la prosecuzione del gioco sarà proprio questo, una sequenziale serie di eventi, di abilità (quindi trick) o gare di velocità. E’ difficile chiamare Carriera una serie di sfide suddivise per montagne, e questo potrebbe far perdere l’interesse nel titolo prematuramente. Ad ogni modo, saranno i giocatori amanti della simulazione a appassionarsi al gameplay realistico offerto dal titolo e, di conseguenza, daranno poco peso all’aspetto formale per concentrarsi su quello contenutistico, che saprà soddisfare gli amanti di questo sport. Nel complesso la longevità offerta è interessante, anche se si tratta di un gioco indirizzato prevalentemente verso una fascia di pubblico esperta e navigata.A incentivare l’acquisto di Stoked, oltre alla vera mancanza di alternative credibili, anche il prezzo ridotto cui il gioco viene distribuito nel nostro paese.


Conclusioni

Stoked è in questo momento l’unico vero gioco di snowboard duro e puro. Il che va letto come un gioco che offre una interpretazione realistica dello sport, con poco spazio ai voli irreali e alle poco credibili concatenazioni “infinite” di trick e affini, come serie molto popolari, come SSX, ci avevano proposto negli anni scorsi. Se siete interessati ad un titolo di snowboard realistico, e dalla curva d’apprendimento piuttosto rigida ma con soddisfazioni a lungo termine, Stoked potrebbe essere quello che cercate. Se, invece, volete qualcosa di immediato, adrenalinico e disimpegnato, state pure alla larga. Dopo tutto, SSX Deadly Descent non dovrebbe essere troppo distante…

CI PIACE

Graficamente ben fatto
\nGiocabilità realistica…

NON CI PIACE

? ma non per tutti
\nCarriera senza il minimo profondità

7.2Cyberludus.com
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