Quando nel 2007 Portal uscì dagli studi di Valve e fece il suo ingresso nel mondo dei videogiochi, la critica si divideva tra commenti scettici ed entusiastici, come sempre accade con un nuovo brand.

Dal canto suo, Portal era un titolo atipico, un puzzle-game del nuovo millennio che fondava il suo gameplay su aspetti fino a quel momento sconosciuti o poco sfruttati, ossia: una protagonista muta di nome Chell , una nemica robotica di nome GLaDOS , una pistola spara-portali , celle-test paradimensionali vuote e silenziose, e visuale in prima persona.

Bastò davvero poco al titolo della software house statunitense per affermarsi velocemente nel mercato, diventando il miglior puzzle-game mai prodotto.

Due anni e vari accordi commerciali dopo, ecco arrivare Portal 2 , che a differenza del primo approda fin dal day one su tutte le piattaforme nextgen.

Nelle profondità dell’Aperture Laboratories

Portal 2 è il seguito, non solamente numerico, delle vicende accadute in Portal.

A distanza di cento anni dalla ribellione della giovane Chell contro GLaDOS , l’IA messa a comando della struttura Aperture Laboratories , la ragazza è stata tenuta in stasi finchè le sue condizioni non sarebbero tornate ottimali per continuare i test, ma qualcosa andrà storto. Ben presto la struttura comincerà a cedere, e Chell verrà rimessa in piedi con forza da un nucleo robotico di nome Wheatley che la aiuterà a scappare.

La struttura, ormai funzionante al 50%, continua a cedere e GLaDOS, ancora disattivata, pare non poter far nulla per impedire la fuga di Chell.

Sfortunatamente, proprio durante la fuga Wheatley e Chell riattivano per errore GLaDOS, che riprende così il controllo dell’intera struttura.

Per Chell è tempo di abbandonare nuovamente il desiderio di scappare e ricominciare a partecipare ai test.

Questa, però, è solo la prima parte di una splendida storia divisa in “quattro parti”, che ci porterà ad approfondire la storia di GLaDOS e dell’intera struttura Aperture Laboratories, conoscendo il suo fondatore Cave Johnson e la vera identità della stessa GLaDOS.

Pochi comandi, tanta genialità

Come detto precedentemente, il gameplay delle serie Portal si basa su semplicissimi comandi: Chell disporrà di una pistola apri-portali, grazie alla quale potrà aprire due varchi sulle pareti collegati in modo extra-dimensionale.

Il tutto si basa sul principio di “punto A” e “punto B” descritto all’interno della guida di Cyberludus, che comprende la videosoluzione di tutti i capitoli e potete raggiungere a questo indirizzo.

Sostanzialmente, supponendo di avere una piattaforma d’ingresso ed una d’uscita, divisi da un baratro infinito, potrete aprire un varco nella piattaforma in cui vi trovate, quella d’ingresso, ed aprire il secondo varco nella piattaforma d’uscita: attraversando il varco sulla vostra piattaforma uscirete dall’altra parte, il tutto senza attraversare fisicamente il baratro infinito.

I due portali sono facilmente distinguibili dai colori: azzurro per quello aperto col tasto sinistro del mouse e arancio per quello aperto col tasto destro (nel caso quindi della versione PC da noi testata).

Attraverso i varchi, potrà passare di tutto: dalle casse alla torrette, fino ai flussi d’aria o all’acqua solida.

Chell potrà anche saltare o accovacciarsi, mentre il tasto centrale del mouse è affidato allo zoom della visuale, utile soprattutto per i grandi spazi aperti.

Gli sforzi di Valve di regalare un’ambientazione più varia rispetto al primo capitolo non sono stati vani.

Il dover inventare qualcosa di diverso in un contesto preciso, come un laboratorio sotterraneo pieno di camere-test, rappresentava sicuramente una bella sfida per chiunque, ma dai creatori del celebre Half Life ci si può aspettare di tutto.

La presenza di Chell nelle camere-test dura circa il 50% del gioco, diviso però in fasi alternate con vastissimi spazi aperti e sezioni dell’Aperture Laboratories molto diverse tra loro.

In questo mix di location, il videogiocatore non si sentirà mai messo nella solita stanza a dover svolgere le solite mansioni per superare l’enigma ambientale, ma godrà di una vera e propria struttura a livelli tipica degli action adventure che lo porteranno a procedere sempre verso l’uscita nelle più disparate maniere.

In questo alternarsi di location, Portal 2 non dimentica di regalare al videogiocatore sensazioni claustrofobiche e di abbandono durante le fasi dei test, con camere bianche e nere, superfici fredde e metalliche e i vari tintinnii di contorno, senza alcuna calda voce umana di conforto.

Cave Johnson e i suoi esperimenti chimici

Gli sforzi di offrire location varie in un’unica grande struttura non finiscono qui.

Abbiamo già citato come Chell passerà dalle celle-test agli ambienti più ampi con funzionale alternanza, ma anche le camere in cui dovrà affrontare i test saranno molto diverse tra loro, soprattutto rispetto al dipartimento Aperture Laboratories visitato.

Infatti, Chell nella prima parte di gioco si troverà nel dipartimento conosciuto nel primo Portal, mentre nella terza sezione della storyline percorrerà gli uffici e le camere-test del dipartimento principale dell’Aperture Laboratories, che porteranno a nuovi elementi di gameplay, per poi tornare nel dipartimento comandato da GLaDOS.

Le differenze in termini di gameplay sono molteplici.

Sostanzialmente, il dipartimento di camere-test con a capo GLaDOS ospiterà gli elementi già conosciuti, come le casse normali, utilizzate per tenere premuto un pulsante o interrompere un raggio laser, le casse riflettenti, gli specchi d’acqua solida, i flussi d’aria e le simpatiche torrette.

Molto interessante, e completamente inedito, è il dipartimento principale dell’Aperture Laboratories, che a suo tempo veniva amministrato dal fondatore della struttura scientifica, Cave Johnson.

Gli elementi caratterizzanti questo dipartimento sono i liquidi . Cave Johnson , durante la sua amministrazione, aveva pensato di allargare gli esperimenti a dei liquidi creati in laboratorio con particolari proprietà.

Il videogiocatore avrà a che fare con tre tipi di liquidi: un liquido con proprietà repulsiva di colore azzurro che respingerà qualsiasi cosa facendola rimbalzare, un liquido arancio propulsivo che aumenterà la velocità di chi lo attraversa e un liquido bianco in grado di rendere il materiale sul quale si posa adatto per crearvi un portale (ad esempio su una superficie metallica, dove solitamente il portale viene “respinto”).

Com’è facilmente intuibile, ogni liquido porta con sé una specifica caratteristica che apre a diversi altri enigmi, che rendono l’approccio alle loro celle-test completamente differente rispetto a quello utilizzato per i test ideati da GLaDOS.

Niente paura però: la difficoltà è bilanciata, e ogni camera è studiata per non trattenere al suo interno il videogiocatore per più di mezz’ora. Se proprio non riuscite a trovare lo spunto giusto, niente paura: la videosoluzione di Cyberludus è già pronta a prestare soccorso a chiunque ne avesse bisogno!

Robot e umani: nessuna differenza in Portal 2

Come accennato in precedenza, il maestoso comparto tecnico e, soprattutto, artistico di Portal 2 non si ferma solo alle ambientazioni, ma strizza l’occhio anche alla parte audio, in particolar modo durante le fasi svolte nelle camere-test.

Fattore indispensabile per un videogame come Portal 2 doveva essere la cura da porre negli effetti ambientali, che a risultato finale non delude: celle dotate di raggi laser, casse e superfici metalliche in grado di “riprodurre” sensazioni di disagio nel videogiocatore, che comincerà presto a sentirsi quasi abbandonato in questo “roboante silenzio” che offre la camera.

Ogni passo scandisce il pensiero del videogiocatore intento a trovare la soluzione per attraversare l’uscita, dopo la classica stoccata verbale di GLaDOS alla povera Chell , ora considerata troppo grassa e abbandonata dai genitori a causa della sua inutilità.

A tal proposito, giù il cappello per quello che è a tutti gli effetti uno dei doppiaggi più riusciti nella storia dei videogames.

La già conosciuta voce di Ellen McLain , che interpreta GLaDOS, in Portal 2 si tinge di rancore per la tentata fuga di Chell nel precedente capitolo della saga, dispensando qua e là frecciatine irreverenti che daranno un tocco umano alla mente robotica che si cela dietro l’intero contesto.

Assolutamente perfetta è anche l’interpretazione di Stephen Merchant , voce di Wheatley, che può contare su entusiasmanti “espressioni facciali” del nucleo, con microanimazioni a dir poco maniacali che rendono l’occhio parlante emotivamente incisivo.

Migliorata anche la longevità : oltre alla storyline principale, divisa in nove capitoli, che si svolge in modalità offline della durata di 7-8 ore per la prima run di gioco, vi è anche la modalità co-op affrontata in multiplayer con un amico, e vede protagonisti due robot, Atlas e P-Body , creati da GLaDOS come surrogato degli umani alla partecipazione dei test. La modalità co-op dura all’incirca 4-5 ore per la prima “run” di gioco, ed è suddivisa in cinque capitoli temporalmente ambientati dopo la fine della storia principale.

Valve è premiata

*Per concludere, Portal 2 è a tutti gli effetti un gioco geniale e qualitativamente impressionante sotto tutti i punti di vista.

Il gameplay semplice, intuitivo ed ampliato con nuovi stratagemmi, mette tutto nelle mani del videogiocatore, costretto a fare “due conti” con i pochi comandi a disposizione.

Lo spauracchio della noia è allontanato da una buona alternanza di celle-test e spazi ampi, oltre che dal centellinato utilizzo di ogni elemento disponibile all’interno delle celle.

Completano l’opera il level design ed il comparto tecnico, che si sposano nella totale eccellenza artistica e di campionamento.

La longevità tra storyline principale e modalità co-op è di circa 11-13 ore di gioco, che sono davvero tante per un puzzle game, che non si fanno comunque sentire in termini di frustrazione o noia.

Speriamo, e questa prendetela come semplice nota del sottoscritto, nel rilascio di qualche DLC .*

CI PIACE

Giocabilità impeccabile
\nElementi per completare i puzzle originali e ben orchestrati
\nLevel design magistrale
\nDoppiaggio ed effetti audio ai limiti della realtà
\nGraficamente ottimo, con particolari animazioni superlative
\nPersonaggi carismatici
\nModalità co-op divertente e longeva

NON CI PIACE

Prima o poi finisce

9.5Cyberludus.com
Articolo precedenteUn nuovo video per evidenziare la quantità dei contenuti in DiRT 3
Prossimo articoloAnnunciati i tre prossimi DLC di Fallout: New Vegas
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.