Aya Brea cambia piattaforma! Sono passati esattamente 12 anni dall’ultima comparsa sullo schermo di un videogioco di Aya Brea.

Aya Brea è la fortunata protagonista della serie Parasite Eve, una serie uscita nel 1998 sulla prima Playstation.

Da quel momento sulla vecchia console di casa Sony sono apparsi ben due capitoli di questa inedita serie (Parasite Eve e Parasite Eve 2), mentre il terzo episodio è stato spostato sulla console portatile PSP .

Però prima di parlare del ultimo capitolo di casa Square Enix, è meglio fare qualche passo indietro e dare una giusta introduzione attraverso la spiegazione dei due capitoli precedenti.

Ritorno alle origini Partiamo dicendo che Parasite Eve, il primo capitolo, non è mai apparso in Europa, ma bensì solamente in Giappone e negli Stati Uniti;

Parasite Eve è tratto dal libro di Hideaki Sena e narra la storia di questo agente investigativo (Aya Brea) della M.I.S.T. ,branca speciale dell’FBI che si occupa di investigare sui fenomeni delle creature controllate dai mitocondri nella zona di Los Angeles; il primo capitolo della serie racconta che attraverso degli studi, uno scienziato riesce a riportare in vita la moglie, creando contemporaneamente, una minaccia per l’umanità.

Il primo capitolo è stato innovativo per il semplice fatto che sostanzialmente si presenta come un gioco di ruolo,ma con rilevanti punti di puro genere survival-horror; per spostarsi ci si muoveva, attraverso l’utilizzo della protagonista principale Aya, in ambientazioni 2D mentre per quanto riguardava il raggio d’azione delle armi era presente un’ apposita casella o griglia dedita al utilizzo delle armi. Ma per questo motivo questo capitolo non poteva essere solo considerato un gioco di ruolo ma bensì un ACTION RPG (infatti fin dalle prime partite si riusciva a intuire che il sistema di gioco si ispirava molto ai giochi GDR giapponesi,dove bastava premere un semplice tasto per selezionare un nemico quando lo si doveva attaccare); altri punti da ricordare del primo capitolo erano dati dal fattore che quelle che in tutti i giochi fino ad allora erano state considerate semplici “magie”, in Parasite Eve erano i poteri speciali di Aya dati dal risveglio dei mitocondri.

Naturalmente come ogni buon GDR che si rispetti il gioco comprendeva una world-map, numerose sequenze in FMV.

Ricordiamo infine che la critica fu abbastanza aspra nei confronti di questo gioco per quanto riguardava il metodo di attacco dei nemici e il potenziamento delle armi in sé. Però la somiglianza con Resident Evil e le ambientazioni fin troppo newyokesi fecero in modo di far vendere parecchie copie, portandolo tra i titoli più venduti negli Stati Uniti tra il settembre e l’ottobre del 1998.

Il risveglio dei NEOmitocondri

Un anno dopo il “successo” americano e giapponese di Parasite Eve la casa madre stava già lavorando al sequel.

Il 25 agosto del 2000 uscì l’atteso seguito del gioco e ci furono parecchie novità a riguardo; tanto per cominciare Parasite Eve 2 uscì finalmente anche in Europa. Voi penserete peccato che non sia uscito anche il primo capitolo dalle nostre parti. Essenzialmente è un peccato avere perso il primo capitolo, ma fortunatamente la casa madre annunciò che non bisognava per forza avere giocato al primo capitolo per godersi il secondo; tuttavia i due capitoli rimasero comunque intrecciati tra loro.

La trama del seguito narra sempre di Aya,la precedente protagonista, che attraverso un lavoro di investigazione viene a scoprire che i mitocondri si stanno risvegliando in persone e animali che si trovano in zone diverse rispetto al precedente capitolo.

Le ricerche la portano nel deserto del Nevada, dove si trova un bunker che raccoglie i “misteri” che potrebbero annientare la razza umana in un istante.

Il gioco in sé si basa molto di più a Resident Evil rispetto al primo (per come viene controllato il personaggio viene anche descritto come un classico ACTION RPG); inoltre ci sono altri punti che fanno ritornare in mente Resident Evil, ovvero il salvataggio attraverso i telefoni sparsi per i livelli che permettono ad Aya di comunicare con gli agenti della M.I.S.T.. Altri elementi GDR sono i potenziamenti armi ed esperienza che aumentano man a mano che la protagonista “disinfesta” le stanze dalle creature.

Non c’è due senza tre! Il terzo capitolo,intitolato “The 3rd birthday”, uscirà per il continente europeo e quello americano per il 2011, mentre per quanto riguarda il Giappone dovrebbe uscire in questi mesi.

Soffermiamoci un momento sul titolo del gioco. infatti questo terzo episodio sarebbe uno spin off della serie(visto che il precedente capitolo non aveva lasciato spazio per un seguito adatto), per questo “Parasite Eve” sarebbe stato tolto dal titolo definitivo; specificato ciò andiamo ad analizzare il terzo capitolo in maniera più dettagliata.

In una recente intervista rilasciata dal direttore del progetto, Hajime Tabata ha definito la sua “creatura” come un “cinematic action RPG”(come in God of War 3 dove si può interagire con i filmati proposti come se si stesse giocando normalmente) e ha anche parlato del fattore “overdrive”, ovvero quel fattore che permette al gameplay e alla trama di intrecciarsi perfettamente tra loro (in parole povere è un fattore che permette il passaggio di corpi da un membro del team ad un altro membro). I più accaniti giocatori di GDR penseranno all’overdrive di Dirge of Cerbus:Final Fantasy dove si controllavano vari personaggi in tempo reale, il meccanismo è praticamente quello.

Basterà infatti premere triangolo quando Aya è in assetto di combattimento e al fianco del suo team, cosi apparirà lo schermo a modalità infrarossi che segnalerà la posizione di ogni corpo presente, selezionare il personaggio con cui si desidera fare lo scambio e il gioco sarà fatto.

Pare proprio che questa funzione sia stata inserita in sostanza per facilitare il sorpasso di determinati ostacoli (come il rimanere senza munizioni).

Anche l’abbigliamento svolge un ruolo essenziale nel gioco: più si opterà per un abbigliamento leggero più danni si rischierà di prendere,viceversa, più si sarà vestiti e meno danni si prenderanno.

“I giocatori non devono preoccuparsi” continua Tabata “Aya ha mantenuto lo stesso carattere, anche se verrà modificato dal corso degli eventi e dalla storia in sé. Verrà anche svelato il motivo del cedimento del nome intero (Parasite Eve: The 3rd Birthday) e cosa ha fatto in tutto questo tempo Aya. Mentre per quanto riguarda la visuale, la protagonista avrà una telecamera e una visuale nettamente migliorata”.

Tabata però ha mostrato la sua nuova “creatura” all’E3 2010, in una breve demo dove Aya doveva sconfiggere dei nuovi mostri chiamati twisted; il direttore di The 3rd Birthday ha anche ammesso di avere finalmente dato un tasto funzione all’arma durante le battaglie per mantenere viva l’azione di gioco e l’interesse.

Nuove tecniche di gioco

Il prossimo capitolo della serie comprenderà degli elementi, anche se in minoranza, di RPG; I giocatori saranno in grado di eseguire alcune personalizzazioni di base sulle armi che utilizzano gli oggetti acquistati. Tra l’altro ci sarà un livel-up dedicato alle armi ma non sono stati lasciati dettagli precisi a riguardo.

Per quanto riguarda i boss invece, durante i combattimenti con questi si verrà trasportati in ambientazioni esterne ai livelli che si stanno svolgendo (tipo mondi fantastici e inediti). Sembra una sfida interessante questa perché comunque mantiene la trama su una stessa linea e non corre il rischio di rovinarla.

Per il visual design del gioco è stato chiesto aiuto al team di Final Fantasy XIII (non ci si poteva aspettare di meglio per certi versi); Tabata ha dichiarato a proposito di aver scelto PSP come piattaforma per lanciare il nuovo capitolo della serie di Parasite perché è una console che permette di sfruttare al meglio le sue capacità hardware.

“Per la sfida che volevamo condurre la PSP era più che adatta” narra Tabata “Abbiamo progettato il gioco come se stessimo preparando il progetto per la Playstation 3, solo che finito il progetto, l’abbiamo rinchiuso in una PSP”.

Conclusioni Ci sarà da attendere ancora un po’ per l’uscita di questo terzo capitolo della saga di Parasite Eve ma siamo fiduciosi perché il progetto in sé sembra interessante e pieno di nuovi spunti.

La grafica sfrutta al massimo le capacità della console portatile e sembra che sarà anche un gioco abbastanza longevo.

Il sistema overdrive sembra facilitare parecchio il sistema di gioco che non è complicato ma siamo pronti a scommettere che dovremo prima prenderci la mano: il controllo in tempo reale di vari personaggi potrebbe rendere complicata l’avventura invece di semplificarla.

Di sicuro una cosa pare certa: questo gioco non porterà sulla strada della monotonia raggiunta da parecchi giochi su PSP ultimamente.

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