Little Big Planet 2 – Recensione

Dal “Mondo delle Idee” di Platone , l’ Iperuranio , a “quello della Fantasia” di Media Molecule . Ebbene, il sequel di uno dei brand esclusivi di maggior successo nel panorama dei “first-party” Sony è giunto finalmente al nostro cospetto. Little Big Planet è stato, senz’ombra di dubbio, uno dei pochi prodotti in grado di sintetizzare appieno la filosofia della “next-gen”; una formula originale e vincente, all’insegna della creatività e del dinamismo: un concentrato di puro edonismo videoludico, rilassamento mentale e colorata logica. Come proporre allora un seguito che riuscisse a reincarnare le medesime virtù del padre senza mutarne gli effetti, senza intaccarne la filosofia? A questo punto, direte voi, tanto valeva aggiornare l’originale con delle semplici espansioni: in realtà, qualcosa da migliorare, come per ogni cosa, c’era anche lì. Scopriamo, allora, quali novità hanno deciso di introdurre quei “mattacchioni” di Molecule in questo Little Big Planet 2 .

Creatività, fantasia, idee. . .

. . .e stile! Aggiungeremmo noi. Basta solo il filmato introduttivo per rimanere sommersi dalla sognante ingenuità di uno degli elementi “chiave” che contraddistingue, solitamente, la nostra infanzia, ossia il Gioco . E come in un sogno, veniamo improvvisamente catapultati all’interno di un mondo magico, un viaggio accompagnato da una voce narrante “intonata” al punto giusto, né troppo sdolcinata né troppo mistica. Diversamente da quanto successo implicitamente col primo, in LBP 2 ci ritroviamo alle prese con un insolito cattivone di turno, “Negativitron”, un enorme creatura “spaziale” che sta per mettere a repentaglio l’esistenza stessa del “Piccolo Grande Pianeta”. Ma chi, meglio del nostro amato “sackboy”, è in grado di sventare la minaccia e mettere in salvo la “Fantasia”? Solo il nostro amato sackboy, appunto. Ed è qui che incontrerete una prima, gradita sorpresa: se la vostra PS3 contiene ancora i salvataggi del capostipite, LBP 2 non farà altro che importare il vostro sackboy originale, con tanto di vestiario e personalizzazioni “aggiuntive”: un gesto, per così dire, atto a ringraziare gli appassionati. Proseguendo, comunque, dicevamo che il nostro scopo, in questa nuova avventura, sarà quello di sconfiggere tale Negativitron ; per raggiungere il nostro scopo ci verrà in aiuto un’altrettanto insolita guida, un vero e proprio mentore, il “Virgilio” della situazione: un certo “Larry Da Vinci”. Effettivamente, il nome e l’aspetto rimandano chiaramente al genio della nostra amata Italia rinascimentale. Una presenza da non sottovalutare, in quanto funge da filo conduttore tra le nostre azioni e le vicende narrate: Little Big Planet 2 , curiosamente, vanta di cut-scenes più curate sotto il profilo della regia e di personaggi che gravitano attorno ad un comune denominatore: la storia. Una storia semplice, stilizzata, lineare, piacevolmente infantile, e certamente più consistente di quella originale. Una scelta, questa di approfondire il concetto di “legame” tra un’azione e l’altra, che rende la “seconda” opera di Media Molecule più completa e armoniosa.

Dal rudimentale al particolare

Tralasciate le nozioni base di routine, l’impatto iniziale con Little Big Planet 2 è sicuramente positivo: una volta ammessi al “club”, non prima di aver superato le classiche sfide iniziali proposteci da Larry, entriamo finalmente a contatto con la vera anima del gioco. Anzitutto, rispetto alle meccaniche originali, si accosta una maggiore interattività con l’ambiente. La sensazione latente è che il giocatore ora sia parte integrante degli ingranaggi che costituiscono ogni singolo livello, risultando molto più “attivo” che in passato. L’evoluzione del gameplay coincide con la spregiudicatezza dello stesso, all’interno del quale ritroviamo nuovi elementi che arricchiscono e perfezionano il concept originale. Se lo scopo del gioco consiste sempre nel raggiungere “B” attraverso un percorso pseudo lineare, cosparso di ostacoli e logiche dinamiche di ogni sorta, è il modus operandi a risultare più creativo. Quasi a seguire il trend di parecchi sequel di questa generazione, sembra quasi che anche Media Molecule abbia voluto vivacizzare il gameplay con un pizzico di azione in più: ecco allora spiegata la presenza di un rampino, in grado di farci appendere a sporgenze specifiche ed oscillare in pieno stile “Spiderman” o, ancora, la duplice funzione di oggetti quali dolci e gelatine, da utilizzare sia come “armi” che come “strumenti di navigazione”. Al tempo stesso, è aumentata la presenza di “nemici” robotici da far esplodere nel corso dei livelli, così com’è aumentata la complessità estetica e la “pericolosità” delle sezioni platform. Può capitare, per esempio, di dover raggiungere una sporgenza passando per una rotaia sospesa in aria; prima di raggiungere la rotaia, però, è necessario liberarsi di alcuni robot nemici che ostacolano il cammino. Bene, dal momento in cui è possibile sollevare gli oggetti e trasportarli ovunque, in una situazione del genere potrebbe venirci in soccorso un distributore automatico di dolci. Dolci particolari, poiché dotati di manici agli estremi, sicuramente adatti per scivolare sulle rotaie senza particolari problemi; ma altrettanto utili se scagliati contro i nemici di cui sopra, o contro interruttori posti in luoghi altrimenti impossibili da raggiungere.

In definitiva, in Little Big Planet 2 la formula originale è rimasta sostanzialmente invariata, ma caratterizzata stavolta da una maggiore propensione all'”azione”, con i dovuti limiti del caso naturalmente. Il gioco è realmente vivace e longevo, capace di alternare fasi di sano relax ad altre di semplice e divertente logica platform. Ritrovando poi il buon vecchio “Pod”, sarà facile familiarizzare con il sempre ottimo editor di gioco.

Un inno alla Community

Si può tranquillamente affermare che la seconda anima di questo seguito, il secondo motore pulsante, sia proprio la Community online. Se connessi al PSN, infatti, avrete la possibilità di giocare veri e propri livelli di gioco realizzati dagli utenti, così come avveniva nel titolo originale. Il supporto però è stato ottimizzato e migliorato sotto tutti i fronti, dalla partecipazione “passiva” a quella “attiva” degli stessi giocatori, che possono recensire e testare con maggiore incisività i livelli “amatoriali” e muovere così “classifiche settimanali” e “giornaliere” proprio come in una vera community. Una nota negativa riguarda tuttavia la qualità del net code, a volte responsabile di partite cooperative affette da lag, anche piuttosto evidente; lag che soprattutto durante le sezioni platform può causare spiacevoli incidenti di percorso, costringendo il giocatore a ripetere più volte un determinato percorso.

Tra mondi colorati e folklore di pezza

Uno degli aspetti più originali e convincenti di Little Big Planet è sempre stato il comparto tecnico. Quest’ultimo in realtà, in un titolo di tale portata, rappresenta generalmente un elemento di contorno. Lo stile colorato e dai tratti folkloristici del titolo originale, invece, risulta tutt’ora parte “attiva” del gioco, piacevole e senza tempo. Tecnicamente, Little Big Planet 2 non si discosta dal predecessore, ma offre in compenso una colonna sonora accattivante, caratterizzata da tracce musicali orecchiabili e sempre adatte ai diversi contesti di gioco, spesso ricchi di quel folklore che ricorda, anche solo vagamente, uno stile “burtoniano”.

![][__userfiles__LittleBigPlanet-2-Character-Bios-Sackboy-The-Alliance-And-You.jpg]

Conclusioni

Giunti al verdetto finale, Little Big Planet 2 è un seguito che onora le gesta del suo antenato, ereditando e “completando” tutti quegli elementi che avevano reso “grande” il gameplay originale. Un platform – puzzle – game ancora fresco, divertente e più spregiudicato del solito, che saprà ammaliarvi grazie al suo stile inconfondibile e ad un gameplay rinnovato al punto giusto.

CI PIACE

Formula di gioco ancora una volta vincente
Gameplay vario e dinamico
Stile unico e tecnicamente pregevole
Ottimo supporto alla community online. . .

NON CI PIACE

. . .ma qualche lag di troppo in cooperativa

8.7Cyberludus.com
Articolo precedenteDiablo III: dita incrociate per l’arrivo nel 2011
Prossimo articoloInfamous 2: video e novità
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.