La serie MotorStorm , oltre ad essere uno dei primi brand usciti in esclusiva Playstation 3, delinea da inizio generazione i canoni del genere racing-arcade. Una delle maggiori peculiarità della serie è stato l’utilizzo di ambientazioni naturali selvagge ed estreme come sfondo delle folli gare. Infatti, tutto iniziò fra i canyon dell’Arizona (MotorStorm), per poi passare alle rive esotiche del pacifico ( MotorStorm: Pacific Rift) , facendo una capatina fra i ghiacci polari ( MotorStorm: Artic Edge – capitolo uscito per PSP e Playstation 2). Quest’anno Evolution Studios ha preferito optare per uno scenario urbano che rispecchia l’aspetto delle metropoli della west-coast, rivoluzionando così i canoni della serie.

Cambiare una formula già consolidata è sempre un azzardo, ma è risaputo: “senza rischio, che gusto c’è?”

E se la profezia Maya divenisse realtà?

Come accennato, MotorStorm: Apocalypse è ambientato in una cittadina della costa californiana (che ricorda molto San Francisco) ed è il primo titolo della serie che ci immergerà in uno scenario urbano, ma…Apocalittico! La peculiarità infatti è che tutto è in distruzione, come se stesse avvenendo la fine del mondo. D’innanzi a noi le strade si divideranno, tempeste e terremoti devasteranno gli edifici e la città risulterà semideserta e distrutta.

Una scelta azzeccata che segue la tendenza – ormai fin troppo consolidata – di ambientare giochi in mondi apocalittici, ma almeno lo fa in modo del tutto singolare ed in un genere dove non si era mai visto! Mentre sfrecceremo fra le vie in devastazione, tutto ciò che ruoterà attorno a noi avrà tono epico e spettacolare. I designer si sono sbizzarriti sotto questo punto di vista ed è venuta fuori davvero un’apocalisse “coi fiocchi” che potremmo gustarci anche in sprazzi slow-motion di grande enfasi.

Ce n’è per tutti i gusti

Man mano che la serie va avanti, sempre più mezzi guidabili s’aggiungono: dalle auto americane simil “destruction derby”, a racing car pronto pista, passando per monster truck, pick-up, camion, buggy, quad e moto. Il design dei mezzi è piuttosto pittoresco, si passa dall’auto da rally o da corsa, con tanto di grafiche e sponsor, a mezzi spartani e armati (!) con cui speronare lateralmente altri corridori.

Purtroppo quando la gamma di veicoli diventa così svariata ed ampia, si rischia di andare incontro a pecche: infatti, grossomodo ogni veicolo offrirà le stesse sensazioni di guida, malgrado la mole influisca sull’entità di forza d’urto con la quale ci si scontra con gli avversari. Proprio qui s’evidenzia l’handicap che affligge chi guida le moto che oltre ad essere molto esposti ad incidenti per via delle cadute, risultano legnose da maneggiare e di scarsa agilità rispetto ai veicoli a 4 ruote.

Adrenalina, riflessi e…”lato b”

Naturalmente non aspettativi una guida realistica, prontezza di riflessi, intuito e fortuna, sono le componenti principali che vi serviranno per vincere le gare. Queste sono ricche d’adrenalina, veloci ed imprevedibili. Scegliere i giusti percorsi alternativi, evitare ostacoli improvvisi, dosare il turbo e tenere a bada il surriscaldamento del motore sono elementi vincenti che accompagnano tanto la serie quanto il genere di gioco stesso.

Le gare sono predisposte come una sorta di campionato, ovvero con mezzo predefinito e che si susseguono l’un l’altra in un arco che vi dovrebbe tener impegnati più o meno circa una decina d’ore. Questo dipende dalla difficoltà di gioco che sceglierete; inizialmente giocare in modalità “difficile” vi potrebbe anche sembrare tutto sommato facile, ma da circa metà gioco le gare diverranno progressivamente più ostiche e questo rischierà di costringervi più volte a ripetere le stesse gare per passare alle successive.

In compagnia è meglio

Per ovviare ad una modalità singolo giocatore eccessivamente corta, Evolution Studios ha marcatamente puntato sul comparto multiplayer. Fino a 16 giocatori per gara supportati, possibilità di correre su tutti i circuiti del gioco ed un classico sistema di Llivelli espandono a 360 gradi l’esperienza che MotorStorm: Apocalypse ha da offrire.

Le modalità multi sono una componente fondamentale del gioco, ben strutturata e varia, questo però non basta a giustificare un taglio così evidente della modalità in singolo. Senza contare che c’è un minimo accenno di donare una trama al gioco, peccato che passi in sordina per la banalità della storia…

Un apocalisse in HD

Sotto il profilo tecnico, MotorStorm: Apocalypse adotta il motore grafico Havok ed i risultati sono evidenti rispetto ai predecessori: fluidità, cura dei dettagli, linea dell’orizzonte molto ampia e design originale lo elevano a tutti gli effetti come il miglior titolo della serie.

Per quanto riguarda il comparto sonoro c’è solamente da alzare il volume, effetti sonori di qualità e temi musicali adeguati e variegati, piacevoli da ascoltare anche al di fuori delle gare.

Il più bel Festival

MotorStorm: Apocalypse è, sotto tutti i punti di vista, il miglior gioco della serie. Malgrado Evolution Studios non abbia ancora corretto alcuni difetti che perseguitano la serie dagli albori, come la guida delle moto ed respawn degli incidenti a volte mal calibrati, il titolo è migliorato in ogni aspetto. L’idea dell’ambientazione è molto originale e si discosta dai predecessori, sottolineando l’ondata di freschezza di cui ha goduto la serie con Apocalypse.

C’è poco da dire: la serie MotorStorm rimane la regina della generazione nel suo genere ed Apocalypse getta le basi per consolidarsi come capitolo “must have” per tutti gli utenti Playstation 3.


CI PIACE

_Setting originale
\n_Comparto tecnico molto curato

NON CI PIACE

_Festival troppo corto
\n_Veicoli predefiniti nelle gare

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