Di solito, quando scelgo di parlare in prima persona, lo faccio per devozione . Se un gioco mi spinge a tanto, come fanno tutte le opere Nintendo per le ragioni più giuste possibili, è perchè questo o quel titolo hanno preso di peso la mia persona e l’hanno affascinata, accompagnandomi con loro a riscoprire memorie rinnovate con un volto sempre nuovo (come per la serie “Pokèmon”, per esempio). Per me, la serie ‘Sailor Moon’ ha, per quanto riguarda il mondo dell’animazione, lo stesso valore che i titoli Nintendo hanno per il mondo videoludico: è una equazione inspiegabile e curiosa che mi porta a una commozione costante ogni volta che le note del carillon lunare echeggiano nella mia testa. L’arrivo di una improvvisa e inaspettata Sailor-avventura su Nintendo DS, proprio per questo motivo, non puó essermi indifferente. Scopriamo insieme questo ritorno videoludico delle combattenti vestite alla marinara.

I sogni corrotti “Sailor Moon – La Luna splende” , titolo di quest’opera, richiama l’ adattamento italiano della seconda stagione della serie, conosciuta in Giappone come “Bishojo Senshi Sailor Moon R” . La trama del gioco, tuttavia, non ha minimamente a che vedere con quella degli episodi, facendo solo vago riferimento alla narrazione della prima stagione, più a livello di camei che di eventi veri e propri. Nina , una compagne di classe di Bunny (Sailor Moon) , sembra essere caduta in uno strano, doloroso sonno: Luna si accorge che i nemici sono riusciti a introdursi nella sua mente, trasformando i suoi sogni in incubi pieni di mostri terribili. Le cinque guerriere Sailor, per fortuna, possono utilizzare i loro poteri per entrare nei sogni di Nina e liberarla ma non possono accedervi tutte insieme, solo una alla volta . Decise a salvare la loro amica, le cinque eroine si trasformano e si avventurano in questi sogni corrotti per scoprire l’origine di questo dolore e porvi fine.

Puzzle onirico Questa avventura si struttura come il più semplice dei platform-puzzle , genere molto in voga agli albori del videogioco (Si pensi a “Solomon’s Key” e a “Lode Runner”, solo per citarne alcuni tra i più noti): controllando una delle cinque guerriere del sistema solare interno, il giocatore dovrà vagare all’interno di mondi onirici, talmente zuccherosi da rendere davvero impercettibile la minaccia che li appesta, raccogliendo dei cristalli colorati che verranno utilizzati per ricostruire il cuore di Nina, in modo tale da poter proseguire verso il livello successivo: ogni stanza di questo enorme labirinto possiede una piccola serie di puzzle da risolvere per poter passare dal punto A al punto B, spostando blocchi, distruggendone altri, sfruttando le loro peculiarità e utilizzando i nemici presenti come trampolino per raggiungere zone inaccessibili. Il gioco fa uso di soli due tasti, uno per il salto e uno per l’attacco (preciso identico per tutte le guerriere, animazione esclusa): i tasti X, Y, R e L non vengono utilizzati mai, e lo stesso discorso può essere fatto per il touch screen. Nonostante tutto, il concept di gioco è estremamente interessante , non fosse che ogni aspetto del suo sviluppo lascia estremamente a desiderare: i controlli sono legnosi e poco reattivi, e solo il level design salva la situazione, proponendo sfide simili ma sempre fresche; il loro principale problema risiede nell’ estrema difficoltà nel superare certi ostacoli con tratti che richiedono velocitá e strategie ai limiti del disonesto, in totale scontro con il target di giovani ragazze per le quali questo gioco è, senza ombra di dubbio, stato pensato. Ad allungare e rendere più frustrante questa esperienza è la necessità di dover attraversare le stesse stanze del sogno con tutte e cinque le guerriere ; capita spesso di incontrare dei cristalli celati dietro a blocchi colorati, decorati con il simbolo di uno specifico pianeta, i quali possono essere distrutti solo dalla Sailor giusta, la quale puó essere sostituita solo in certe zone della mappa attraverso un portale, con l’unica alternativa nel dover reiniziare il livello da capo: è un indubbio tocco di classe che infonde al gameplay un interessante svolta strategica, rovinata dalla necessità di dover rivedere gli stessi nemici e le stesse strade (ora vuote) ogni volta, in un’atmosfera di estrema ripetitività. Una volta raccolti i dieci cristalli, prima di passare al mondo successivo, dovremo affrontare il generale delle tenebre Lord Kaspar in una ridicola tenzone, durante la quale farà la sua apparizione anche Milord , lanciando rose contro il nemico nei momenti di necessità. Peccato che la sua presenza risulti abbastanza inutile in quanto questo intervento, nella quasi totalità delle volte, non avrà la minima conseguenza sullo scontro, e questo perchè sono le regole stesse del gioco ad imporlo. Una curiosa modalitá “Immagini” si affianca timidamente all’avventura principale: in essa, grazie allo stilo, potremo utilizzare dei disegni e delle decorazioni raccolte durante il gioco per comporre alcune piccole “opere d’arte”; è tutto molto curioso finchè la fantasia lavora, ma come tutti i libri da colorare, prima o poi, finisce per stancare.

Cosa sei veramente? Raramente il comparto tecnico di un gioco riesce ad essere il suo tratto più frustrante , ma “Sailor Moon – La Luna Splende” riesce ad inanellare anche questo obiettivo nel suo già sbiadito medagliere. La realizzazione grafica, pur non peccando di particolari infamie, resta davvero troppo sottotono per gli standard di un recentissimo titolo per Nintendo DS: è una bidimensione in costante riciclo, poco affascinante, che richiama a un gioco di basso rango dell’era 16 bit. Nel comparto sonoro, tuttavia, questo titolo raggiunge i suoi massimi livelli di offesa; perchè è di offesa che si tratta. I fan della serie riconosceranno in alcuni dei brani presenti degli accenni alla colonna sonora della serie animata: non si tratta di riadattamenti quanto piuttosto di tracce ricostruite da zero, elaborate senza stile , come a voler provocare il giocatore appassionato dell’opera originale offrendogli una versione sporca della leggendaria sigla di apertura giapponese, che aveva accompagnato addirittura quattro stagioni su cinque dell’anime, cedendo il passo solo per la serie da noi conosciuta con il sottotitolo “Petali di stelle”. La sensazione di sfida mista a delusione si fa ancora più velenosa quando vengono mostrati a schermo i video delle trasformazioni e degli attacchi delle guerriere sailor, e tutti con la stessa musica invariata e mutilata: nasce il violento desiderio di qualcosa di più, soffocato sul nascere dalla coscienza che la cartuccia di gioco, ormai, è bella che finita e venduta, così com’è. Durante i livelli, a peggiorare tutto, il giocatore sarà costretto ad ascoltare per minuti e minuti lo stesso brano di 30 secondi in loop perpetuo: il volume basso diventa, così, una istantanea necessità.

Conclusione “Sailor Moon – La Luna Splende” è un tradimento’ videoludico , uno dei giochi in cui tutte le regole dello sfruttare male le licenze possono trovare il loro assoluto paradigma: la sua interessante offerta nasconde, piuttosto male, una realizzazione vacua e priva di passione. Un grosso peccato, in quanto la formula del platform-puzzle, nel suo essere meravigliosamente retró, ha ancora tutti i numeri per affascinare l’utenza: l’unione del complesso degli elementi non salva questo titolo da una violenta accusa di ‘ licenzicidio ‘, in un amalgama di speranze disattese e pugnalate continue, pure edulcorate da alcune trovate interessanti. Gli elementi ci sono, ma sono abbandonati a loro stessi; e un prezzo contenuto non basta, non giustifica niente. Noi giocatori, fan o meno della serie, non meritiamo certo una simile punizione ‘in nome della Luna”. Riapriamo il carillon lunare, la sua melodia ci fará ritrovare la calma.

CI PIACE

Le meccaniche di gioco retrò intrigano, con diversi tocchi interessanti

NON CI PIACE

La licenza è stata sfruttata nel peggior modo possibile
\nComparto audio da non considerare
\nEstremamente difficile per il pubblico a cui si propone
\nProgrammazione blanda

4.5Cyberludus.com
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