Spesso, nella pericolosa giungla del mondo dell’intrattenimento, quando si da il via ad una serie di prodotti (album musicali, libri, film, o, come in questo caso, videogiochi) si tende a cercare di rinnovarsi e reinventarsi costantemente, per dare libero sfogo alle proprie idee, e al contempo marcare bene i lineamenti che contraddistinguono una serie di produzioni da un’altra, in modo da non deludere mai le aspettative degli appassionati.

Quando poi il tempo passa, la comunità dei fan si fa più solida e l’esperienza maturata comincia a dare i propri frutti, allora si prova a spiccare il volo, cercando di creare qualcosa di assolutamente superiore a tutte le opere precedenti, tentando magari di esaudire tutti i desideri di una schiera di fan ormai affezionata e consolidata. Da qui, i casi sono pressoché due: si fallisce miseramente o si riesce gloriosamente.

Totalmente guerra totale

Possiamo affermare sin da ora che, in un certo senso, Napoleon: Total War non è altro (nel più sublime dei sensi) che la sintesi di tutto ciò che lo ha preceduto, e, in sostanza, una gloriosa vittoria sotto (quasi) tutti i punti di vista.

Potrete volentieri ripassare con la memoria tutti gli epici momenti che avete assaporato sino ad ora con Shogun , Medieval , Rome ed Empire , mentre istallerete Napoleon, magari nel tentativo di immaginare cosa vi aspetta, ma sarà tutto inutile: Napoleon si pone come la versione perfettamente perfezionata di tutta la serie Total War e, pertanto, in quanto tale, è al di sopra di ogni aspettativa.

Le vicende narrate si stagliano tra il 1778 e il 1815 , un periodo di tempo alquanto breve se confrontato agli interi secoli raccontati nei precedenti capitoli della serie. E non è poi così sorprendente constatare che, in effetti, il punto di forza di Napoleon sta proprio in questa forte concentrazione di eventi e battaglie che, in modo narrativamente realistico, offrono uno spaccato del periodo Napoleonico piuttosto verosimile, almeno per quanto concerne l’atmosfera che circonda lo scenario europeo del periodo. Difatti, così come accadeva in Empire (seppur in modo ben più raffinato), per quanto avremo (in modo quasi illusorio) il libero arbitrio sulle nostre azioni, il gioco tenderà a ‘correggere’ in modo non eccessivamente invasivo tutte le scelte che potrebbero compromettere il prosieguo degli eventi così come lo abbiamo studiato sui libri di storia.

Ecco quindi che, nel momento in cui saremo alle prese con la modalità Strategia (quella in cui vedremo la mappa dell’Europa dall’alto, per intenderci), avremo modo di fare le scelte diplomatiche che vorremo, ma allo stesso tempo la loro rilevanza sarà del tutto inferiore rispetto ai precedenti Total War: di fatto, è impossibile evitare l’inevitabile. Indi per cui, conquisteremo l’Austria, ci impadroniremo dell’Europa e arriveremo a Waterloo . Una improbabile alleanza con l’Inghilterra, quindi, non potrà far altro che rallentare gli eventi, che comunque in un modo o nell’altro rientreranno sicuramente tra i quarant’anni circa nei quali le vicende narrate si dipanano.

Una scelta un po’ forzata, ma che ben si sposa con l’atmosfera che si respira in quest’ultima fatica di Creative Assembly : del resto, sarebbe stato un po’ ridicolo chiamare ‘impero’ un piccolo staterello europeo che stipula alleanze con vicini e compagnia!

In compenso, avremo modo di dare libero sfogo alle nostre doti da imperatori in altri modi: potremo procedere alla conquista nel modo (e nella direzione) a noi più congeniale, scegliendo di quali stati prendere il controllo e quali risorse sfruttare.

Ogni decisione sarà fondamentale per l’esito della nostra esperienza Napoleonica: dovremo fare attenzione a tenere compatte le nostre forze, ma allo stesso modo saperle distribuire in modo (non sempre) omogeneo per difendere preziose risorse e linee difensive.

E, a proposito di risorse, Creative Assembly sembra essersi davvero impuntata su questo particolare, in quanto il loro sfruttamento e il loro recupero andrà ben al di là dall’influenzare il semplice ‘reddito’ imperiale totale. Difatti, ogni territorio avrà le proprie risorse, che a loro volta saranno di qualità e quantità differente a seconda della regione. Questo ci costringerà a conquistare determinate regioni se vorremo delle buone cavalcature, o magari impadronirci di altre se avremo bisogno di giacimenti minerari.

Tutto questo è coeso ovviamente con le necessità e i bisogni di ogni singola regione conquistata, sia dal punto di vista sociale ed economico che da quello prettamente bellico. All’ingrandirsi dell’impero, quindi, avremo (e sentiremo) la necessità di istituire sempre più enti statali e militari in modo da avere più controllo sulla popolazione e sulle entrate ottenute ogni due settimane (che è poi la durata di un turno di gioco: altro evidente segno della volontà di Creative Assembly di creare un universo più concentrato e specifico e meno generico). Tutto questo a fronte di una concorrenza quantomeno spietata da parte dell’ Intelligenza Artificiale , che non esiterà ad approfittare di ogni nostra distrazione.

Fortunatamente, l’avanzata del nemico sarà limitata dalle “zone di controllo” esercitate dai territori da noi conquistati, assolutamente fondamentali per ovviare lo spostamento delle truppe nemiche più veloci (come la cavalleria).

Ma, quando lo scontro diverrà inevitabile, allora saremo costretti a ricorrere alle cattive maniere. In tal caso, potremo operare in due modi: lasciare che il computer decida l’esito della battaglia attraverso un calcolo dato da quantità di truppe, caratteristiche del territorio e quant’altro; oppure scendere personalmente sul campo di battaglia a guidare i nostri uomini.

“Un soldato combatterà a lungo e duramente per un pezzo di nastro colorato”

Una volta sul campo di battaglia, si passa a quella che viene detta ‘modalità Tattica’, ove potremo controllare manualmente ogni singola unità.

Il primo passo è, ovviamente, posizionare le truppe, e la precedenza nel farlo viene data generalmente al comandante meno esperto (in modo che quello di rango più elevato possa posizionare i propri uomini in base alle mosse del suo avversario); dopodiché, si passa all’azione vera. Durante ogni scontro avremo occasione di accelerare gli eventi, rallentarli o addirittura fermarli, in modo da poter decidere con calma le nostre mosse o semplicemente osservarne velocemente le conseguenze.

Grazie al controllo del tempo, assolutamente fondamentale per il buon esito di ogni battaglia, avremo modo di posizionare al meglio le nostre truppe e sceglierne la formazione più adatta alla situazione (formazioni che, con l’evolversi delle Accademie militari, diverranno sempre più efficaci e numerose).

Tuttavia le truppe tenderanno a stancarsi, o ancora peggio a demoralizzarsi, soprattutto in condizioni avverse sia dal punto di vista territorialemetereologico, che da quello bellico. Indi per cui, per i nostri soldati sarà ben più facile combattere in una bella giornata di primavera, che durante una violenta bufera di neve.

Naturalmente, tutto quello che nella mappa di gioco sarà a vantaggio (e a svantaggio) dei nostri soldati, lo sarà in modo più o meno equivalente anche per i nostri avversari, che in questo nuovo capitolo di Total War saranno più agguerriti che mai. L’IA, difatti, è tanto buona nella modalità Tattica tanto quanto lo è in quella Strategica, e mutua da quest’ultima tanto i pregi quanto i difetti. Di conseguenza, essa avrà ottime doti d’osservazione, ma un piuttosto scarso senso della misura: il risultato è vedere orde e orde di cavalieri caricare in modo quantomai impetuoso, inoltrarsi gloriosamente tra tutti i varchi lasciati sul campo di battaglia dai nostri soldati, raggiungere il cuore delle nostre forze senza il minimo sforzo, e lasciarsi massacrare miseramente a causa di una schiacciante inferiorità numerica. E, tralasciando l’ilarità di un simile evento, possiamo affermare che, in fin dei conti, pregi e difetti dell’IA raggiungono un compromesso accettabile.

Si vis bellum, para bellum!

Ciò che però davvero ci ha impressionati, di questo Napoleon, è il particolare approccio che esso ha con il multiplayer.

Al di là delle classiche modalità di scontro tattico in uno scenario a scelta, e volendo anche tralasciare l’inedita (almeno per la serie Total War) possibilità di scontrarsi anche sulla mappa strategica (in tre campagne: Italia, Egitto, Europa), il vero fiore all’occhiello della modalità multigiocatore di Napoleon: Total War è l’opzione “drop in battle”. Spuntando quest’ultima, piccola e apparentemente innocente opzione di gioco, infatti, daremo completa libertà al computer di trasferire i nostri dati di gioco in single player su un server pubblico, in tempo reale. Così facendo, offriremo l’opportunità ad altri giocatori connessi di guardare la nostra partita e, eventualmente, unirsi ad essa prendendo improvvisamente controllo degli avversari controllati dall’Intelligenza Artificiale. In questo modo, le abilità dei generali contro cui ci scontreremo varieranno a seconda del giocatore che le starà controllando, e avremo modo di goderci un piacevolissimo multiplayer come Bonaparte comanda, pur proseguendo più o meno tranquillamente con la campagna in singolo.

Diventa facile, quindi, perdonare all’Intelligenza Artificiale ogni genere di ingenuità, dal momento che basterà disporre di un po’ di tempo e impegno in più, oltre che di una buona connessione a banda larga, per donare agli scontri brio e tensione rinnovati!

Grafica e sonoro

Graficamente, Napoleon non è altro che una versione riveduta e corretta di Empire, seppur con notevoli e piacevoli miglioramenti dal punto di vista audiovisivo.

Rispetto a quanto fatto con Empire, infatti, Creative Assembly ha mostrato una maggiore attenzione alla cura del dettaglio e, in particolar modo, alla resa degli effetti bidimensionali e volumetrici (come fumo e fondali), donando agli scenari colori e immagini più coinvolgenti e realistiche.

Gli scenari più famosi sono resi così come sarebbero dovuti essere all’epoca, mentre quelli ‘generici’ rendono bene l’idea della regione in cui si sta combattendo, differendo per vegetazione, morfologia, meteo e architettura.

Dunque, ovviamente, lo zoom libero è una feature che ben si presta al compiacimento dei nostri occhi, offrendoci libera visione degli scontri a qualsiasi tipo di distanza, dandoci l’opportunità di scrutare i volti dei nostri soldati e di assistere ai combattimenti tra i singoli militanti come se fossimo tra le file del nostro esercito.

Analogamente, il sonoro è a sua volta influenzato dal punto di vista dal quale assisteremo alle battaglie. Ecco quindi, che, improvvisamente, gli ovattati scoppiettii dei cannoni osservati in lontananza diverranno veri e propri fischi infernali, attraverso un adeguato zoom.

Sotto questi due aspetti, Napoleon è quanto di più impressionante ci sia in circolazione nel variegato mercato degli strategici in tempo reale.

Fu vera gloria?

È triste dover affermare che, nonostante gli sforzi compiuti da Creative Assembly durante questi dieci lunghi anni di esperienza, Napoleon soffra ancora (seppur in maniera fortemente e debitamente limitata) di tutti quei piccoli difetti che affliggevano gli altri giochi della serie Total War: stiamo parlando, come già gli appassionati avranno immaginato, di quelle piccole sbavature ‘arcade’ che di tanto in tanto si presentano in tutti gli strategici della nota software house inglese.

Difatti, il gioco è saltuariamente ‘rovinato’ da scelte di gioco quantomeno grossolane, come quella di rendere la fanteria in grado di competere in velocità con la cavalleria, facendo pensare che Napoleone arruolasse i suoi uomini in base ai loro record nell’atletica leggera.

A causa di questo, e di altri motivi, talvolta gli scontri diventano innaturalmente furiosi e caotici, in barba alla strategia e alle tattiche di guerra.

Oltre a questo, altre molte critiche hanno lamentato la differenza netta e marcata di Napoleon con le altre produzioni di Creative Assembly, rimproverandone lo stile più ‘concentrato’ e meno ‘ad ampio respiro’ (date le modeste dimensioni dell’ambientazione), e rimpiangendo la struttura libera e allargata che aveva caratterizzato i precedenti Medieval II e Empire. Per dovere d’informazione, era necessario fare questo appunto; ma in tutta onestà, noi di Cyberludus non ci sentiamo di condannare questo ‘difetto’ (se così lo si può chiamare), dovuto ad un’inedita e quantomai apprezzata accuratezza storica nel mettere in scena l’avventura Napoleonica, dal momento che Napoleon gode di un’ottima giocabilità, che non perché diversa da quelle dei capitoli precedenti è da considerarsi peggiore.

Napoleon è sostanzialmente un Total War come un altro, se si esclude il fatto che il setting sia limitato in un intervallo di tempo ben preciso e ristretto. Tuttavia, è ben superiore dai suoi predecessori. Gode di una giocabilità rodata, raffinata e quantomai perfezionata, un’innovativa modalità multigiocatore, e, al di sopra di tutto, un’atmosfera e un’epicità mai riscontrate nella saga Total War. Gli orrori e gli splendori della spietata e gloriosa conquista di Napoleone Bonaparte ci sono tutti.

Capolavoro? Ai posteri l’ardua sentenza!

Conclusioni

Napoleon si pone ben al di sopra di tutti gli strategici che hanno tentato di raffigurare le battaglie europee a cavallo tra il 1778 e il 1815, offrendo anzitutto una resa stilistica e audiovisiva assolutamente meravigliosa. E, al di là del piacere di rivedere le famose battaglie Napoleoniche più o meno fedelmente ricostruite, le meccaniche di gioco sono oliate e coese perfettamente tra di esse ed offrono un divertimento senza precedenti, anche a fronte di un accattivante mix tra fedeltà storica e libertà d’azione strategica sulla mappa europea. Gli amanti di Napoleone Bonaparte lo adoreranno allo sfinimento, i puristi della serie Total War storceranno il naso. A parte questo, Napoleon soffre di alcuni piccoli difetti che gli si perdonano ad occhi chiusi grazie ad una risolutiva modalità ‘drop on battle’, che ovvia tutte le piccole sbavature del sistema di gioco.

Napoleon non è l’evoluzione della specie: è più che altro la sintesi e il succo di dieci lunghi e amati anni di guerra totale in tutto il mondo. Che sia il vostro primo Total War , che siate appassionati della serie, o del caro buon vecchio Bonaparte (o magari entrambi, perché no), Napoleon è un acquisto da fare ad occhi chiusi.

CI PIACE

Campagne numerose e piacevoli
Multiplayer integrato con la campagna principale
Notevolmente migliorato rispetto ai suoi predecessori

NON CI PIACE

IA non sempre esaltante
Non è poi così diverso dagli altri Total War
Non sempre realistico

8.9Cyberludus.com
Articolo precedenteI titoli più difficili bloccano il mercato
Prossimo articoloNuovo filmato di Final Fantasy XIV Online
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.