Era il lontano 1998 quando Blizzard pubblicava Starcraft: mister 11 milioni di copie vendute in undici anni di onorata carriera. Una pietra miliare del genere Rts – o strategico in tempo reale che dir si voglia – che ha affascinato, entusiasmato e sorpreso un vasto pubblico di persone. Oggi, dopo dodici anni di assenza dai nostri monitor, si appresta ad approdare Starcraft 2, da molti definito “lo strategico più atteso di sempre”. Scopriamo insieme cosa ci offrirà questo clamoroso sequel.

Dodici anni e non sentirli…

Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Il genere degli strategici in tempo reale, dopo Starcraft, ha visto l’entrata in scena delle serie Total War, Dawn of War e Company of Heroes, che hanno riscritto più di una volta gli standard tecnici e ludici dei giochi di guerra. Da quello che trapela riguardo Starcraft 2, invece, quello che sarà padrone della scena è senza dubbio uno stile classico, volutamente retro e incredibilmente affascinante. Perché andare a modificare il nucleo vitale di un gioco praticamente perfetto sotto ogni punto di vista? Negli studi di sviluppo si saranno detti “squadra che vince non si cambia”: detto fatto. Nonostante una veste grafica molto curata e al passo con i tempi, riprendere in mano il mouse e affrontare la beta di Starcraft 2 è un po’ come riprendere a suonare la chitarra dopo tanto tempo. Le “corde” sono lì, perfettamente accordate. La “chitarra” è proprio come l’avevamo lasciata, solo tirata più a lucido e con un acustica decisamente migliore. Starcraft 2, ai veterani, farà questo effetto: sarà come averci sempre giocato e questo sarà certamente uno dei punti di forza del gioco.

Un po’ di storia

Lungi da noi rivelarvi i dettagli dell’avvincente trama che viene narrata nel primo Starcraft. Basti sapere che in un remoto futuro l’Umanità si espanderà in migliaia di pianeti e incontrerà – e si scontrerà con – due delle più temibili e potenti specie dell’Universo: i Zerg e i Protoss. I primi somigliano a mostruose e gigantesche locuste, contano sulla forza del numero e distruggono ogni pianeta e ogni civiltà con cui vengono a contatto. I secondi sono una razza tecnologicamente avanzata che all’esiguo numero sopperisce con una capacità di combattimento superiore. I Terrestri sono definiti “Terran” e rappresentano il giusto connubio tra numero di unità da dispiegare e tecnologia da impiegare. Contrariamente a quanto assistito nel primo Starcraft, questo secondo episodio sarà diviso in tre giochi. Ad ogni uscita corrisponderà la campagna militare di una razza: la prima in ordine cronologico sarà quella dei Terran e il sottotitolo è “Wings of Liberty”. La seconda campagna uscirà (verosimilmente) ad un anno di distanza e narrerà le vicende degli Zerg; il titolo del secondo episodio è “Heart of the Swarm”. La terza campagna di guerra riguarderà i Protoss e giungerà sugli scaffali tra circa un paio d’anni e sarà conosciuta anche come “Legacy of the Void”.

Le polemiche sul battlenet 2.0

Al di là delle vicende narrate dalle campagne della modalità in singolo, quello che ha entusiasmato molti utenti era il servizio di battaglie online (l’arcinoto Battlenet) di proprietà Blizzard. Ancor più che i server ufficiali, milioni di battaglie sono state combattute in LAN, ovvero senza l’ausilio di Internet ma limitandosi a collegare tra loro i computer personali di ciascun giocatore. Con una scelta molto discutibile, Blizzard ha annunciato che il gioco potrà essere goduto nella sua veste multiplayer unicamente appoggiandosi ai nuovi server ufficiali di proprietà, conosciuti anche come Battlenet 2.0. Le reazioni furiose dell’utenza storica non si sono fatte attendere, molti si sono sentiti (e a buon diritto) traditi da Blizzard, in un certo senso. Eppure, con i tempi che corrono, ogni casa di sviluppo cerca di tutelarsi contro la pirateria. Per evitare sistemi di protezione ai limiti dell’assurdo, come Ubisoft ci ha dato triste dimostrazione – questione “Assassin’s Creed 2 per Windows – i ragazzi di Blizzard hanno optato per questa decisione. Poco democratici forse, ma non ci sentiamo di biasimarli più del necessario (o più di Ubisoft).

Cosa ci aspetta sui server Blizzard

Polemiche a parte, chi ha provato la beta ad accesso esclusivo del gioco ha constatato che il matchmaking è estremamente curato e corretto. Dopo aver preso in esame un campione di dieci partite, il programma di Blizzard terrà conto delle statistiche di gioco: frequenza delle partite, esito delle battaglie e molte altre finezze. In questo modo ogni giocatore rientrerà in una categoria, queste variano dal “bronzo” al “platino” passando per “argento” e “oro”. Le divisioni non sono statiche ma dinamiche: in altre parole chi è bravo nello scontro 1 contro 1 potrebbe risiedere nel gruppo “platino” ma pagherebbe la sua inesperienza o la sua incapacità nel 2 contro 2, giocando quest’ultimo tipo di partite in una categoria inferiore.

** **Tirando le somme

Starcraft 2 mira a riprendersi lo scettro di “miglior strategico in tempo reale di sempre”. A distanza di dodici anni si ripresenta al grande pubblico con un comparto tecnico decisamente al passo con i tempi e con una struttura estremamente classica che manderà in brodo di giuggiole tutti gli appassionati. I neofiti potranno dormire sonni tranquilli: stiamo parlando di una semplicità e di una rapidità d’utilizzo che definire “perfette” risulta quasi eufemistico. L’unica nota dolente, a nostro modesto parere, è il fatto di dover collezionare tre giochi per farne uno: nel 1998, quando compravamo Starcraft, avevamo la certezza di avere un gioco che ne valesse 3. Speriamo che queste scissioni portino solo cose positive.

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