Alice in Wonderland

Alice nel paese delle meraviglie ” è sempre stata un’opera dal grandissimo fascino: trama interessante, ambientazione visionaria e un cast di personaggi che veramente sono rimasti impressi nell’immaginario collettivo. A tutt’oggi, la stragrande maggioranza dei bambini e degli adulti si ricordano di Alice, del Bianconiglio, del Cappellaio Matto, dello Stregatto e di tutti quegli altri personaggi strambi che popolano il mondo creato da Lewis Carroll. A marzo è uscito il film ispirato al romanzo (e al suo seguito “Attraverso lo specchio”), diretto da Tim Burton, e visto l’hype che ha accompagnato l’opera cinematografica, era inevitabile anche un videogioco ad esso legato. È così che lo sviluppatore Etranges Libellules si è messa al lavoro e i nostri Nintendo DS possono oggi godere di ” Alice in Wonderland “, platform game davvero originale legato più al film che al romanzo.

Tie-in, ma non troppo

Come accennato, la versione videoludica di ” Alice in Wonderland ” ha un rapporto più stretto con l’opera di Burton che con il romanzo originale: questo si vede da subito, dal particolare look che possiede il gioco, con i personaggi in versione deformed (Alice sembra quasi uno zombie, con la pelle bianca e due occhi enormi) e i colori prevalenti che sono il bianco e il nero. Indubbiamente il look è riconducibile allo stile “dark” delle opere del regista americano e risulta da subito una piacevole variazione rispetto al mondo fiabesco che ci si può aspettare approcciando il titolo. Per selezionare la modalità e lo slot di salvataggio, non sono presenti classici menu, ma delle porte che conducono al Paese delle Meraviglie. Una volta atterrati in compagnia del Bianconiglio, si scopre la sconvolgente verità: Alice non è la protagonista del gioco.

Comprimari a chi?

Il giocatore, infatti, vestirà i panni di quattro dei personaggi di Carroll, ognuno coi suoi poteri e le sue abilità: il Bianconiglio, il Cappellaio Matto, il Brucaliffo e lo Stregatto. A turno, ogni personaggio avrà il compito di proteggere Alice nel suo viaggio e condurla attraverso gli ostacoli che il Paese delle Meraviglie presenta (molto vicino a quanto avveniva nel toccante “Ico” per la sempre cara PS2). Alla bionda ragazzina può essere solo detto di fermarsi o seguirci e aiutarla a superare ostacoli e tirarla fuori dai Vortici Rossi. Qualora infatti Alice sia lasciata troppo lontana, un Vortice apparirà e cercherà di inghiottirla, e se il suo accompagnatore non interviene in tempo, partirà un timer. Se il nostro eroe di turno non riuscirà a recuperare la eburnea biondina entro il tempo limite, ne conseguirà un inevitabile “game over” con conseguente ripartenza dall’ultimo salvataggio. Ogni personaggio ha un particolare potere: Bianconiglio può controllare il tempo, il Cappellaio può girare il mondo di 180 gradi, il Brucaliffo può capovolgere il mondo e infine lo Stregatto può far scomparire e apparire oggetti sulla mappa. Questi poteri saranno indispensabili per risolvere i vari enigmi presenti nel gioco. Ad esempio, se un albero ci blocca la strada, basta fare appello al nostro prode roditore, che con un colpo di orologio lo farà regredire fino a farlo tornare un seme. Se inizialmente la soluzione è piuttosto facile da individuare, col proseguire del gioco la faccenda diventa più complicata e saremo chiamati a ragionare meglio sui mezzi a disposizione. Ovviamente sono presenti anche i nemici, e qui i più interessanti sono i Cavalieri Rossi: colpendoli ripetutamente si può distruggere la loro armatura, per poi soffiare nel microfono e farli quindi volare via. I ragazzi di Etranges Libellules quindi hanno cercato di sfruttare le potenzialità hardware della console portatile Nintendo, ponendo lo stilo e il touch screen come mezzi per il controllo delle azioni, il microfono come arma e il secondo schermo come spazio per mappa e menu. A disposizione del giocatore sono 3 cuori di vita e una barra di energia per le abilità speciali, sempre facilmente ricaricabili attraverso gli oggetti che cadono una volta colpiti i numerosi cespugli che si trovano nel Paese delle Meraviglie. I combattimenti hanno un pizzico di varietà in più nel dover adottare approcci diversi a seconda dei nemici, ad esempio rotolando dietro ad alcuni nemici per aggirare le loro difese e poterli colpire. Lo schema di base però rimane lo stesso e, considerando che con l’avanzare nel gioco i combattimenti si allungano in durata, questo elemento può risultare leggermente ripetitivo. Un piccolo difetto comunque, che non mina la piacevole esperienza di gioco.

Puzzle world

Come accennato in precedenza, il touch screen è dedicato all’azione vera e propria, mentre lo schermo superiore presenta la mappa e i menu di gioco. Toccando l’icona apposita sul touch screen, si possono invertire i due schermi, portando i menu sotto il nostro controllo. Qui possiamo accedere alla schermata di aiuto, a quella degli obiettivi e soprattutto a quella della “mappa del mondo”. Non si tratta però della classica mappa predefinita, ma è il giocatore a costruirla come un puzzle, partendo dai pezzi raccolti durante l’avventura. Questo porta ad una flessibilità estrema, in quanto con il giusto incastro si può modificare il mondo e i percorsi in un attimo, dicendo così addio al tedioso backtracking necessario per raggiungere i luoghi diventati accessibili una volta sbloccata l’abilità giusta. L’unico vincolo è ovviamente dato dalla forma degli incastri e dei pezzi del puzzle, che possono avere quattro forme (cuori, quadri, fiori e picche, come i semi delle carte da gioco) e che una volta collegati attivano la corrispondente porta. Tutto sommato comunque, il mondo “costruibile” è un ottimo spunto che mantiene il gioco divertente e riduce il rischio monotonia.


Una meraviglia di paese

Sul comparto tecnico, i francesi Etranges Libellules hanno dato vita ad un prodotto di assoluto spessore. Tutto il mondo è presentato in un cel-shading di ottimo livello, perfettamente coerente con il tono del gioco, con come già detto dei richiami allo stile “dark” delle produzioni di Tim Burton. Le animazioni dei personaggi sono di buon livello e il gioco scorre visivamente fluido sotto ogni aspetto, presentando anche degli effetti grafici di ottimo livello. Il look è semplice, ma estremamente curato sotto ogni aspetto. Per quanto riguarda l’audio, ci troviamo di fronte a musiche non eccelse ma comunque gradevoli, che ben contribuiscono a ricreare l’atmosfera del gioco. I dialoghi audio sono assenti, la comunicazione tra i personaggi è tutta condotta attraverso il testo. Sono presenti solo alcuni effetti sonori prodotti dai personaggi che comunque si incastrano bene all’interno del mondo di gioco.

Attraverso i due schermi

Concludendo, siamo di fronte ad un tie-in più che riuscito. La sua forza, forse sta proprio nel suo distaccarsi dall’opera madre (a differenza della versione Wii) e nel rivisitare le ambientazioni, i personaggi e i temi in un modo tutto proprio. I francesi di Etranges Libellules hanno preso dal film, il quale è chiaramente l’ispirazione principale, i personaggi e l’atmosfera e l’hanno tradotto in un esperimento videoludico davvero interessante. I maggiori punti di forza del gioco sono dati dalla varietà portata dalla presenza di ben quattro personaggi giocabili e di un mondo costruibile e dal coinvolgimento dato dalla necessità da parte del giocatore di ragionare sugli enigmi e di proteggere sempre la piccola Alice. Non consideratelo un gioco per bambini solo dal titolo e dalla copertina, perché dietro c’è veramente molto di più. Assolutamente da provare almeno una volta, per vedere come da un qualcosa di estremamente conosciuto si possa creare un qualcosa di innovativo.

CI PIACE

Quattro personaggi controllabili
Mondo costruibile
Stile grafico particolare e “burtoniano”

NON CI PIACE

Combattimenti alla lunga ripetitivi

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