Che Ubisoft volesse far parte del redditizio mondo delle simulazioni calcistiche non è una notizia molto fresca. La software house francese ha iniziato a proporsi dapprima sui telefonini con la produzione di Real Football 2008 , sviluppato da Gameloft (ora distributrice e sviluppatrice unica della saga) e recentemente si è affacciata alle console con lo sperimentale Academy of Champions: Football , per Nintendo Wii. Ora, l’apparizione di un gioco di calcio sulle console HD (e PC) non può che destare come minimo curiosità, visto che d a molto tempo assistiamo solo alla divisione delle quote di mercato tra Fifa e PES . Visto il differenziarsi stesso tra i due colossi e la loro filosofia, che vuole il prodotto EA Games più simulativo e rigoroso rispetto all’avversario nipponico, quest’ ultimo più veloce e dinamico ma soprattutto più arcade, è interessante analizzare quale sarà il posizionamento di Ubisoft, con il suo Pure Football.

Il Fifa Street dei borghesi?

Come era infondo prevedibile, Pure Football punterà su un piano diametralmente opposto a quelle dei giochi di calcio più celebri. Lo scontro sullo stesso campo di produzioni dalla tradizione ultradecennale sarebbe stato un rischio enorme, oltre all’oggettiva difficoltà di proporre un titolo dalla profondità tale da entrare in battaglia senza l’esperienza delle uscite annuali. Pure Football porta con sé l’idea di proporre un gioco immediato, frenetico e senza fronzoli. Il gioco sembra riprendere l’idea lanciata da Fifa Street , serie firmata EA Big, ovvero proporre una sorta di calcetto, molto arcade e semplificato, esaltando la fisicità e l’agonismo. Rispetto alla serie EA però, il titolo di Ubisoft Vancouver si differenzia per alcune scelte di carattere artistico. Subito salta all’occhio la scelta grafica, con elementi in cel shading, che più che ricordare Fifa Street 3 sembra invece rifarsi proprio ad Academy of Champions: Football per Nintendo Wii . Questa sensazione è confermata dagli scenari di gioco, con ambientazioni e colorazioni che strizzano l’occhio alle atmosfere fantasy. Seppur sia da valutare la qualità del lato tecnico, e quanto possa essere convincente come scelta visiva, bisogna ricordare che uno dei punti negativi di Academy of Champions era proprio la discutibile vena artistica. Graficamente il gioco sembra comunque presentarsi in modo gradevole, qualche dubbio resta sulle animazioni e la loro fluidità ma questo aspetto potrà essere appurato solo una volta uscito il gioco. L’immagine che si ha, guardando il (poco) materiale rilasciato da Ubisoft, è che si tratti quasi di un ” Fifa Street borghese “, senza la ruvidità dei campetti improvvisati in strada, senza le magliette casual e l’anima freestyler. E, ci verrebbe da aggiungere, senza la vera e propria purezza del calcio.

Licenze, leggende e un gameplay in terza persona

 Nel gioco saranno disponibili 17 squadre nazionali, con tanto di divise ufficiali, e i calciatori saranno fedeli, seppur “deformati”, alla loro controparte reale. In più ci saranno 17 leggende senza tempo sbloccabili, presumibilmente una per nazione; in totale il gioco conterà 230 giocatori. Non mancherà ovviamente l’editor, per creare da zero il proprio alter ego virtuale, che potrà essere utilizzato sia nelle modalità single player che nelle sfide in rete. Le partite verosimilmente non si discosteranno poi molto da quanto visto in Fifa Street, con cariche e fallacci assortiti assolutamente permessi e qualche piccolo power up (dal trailer si individua una sorta di boost). Sarà interessante anche vedere la reattività dei calciatori in campo, difetto più grave di Fifa Street. L’unica vera novità di rilievo a rendere il tutto più interessante è l’inquadratura del gioco, che segue da dietro il giocatore che controlleremo . A metà tra seconda e terza persona, la scelta sembra essere stata fatta per aumentare la sensazione di dinamicità e immedesimazione da parte dell’utente. Difficile dire quanto sia pratica un’inquadratura del genere, soprattutto per quanto concerne la visione di gioco in campo.

A fari spenti

  E’ piuttosto curioso che a meno di un mese dall’uscita di Pure Football, Ubisoft abbia rilasciato così poche informazioni . La strategia di Ubisoft è quella di entrare nel mercato un po’ a fari spenti, magari alla lunga distanza, approfittando della presenza dei Mondiali in Sud Africa e, contemporaneamente, uscendo un mese dopo l’immancabile titolo della serie Fifa dedicato a questa manifestazione. Sembra quasi che Ubisoft voglia sondare il terreno per produzioni future, utilizzando questo titolo a scopo sperimentale.

Conclusione

 Pure Football è tutt’oggi un’incognita. Il titolo Ubisoft è rimasto avvolto nel mistero, forse per non essere sconfitto fin da subito dai colossi del mercato dei videogame calcistici. La scelta di puntare su una visione arcade è interessante, anche per la lunga assenza di Fifa Street, ma alcune decisioni sul versante del design e del gameplay lasciano qualche dubbio, da valutare in sede di recensione. Dovremo aspettare il 30 maggio per scoprire se Pure Football potrà essere una ventata di aria fresca o solo un goffo salto nel buio.

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