Era dal 1994 che Sega non rilasciava un episodio di Sonic della “serie regolare”. In 16 anni di cose ne sono successe, e tante anche, alcune delle quali hanno cambiato in modo irreversibile sia Sega che lo stesso Sonic. Quasi nel tentativo di tirare un poderoso colpo di spugna, Sonic Team si rimette al timone in un’avventura a due dimensioni. Il tentativo estremo di un ritorno alle origini, in un oggi dove la sfida a chi “muove” più poligoni imperversa tiranna. Audacia sfrontata e suicida o lungimirante saggezza vincente?

Dal 3D disastroso al 2D riparatorio

La storia di Sonic è fatta da un buon numero di luci e un preoccupante numero di ombre. Seguendo un po’, se vogliamo, il destino della casa madre, il porcospino di Sega è stato protagonista di alcune avventure dalla bellezza estrema e altri giochi al limite della mediocrità. Se l’incoraggiante, seppur oggi datato, “Sonic Adventure” per Dreamcast aveva dato la speranza di credere nella possibilità di un Sonic scattante in un mondo tridimensionale, confermata dall’indimenticabile seguito sempre per Dreamcast, molto, moltissimo di quanto seguì toccò ripetutamente il baratro. Senza avventurarci nel marasma nero e tetro di titoli degni solo del più remoto dimenticatoio ci accontentiamo di citare gli ultimi titoli, in ordine di tempo, usciti sulle console casalinghe attuali: “Sonic Unleashed” e “Sonic e il Cavaliere nero” , usciti per Xbox 360, Playstation 3, Playstation 2 e Wii il primo e il secondo solo per Wii, vedevano l’amata mascotte ormai risucchiata da un vortice di insuccessi così forte da essere in grado di macchiare persino la memoria storica. Resasi conto di non aver solo toccare il fondo ma di aver anche iniziato addirittura a scavare, Sega decide di fermare ogni progetto e prendersi una pausa di riflessione prima di rimettere in pista Sonic. Il risultato di questo conciliabolo interno ha portato alla soluzione più semplice e auspicata, e forse anche più anacronistica da un punto di vista di mercato, ovvero riportare Sonic alle due dimensioni. Accolto con giubilo, e da un po’ di timore, ecco finalmente disponibile “Sonic The Hedgedog 4 – Episode 1” , continuazione della serie regolare interrotta nel 1994. Disponibile unicamente via digitaly delivery, quindi attraverso Xbox Live, Playstation Network e Wii Ware, si tratta di una primo blocco di avventure cui seguiranno altre, il secondo episodio infatti è in dirittura d’arrivo per l’inizio 2011.

‘Splash Hill Zone’, casa dolce casa

Indubbiamente tutto, ma proprio tutto, non potrà che far ritornare alla mente di molti i i fasti dei primi capitoli Megadrive. Dalla schermata del titolo al font, dai caricamenti alla Splash Hill Zone… Tutto sa di già visto e, per una volta, non è un fattore negativo. Il gameplay, che nella versione Nintendo Wii da noi analizzata ci chiederà di utilizzare il Wiimote in orizzontale, stile controller del NES, si dimostra da subito affidabile e preciso. L’unica introduzione degna di nota è il sistema di lock-on in salto contro i nemici o alcuni oggetti in volo, in modo analogo a quanto avviene già da tempo nelle edizioni tridimensionali. Sonic si dimostra reattivo e scattante come ai bei tempi e la giocabilità rende immediato l’apprendimento anche a coloro che non hanno mai giocato un Sonic bidimensionale. Forse anche troppo. Dopo aver smaltito la sbornia iniziale, nostalgia e emozioni che si abbattono sul cuore di ogni videogiocatore come se grandinasse, notiamo che la difficoltà generale del gioco è stata nettamente abbassata rispetto ai capitoli originali. Nonostante questi compromessi per i neofiti, anche per “l’evoluzione diversa” presa dal mercato negli ultimi 16 anni, il feeling con il porcospino resta invariato, così come il divertimento e l’immediatezza.

Aspetto tecnico e longevità

In pieno rispetto della linea artistica, e filosofica, intrapresa, “Sonic 4” sceglie la strada della correttezza filologica . Scenari bidimensionali uniti a qualche elemento poligonale molto riuscito, come lo stesso Sonic o il dottor. Eggman, e il tutto è davvero apprezzabile. Anche la palette grafica rispetta alla perfezione i dictat degli episodi originali, confezionando davvero u na splendida riedizione de “i tempi che furono” . L’edizione Wii, a differenza di Xbox360 e Playstation 3, non gode dell’alta definizione ma, nel complesso, il prodotto resta ottimamente fruibile anche sulla console Nintendo. Le colonne sonore dei singoli percorsi sono ben congegnate, in modo da integrarsi perfettamente con lo scenario, e anche gli effetti di campionamento sonoro non deludono. Il vero tallone d’Achille della produzione Sega è la longevità: i veterani non impiegheranno più di tre ore per portare a termine l’avventura – forse anche qualcosa di meno, visto il ridotto livello di difficoltà. A favore del titolo Sega vanno comunque le buone possibilità di rigiocabilità, sia per migliorare la nostra classifica di punteggio (confrontabile anche online) che per sbloccare un finale alternativo. Nonostante questo, anche visto il prezzo non proprio budget per una produzione digital delivery (orientativamente 1 5′

CI PIACE

Sonic è sempre Sonic
\nGraficamente azzeccatissimo
\nEffetto nostalgia
\nDivertente da giocare

NON CI PIACE

Breve da portare a termine
\nDifficoltà piuttosto bassa

8Cyberludus.com
Articolo precedenteI quattro cavalli dell’Apocalisse su Red Dead Redemption
Prossimo articoloFIFA potrebbe essere più sull’online
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.