Scriviamo Codemasters e diciamo Toca Race Driver , Race Driver Grid e soprattutto Colin MacRae Rally . Quest’ultima è sempre stata la produzione di punta degli sviluppatori d’oltremanica capaci, anno dopo anno, di imporre nuovi standard di divertimento a quattro ruote. Nella passata generazione avevamo lasciato un bellissimo Colin MacRae 2005 come bellissima “via di mezzo” tra simulazione certosina e arcade alla portata di tutti. Il passaggio alla nuova generazione di console è corrisposto ad una nuova serie di giochi di rally denominata “DiRT” improntata più sulla corsa spensierata e pochissime velleità simulative. Il 24 maggio 2011 giungerà nei migliori negozi il primo titolo di rally griffato Codemasters e orfano del nome del mitico Colin MacRae (passato a miglior vita nel 2007 in seguito ad un tragico incidente aereo, ndr). Probabilmente DiRT 3 sarà l’ultimo sforzo videoludico di Codemasters nella generazione corrente di console e vuole lasciare il segno come nella miglior tradizione rallystica: con una spettacolare derapata controllata.

Sopra il cofano: un gioco per tutti, un gioco indimenticabile


Ancor più dell’aspetto grafico, affidato al sempreverde EGO Engine di seconda generazione, che abbiamo già visto in splendida forma in Formula 1 2010 e in Operation Flashpoint Dragon Rising , quello che DiRT 3 promette di imporre come standard risiede nell’estrema profondità del gameplay. Ogni sforzo degli sviluppatori è votato a consegnare all’utenza, in parole molto semplici, il miglior videogioco nonché la migliore simulazione rallystica degli ultimi cinque anni. Per far ciò che il prodotto finale sia in linea con le grandi promesse, Codemasters si è affidata alla consulenza di due professionisti d’eccellenza: Ken Block e Kris Meeke , quest’ultimo cresciuto, professionalmente, sotto l’ala dell’indimenticabile Colin MacRae. Il risultato finale dovrebbe essere di tutto rispetto, perché ogni macchina a disposizione del videogiocatore offrirà una sensazione molto diversa e non mancherà occasione di preferire una poco potente – in termini di cavalli sotto al cofano – ma scattante quattro-ruote piuttosto che un mostro di potenza incontrollabile. A ciascun pilota la propria auto dunque, e addio a quella spiacevole sensazione, dopo diverse ore di gioco, che tutte le macchine tendano a somigliarsi un po’ troppo fra di loro.

Sotto al cofano di DiRT 3

Per gli amanti dei numeri e delle specifiche tecniche, ecco dunque riassumere in breve tutto quello che attende i piloti trepidanti di mezzo mondo. Oltre alle modalità classiche o piccole varianti già viste nei precedenti Dirt e Dirt 2, ecco presente una modalità inedita che potremmo definire come “autoscuola di driftting” di Ken Block. Non sapete cosa sia il drift e l’atto del driftting? E’ “semplicemente” la capacità di effettuare una derapata controllata con la propria auto (sovente modificata e ancor più spesso a trazione posteriore) sfiorando pareti e protezioni ai lati della carreggiata oppure passando tra due veicoli o sotto un tir. Ken Block è un asso in questa bizzarra disciplina e in DiRT 3 sarà ben contento di affidarci la sua preziosissima Ford Fiesta modificata all’estremo pur sapendo che i primi tempi la ridurremo ad una carcassa di lamiere. Oltre a questo gioco nel gioco, troveremo classi rally e non-rally. Alla prima appartengono il campionato WCR, il Rally d’America (Open Rally), Super Rally, Gruppo B (4 ruote motrici), Raid, Rally anni ’60, anni ’70, anni ’80 a trazione posteriore ed infine Rally anni ’90. Nella categoria “non rally” potremo giocare Rallycross, Rally con tir, Rally con buggy, Gymkana ed un paio di varianti.

Capolavoro annunciato o no?


Dalle prove con mano offerte alla stampa, i video-gameplay rilasciati pubblicamente e le informazioni in nostro possesso, dunque, DiRT 3 promette di essere un gioco di rally veramente unico e difficilmente ripetibile. Le continue affermazioni sul fatto che si stia lavorando moltissimo per rendere un’esperienza simulativa senza precedenti fa ben sperare chi, ancora oggi e ad anni di distanza, non riesce a trovare una simulazione più realistica di “Richard Burns Rally “, capolavoro di gioco datato, però, 2004. Sarebbe anche ora che i maestri di Codemasters, oltre a farci sbavare di fronte ad una grafica da urlo e una riproduzione dei danni certosina, relizzassero un bel gioco realistico, impegnativo ma mai frustrante, come ci aveva abituato fino a Colin MacRae 2005 . Le notizie di una piacevole modalità a schermo diviso per giocare sullo stesso schermo e una modalità online che promette battaglie all’ultima derapata fino ad otto giocatori sono il corollario di un’offerta che vuole essere “definitiva” nel campo delle console d’alta definizione. Ai posteri l’ardua sentenza: il semaforo verde scatterà tra poche e noi ci faremo trovare pronti con il motore su di giri.

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