City Life

Quella che ci troviamo ad analizzare è la versione italiana e rimasterizzata di City Life , quella piccola grande perla del genere gestionale che nel 2006 i francesi di Monte Cristo hanno regalato agli appassionati del genere.

Come spesso accade, da noi in Italia questi titoli di generi “minori” spesso e volentieri non trovano il dovuto spazio né a livello di interesse né a livello di publishing, ma grazie alla nuova rotta di FX Interactive , che si mette sul groppone sempre più titoli, migliorandoli e vendendoli a prezzi stracciati, dopo quasi cinque anni ecco arrivare nel Belpaese City Life, rigorosamente in versione Premium .

Partendo da un municipio

Come anticipato, e come suggerisce il nome, City Life è un gestionale che mette il videogiocatore nei panni di un sindaco con l’intento di costruire la città delle meraviglie, potente dal punto di vista economico e in grado di attirare a sé ancor più potere dal resto del globo.

Sì, indubbiamente il paragone con la serie SimCity o Tropico è dietro l’angolo, ma City Life ci mette molto del suo per regalare un’esperienza senza dubbio appassionante ed appagante, che potrà tenere incollati allo schermo i futuri imprenditori per tante ore.

La semplice interfaccia grafica del menu ci porterà immediatamente a scoprire le due modalità di cui gode il titolo: un po’ come i classici RTS , potremo scegliere di affrontare il gioco in modo libero oppure seguendo uno dei numerosi scenari in una sorta di campagna, dopo aver individuato la regione e la zona in cui vogliamo far sorgere la nostra metropoli.

Come è facile intuire, il gioco libero consiste prettamente nel far crescere la città dove vogliamo e secondo lo stile che più preferiamo, interrompendo la partita in qualunque momento.

Gli scenari invece ci offrono diversi obiettivi da soddisfare per avere le chiavi delle città. Queste si otterranno raggiungendo un certo numero di cittadini, una determinata situazione finanziaria o un preciso ricavato dagli hotel per i turisti, e si dividono in chiavi di bronzo, d’argento o d’oro , chiavi che serviranno a sbloccare altre regioni e le rispettive zone.

A dettare le leggi dell’aumento demografico e finanziario della città saranno però le classi sociali.

Come in un vero e proprio scorrere del tempo e delle Ere, saremo costretti a cominciare dall’inizio, con la sola compagnia del nostro caro municipio.

Per mettere su una città la prima cosa che ci vuole sono gli abitanti, quindi sarà indispensabile creare delle case per ospitarli.

Se c’è una cosa che in Italia sappiamo benissimo, è che la crisi di disoccupazione è sempre dietro l’angolo: basterà infatti costruire una singola casa per ritrovarsi un disoccupato.

Come detto, partendo da zero avremo a che fare solamente con gli operai , quindi bisognerà mettere su un’azienda di operai, che ogni mese genererà introiti per il fondo cittadino utile ad ampliare e migliorare strutture e servizi.

Dopo le prime aziende di operai, in città cominceranno ad arrivare gli stipendiati , ovvero gente con reddito medio che sostanzialmente lavora un gradino più su dell’operaio.

In questo caso sarà possibile gestire la situazione in due modi: o creando aziende appositamente per stipendiati, oppure creare aziende che permettano collaborazione con gli operai.

A qualche giorno di distanza, i cittadini cominceranno a sentire il bisogno di avere posti in cui fare shopping, svagare o addirittura esigere la protezione della polizia in città, senza contare la necessità dell’ elettricità e dello smaltimento dei rifiuti .

Se avete intenzione di mettere su un’Italia virtuale, potete fermarvi anche qui.

City Life invece ha ancora molto da darvi: aumentando ricavati e stabilità della vostra città, verranno attirate altre persone di ceto sociale differente come i liberali , gli intellettuali , i facoltosi e, infine, gli èlite (sì, sì, gli snob!).

Amministrare una città che punta a diventare la nuova New York o Tokio, non sarà per niente facile: per mantenere la pace bisognerà dividere per bene la città in quartieri, cercando di raggruppare le classi sociali e le rispettive strutture come a dividere l’intera città in zona più povera, meno povera e ricca.

Se dal lato etico non esiste cosa più brutta, ahimè questa sarà l’unica chance di dare lo slancio necessario alla città verso l’assoluta potenza.

Una volta chiarite le idee sul funzionamento generale del gioco, non passerà molto che l’utente comincerà a preferire una struttura piuttosto che un’altra, rimpiazzando le singole case con i condomini osservando questi tramutarsi in maestosi grattacieli qualora diventi dimora di intellettuali e facoltosi.

Presto si comincerà a costruire scuole ed istituti, parchi naturali e fabbriche di armi militari, sedi dell’INTERPOL ed ospedali.

Dopo qualche ora di gioco, la vostra città assumerà davvero le sembianze di qualcosa che progredisce secondo il vostro volere, regalando un senso di appagamento che solo pochi altri titoli sanno regalare.

Orologio fermo a cinque anni fa

Dal punto di vista tecnico, i ragazzi di Monte Cristo nel 2006 fecero un buon lavoro, ma per ovvie ragioni oggi non possiamo dire così.

Il gioco tecnicamente è rimasto fermo a quella data, e a guadagnarci è sicuramente la fluidità ottenuta grazie al progresso tecnologico che oggi più o meno consente a tutti di poter godere di City Life al massimo del dettaglio senza il minimo intoppo.

Lo zoom è a dir poco esagerato, e grazie ai comandi semplici ed intuitivi l’esperienza di gioco saranno notevolmente facilitata fin dalle prime battute.

Una barra in alto ci mostrerà la quantità di denaro stanziata nel fondo cittadino e i ricavi mensili, dandoci poi il numero di cittadini presenti in città e la percentuale di ogni ceto sociale.

Una serie di pulsanti a sinistra ci daranno velocemente accesso a tutti i parametri gestionali grazie a menu a comparsa e sottomenù divisi in creazione di strade e ponti, case e hotel, aziende e industrie, servizi di ogni genere, strutture per l’elettricità ed i rifiuti, acquisto di nuovi lotti di terreni limitrofi e demolizione di edifici e strade già esistenti.

In basso ci saranno vari pulsanti adibiti allo scorrere del tempo, alle statistiche, ai dettagli finanziari e icone su schermo che mostreranno i disoccupati o i servizi necessari ai vari abitanti.

Gli scenari che ospiteranno la nostra città saranno tantissimi: per gli scenari avremo a disposizione una regione temperata, soleggiata, tropicale, montagnosa o canion, che a loro volta conteranno su altri scorci di paesaggi molto affascinanti.

Per il gioco libero avremo invece location inventate o esistenti, con vista italiana in quel di Genova.

Dal punto di vista audio, gli effetti ambientali fanno il loro dovere, riproducendo il baccano del traffico, della gente e dei vari edifici, ma la soundtrack purtroppo è composta dal solito motivetto che all’inizio è piacevole da ascoltare ma a lungo andare diventa di una tale frustrazione che togliere la musica diventa necessario!

La longevità è chiaramente elevatissima, e sono pronto a scommettere che nessuno riuscirà a mettere su una metropoli in ogni location o soddisfare tutti i requisiti per le chiavi d’oro.

Mi consenta!

Se il vostro sogno è quello di fare carriera politica e diventare sindaco della vostra città (o magari qualcosa di più), City Life è il gioco che fa per voi: partendo dagli onesti lavoratori operai con reddito medio-basso, dovrete costruire letteralmente mattone per mattone la vostra metropoli, attirando la gente dei ceti sociali più alti con tutti i mezzucci in vostro possesso, quali parchi, facoltà universitarie, grandi fabbriche ed elicotteri nel cielo.

Il titolo è forte e completo dal punto di vista del gameplay in ogni suo aspetto, e troverete tutti i possibili comandi per mettere in piedi la città che avrete sempre desiderato di costruire.

Anche se tecnicamente si poteva fare di più, volendo trovare un lato positivo ad un comparto grafico fermo ad almeno quattro anni fa, possiamo dire che City Life gode di ottima fluidità e diventa l’ideale passatempo da giocare sul portatile fingendo di lavorare.

Se vi serve l’ultima scusa per acquistarla, questa è da ricercare nel prezzo: grazie all’ottima campagna di pubblicazione e distribuzione di FX Interactive , che ci regala titoli italiani non usciti in Italia a distanza di qualche tempo, potrete metterci sopra le mani per meno di 10′

CI PIACE

Giocabilità appagante
\nOttima fluidità
\nNumerosi eventi di cui tenere conto
\nLe campagne ad obiettivi sono molto stimolanti

NON CI PIACE

Graficamente per niente eccezionale
\nSoundtrack molto povera
\nDopo un paio di ore potrebbe stancare

7Cyberludus.com
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