Prison Break: The Conspiracy

La serie TV basata sulla storia dei due fratelli Lincoln Burrows e Michael Scofield creata da Paul Scheuring è finalmente riuscita a trovare la sua strada nello sviluppo videoludico e a venire alla luce sottoforma di progetto definitivo e concluso. Prison Break è una serie TV composta da quattro stagioni e diventata famosa per il suo mix di azione poliziesca e criminale e per la presenza dell’affascinante figura di un personaggio geniale quale Scofield. Il cocktail ha assunto un sapore thriller drammatico che ha concesso agli autori di sviluppare la trama su 81 puntate ricche di adrenalina.

Prison Break: The Conspiracy non è il primo videogioco tratto da una serie TV americana di successo, rimaneva tuttavia inedito l’approccio avuto dagli sviluppatori per trasportare le caratteristiche clou della serie nel videogioco. Se da un lato molti fan sono rimasti scontenti dalla conclusione degli eventi narrati dalla serie, altri ne hanno apprezzato ogni minuto, per tanto The Cospiracy rappresenta un tentativo di avvicinare tutti i seguaci più fedeli al videogioco ufficiale. È il caso di entrare nuovamente a Fox River?

Fox River o The Company River?

Il parallelo con la serie TV è d’obbligo. Indubbiamente la riproduzione dei volti degli attori che hanno recitato nella serie è tra gli aspetti positivi che conferiscono caratterizzazione ai protagonisti. Oltre Michael Scofield e Lincoln Burrows vi sono altri volti noti come quello di Fernando Sucre, Theodore “T-Bag” Bagwell, Benjamin Miles “C-Note” Franklin, John Abruzzi, Brad Bellick .

The Cospiracy offre inoltre una riproduzione fedelissima del carcere di Fox River , un ottimo motivo per tutti i fan che avrebbero voluto “visitare” il setting dell’intera prima stagione.

Il gioco reinterpreta i fatti accaduti nella prima stagione dal punto di vista di Paxton Thomas , agente mandato a Fox River per conto della Compagnia con la missione di scoprire cosa Scofield stia architettando dalla prigione. Questa scelta di prospettiva potrà dispiacere ai più affezionati che si sarebbero aspettati di impersonare uno dei protagonisti della serie e che invece dovranno accontentarsi di un protagonista molto meno carismatico e affascinante, ma d’altro canto è un’occasione d’oro per rivivere la trama e i personaggi da una prospettiva differente e quindi avere più informazioni e dettagli sugli eventi.

Piacere, il mio nome è Paxton Thomas

La Compagnia ha fatto in modo di far arrestare Thomas con falsi precedenti per impedire che Scofield architettasse un piano di fuga per il fratello Lincoln. Una volta infiltratosi a Fox River, Thomas dovrà ambientarsi per riuscire a sopravvivere. Da qui tutta la serie di vicende assumeranno un nuovo profilo narrativo che vedranno Thomas socializzare con alcuni detenuti e malmenarsi con altri, in un ciclo di amicizie-inimicizie che nonostante non conservino il medesimo fascino suggestivo degli eventi della serie TV, risultano interessanti ai più appassionati.

La scelta di un protagonista estraneo alla serie ha sì aggiunto maggior chance ai fan di conoscere i fatti dal punto di vista della Compagnia senza che venga intaccata la sceneggiatura originale, ma d’altra parte ha introdotto un personaggio che per profilo e condotta pratica capiti si ritrovi fuori contesto (il fatto stesso che Thomas prenda appunti vocali in mezzo ai detenuti e davanti le guardie o gironzoli continuamente in aree precluse ai carcerati lascia dei buchi nella sceneggiatura sicuramente giustificabili ma non molto credibili).

Una vita carceraria molto movimentata

La visuale in terza persona ravvicinata e gli ambienti chiusi costituiti per la maggior parte da stretti corridoi o da magazzini ostruiti da scatoloni e casse ricreano bene il senso di claustrofobia che è facile provare dietro le sbarre. Questa sensazione non è mai opprimente ma basta per far rendere conto al giocatore quanto la vita al chiuso sia asfissiante. Ciò si prova specialmente quando si esce all’aperto nel cortile di Fox River in compagnia degli altri carcerati.

L’azione di gioco è composta da fasi di esplorazione furtiva e da fasi d’azione di combattimento. I due gameplay vengono miscelati ad intervalli regolari, inoltre durante l’esplorazione è sempre possibile attaccare briga con i detenuti e iniziare lo scontro, sebbene questo non porti a nessuna conseguenza tangibile. Quello che invece aumenta le statistiche è l’allenamento tramite sollevamento pesi e combattimento col sacco. Mettendosi di impegno in pochi minuti è possibile acquisire un livello di forza e velocità superiore e diventare fisicamente più potenti. Andando oltre l’opportunità di metter su muscoli, le sessioni di combattimento non sono stratificate ma al contrario molto essenziali. Per tanto basta saper usare la difesa nel giusto momento così come gli attacchi veloci e caricati per stendere al tappeto chiunque non ci vada a genio o che di dovere dobbiamo zittire.

Nelle fasi esplorative-furtive invece, l’obiettivo è quello di raggiungere la meta, quale può essere un oggetto o un documento, senza farsi scoprire dalle guardie e dagli operatori di Fox River. Queste sessioni si contraddistinguono per varietà di azioni eseguibili da Thomas. Egli può scalare delle pareti, appendersi a tubi sporgenti dal soffitto, saltare da un ostacolo all’altro, scassinare porte con un grimaldello, nascondersi negli armadietti e sbirciare da una porta prima di entrare. I bersagli ostili sono segnalati sulla mappa e riescono a vedere e sentire i rumori provocati da Thomas, nel caso in cui egli viene scoperto la missione fallisce e bisogna ripartire dall’inizio.

Durante le sessioni esplorative si riesce ad apprezzare e a non stancarsi del gameplay grazie alla varietà di azioni e situazioni proposte, tuttavia si sente la mancanza di un clima di maggior tensione e pericolo come quello d’essere scoperti. Gran parte della causa risiede nel fatto che dal momento in cui si viene avvistati il gioco interrompe la partita per ricominciare la sessione e nessuna ripercussione o sviluppo alternativo interviene per aggiungere del mordente alla scena.

Fox River virtualmente dal vivo

Né per lodi, né per infamie, bensì come parametro di quality assurance con valori di circostanza morale verso tutti i più fedeli seguaci della serie, il comparto visivo merita attenzione. In special modo è il caso di accertare a tutti i fan l’esemplare accuratezza di ricostruzione virtuale del carcere di massima sicurezza Fox River. Se attendevate un concorso a premi sperando di vincere una giornata negli studios dove Prison Break è stato girato, troverete una più che valida alternativa (vista anche la scarsa probabilità che venga indetto e vinciate tutti il suddetto concorso…) in The Conspiracy .

Un’attenzione in più hanno ricevuto i volti dei personaggi primari che componevano il cast della serie, alcuni mancano (come quello di Sara Tancredi) ma l’intento di far sentire i giocatori dietro le sbarre insieme a Scofield e Barrows è ben riuscito.

Anche nel doppiaggio è possibile ritrovare le voci degli attori protagonisti (Michael è tra questi), ma queste di certo non sono uno degli elementi migliori del sonoro (vuoi anche per le animazioni dei volti spesso poco credibili). A risollevare le sorti del comparto audio sono le musiche direttamente tratte dalla serie e con tanto di tema musicale principale composto da Ramin Djawadi e nominato per il Primetime Emmy Award del 2006 (!).

Conclusioni

Poco altro rimane da aggiungere per descrivere Prison Break: The Conspiracy . Deep Silver ha affidato nelle mani dei ragazzi Zootfly un compito di per sé non proprio semplice da realizzare: creare il videogame ufficiale della serie Prison Break indirizzato in primis ai fan.

Il risultato sperato è stato raggiunto, i fan avranno il piacere e la gioia di poter rivivere la serie scoprendo nuovi dettagli sui protagonisti e sulla trama, rivedere i volti, gli ambienti, le scene e perfino di gustarsi i migliori temi orchestrati tratti della serie TV.

Ma forse in questo risiedono anche le colpe di The Conspiracy, ovvero l’ignorare ogni tentativo di avvicinare nuovi fan alla serie tramite il videogioco. I problemi di fondo come la tendenza alla ripetitività nelle fasi finali del gioco e la presenza solo parziale della spettacolarità e quantità suspanse che hanno reso famosa la serie TV non sono poi così gravi agli occhi di un ammiratore, eppure possono sempre diventarlo se ad osservarli è l’occhio di un profano.

CI PIACE

– È un valido biglietto da visita per tornare a Fox River
– Buona alternanza di azione ed esplorazione
– Volti, ambienti e temi musicali identici alla serie

NON CI PIACE

– Alla lunga ripetitivo
– Gameplay vario ma poco profondo
– Non ha la stesso livello di suspanse della serie

7.6Cyberludus.com
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Redazione
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