Warhammer 40K. Dawn of War Chaos Rising

Warhammer 40.000 Dawn of War II era approdato sugli scaffali un anno fa, autentico seguito del lontano Dawn of War, strategico in tempo reale che ha posto nuovi standard qualitativi al genere. A quasi un anno esatto di distanza dal titolo principale, arriva la sua prima espansione intitolata Chaos Rising. L’eterna lotta tra l’Umanità e i suoi nemici si arricchisce di una nuova, oscura, forza distruttrice: la Legione del Chaos.

“E’ meglio morire per l’Imperatore per vivere per sé stessi”

Ambientato nel fantastico e gotico universo narrativo creato da Games Workshop per un gioco da tavolo dalle forti tinte strategiche, Dawn of War II (come i suoi predecessori appartenenti al brand “Dawn of War”) narra soprattutto le vicende dei leggendari Space Marine dell’Impero dell’Uomo. Questi sono dei soldati creati con un unico scopo: difendere l’Impero, cioè una enorme fetta di galassia, abitata da miliardi di esseri umani, dalla minaccia dell’eresia, del tradimento e degli alieni. Gli Space Marine si dividono in capitoli, proprio come erano soliti fare gli ordini cavallereschi di medievale memoria. Ciascun capitolo adora l’Imperatore-Dio a suo modo, ma tutti devono concorrere alla strenua difesa di quello che appartiene all’Uomo. Il giocatore è posto al comando dei Corvi Sanguinari, un capitolo relativamente giovane eppure molto attivo. In Dawn of War II bisognava vedersela con Orki e Eldar e specialmente con gli spaventosi Tiranidi (spregevoli esseri alieni che, come locuste, consumano ogni stilla di energia planetaria). In Chaos Rising i padroni della scena saranno gli Space Marine del Chaos. Essi sono una folta schiera di ex-servitori dell’Impero, caduti in disgrazia e corrotti dalle letali e sanguinarie forze del Chaos, che irretiscono i più deboli e i più sensibili fino a trasformali in creature senz’anima, senza pietà e con un solo desiderio: annientare tutto ciò che riguarda l’Imperatore e l’Impero dell’Uomo.
Il gioco esordisce con una scena filmata in cui il Maestro Capitolare, Gabriel Angelos (i veterani della serie Dawn of War lo ricorderanno con affetto, ndr) spiega che il pianeta Aurelia, un tempo patria dei Corvi Sanguinari, era considerato disperso, perché vittima di una tempesta warp che lo aveva cancellato dalla mappa galattica. Adesso sembra che il pianeta sia tornato dalla tempesta ma profondamente corrotto: le verdi terre e i ruscelli che lo distinguevano sono stati rimpiazzati da lande ghiacciate e da un clima inospitale. L’attenzione dei Corvi Sanguinari non sarebbe stata catturata da questo misterioso pianeta, se non fosse stato per la ricezione di un messaggio di aiuto proveniente dallo stesso pianeta, da una delle indimenticate roccaforti dei Corvi Sanguinari. Il grande mistero, da cui proprio i Corvi Sanguinari sono affascinati oltremodo, è abbastanza per fare tutti i preparativi e per lanciarsi in questa nuova avventura.

Come prima più di prima?

Dawn of War II si è distinto dalla massa di strategici in tempo reale classici per due novità di assoluto rilievo. La prima riguarda la gestione delle unità: in altre parole è stato abbandonato il concetto di “guerra campale” – che giochi come Empire Total War simulano egregiamente – a favore di poche unità fortemente caratterizzate e altamente specializzate nei propri compiti. Vi è la squadra di infiltrazione e sabotaggio degli esploratori; la squadra dei fanti, che funge da prima linea e spina dorsale della compagnia; la squadra di devastatori, dotata di armi pesanti per flagellare la fanteria nemica o demolire i carri avversari; gli assaltatori dotati di jet-pack, o zaini con propulsione, capaci di atterrare nel cuore dell’esercito nemico e di seminare morte passando tutti a fil di spada. La seconda, principale, novità portata da Dawn of War II è stata l’introduzione dei punti esperienza che garantiscono un esponenziale attaccamento affettivo/emotivo alle squadre sotto il nostro controllo e una gestione del tutto simile a quella che siamo abituati a notare in un videogioco di ruolo. Man mano che l’esperienza aumenta, infatti, possiamo spendere dei punti abilità in diversi attributi. Questi garantiscono maggiore efficienza da un lato e debolezze dall’altro: un rapido esempio è quello di preferire lo sviluppo di capacità balistiche invece che della capacità di combattare con l’arma bianca. Questo condiziona in maniera non indifferente l’approccio e la tattica da adottare in ogni missione. In Chaos Rising, questa formula vincente è stata mantenuta e sono state introdotte solo novità marginali che servono a migliorare ulteriormente l’esperienza di gioco, senza snaturarla. Scopriamo insieme di cosa si tratta

Gli ideali Purezza e Corruzione tormentano i servi dell’Imperatore

La novità che più balza agli occhi dei veterani della serie è la presenza di un nuovo indice, che corrisponde ad una condotta votata al bene dell’Impero oppure caratterizzata dall’egoistica corruzione del Chaos. La questione su quale sia la più conveniente da prendere è sempre lasciata al giocatore, ma le ripercussioni sono decisamente molto marcate. Scegliere il sentiero del “lato oscuro” garantisce il possesso di armamenti molto potenti e, in generale, di molto potere distruttivo, ma questo comporta ovviamente un sensibile aumento della difficoltà. Le sofferte decisioni da prendere per il bene di tutti, di contro, non ci daranno un vantaggio immediato, ma dilazionato durante tutta la campagna. La corruzione, in Chaos Rising, non dipende soltanto dalle scelte fatte sul campo di battaglia: indossare potenti artefatti corrotti macchia indelebilmente l’anima di chi li sfrutta. Trascurare i sergenti che riteniamo meno capaci li farà cadere nello sconforto e nella frustrazione, con il solo risultato di avere, al nostro comando, alcuni fedelissimi e altri insubordinati. Altra piccola novità degna di nota è la presenza di nuovi talenti a disposizione delle nostre squadre operative. Spesso questi talenti vanno a soppiantare quelli già esistenti ma non faranno mai rimpiangere la forzata sostituzione.

Il ritorno di Eliphas e l’avvento di Jonas

L’antagonista per antonomasia, in questa ricca espansione di Dawn of War II, si chiama Eliphas the Inheritor, una vecchia conoscenza che abbiamo avuto modo di conoscere nella seconda espansione di Dawn of War: Dark Crusade. Ad esso si contrappone la presenza, tra i Corvi Sanguinari, di un nuovo eroe che affiancherà il nostro alter-ego, il Comandande sul campo, e i già noti Cyrus, Thaddeus, Tarkus e Avitus (sono i capo-squadra di tutte le unità che rispondono ai nostri ordini, ndr). Il nuovo eroe si chiama “Jonah the Librarian”, un temibile Bibliotecario che aiuterà i Corvi Sanguinari a farsi largo tra i subdoli tentacoli delle forze oscure. I Bibliotecari non sono dei veri e propri soldati, ma quanto di più vicino possa essere uno stregone. Sono degli esseri umani dalle inusuali capacità psioniche, vengono sottoposti a dolorosi addestramenti per riuscire a canalizzare misteriosi e potenti flussi di energia mentale e usarli contro i nemici dell’Impero. Jonah, quindi, analogamente al Comandante sul campo, sarà un’unità molto potente e capace di tener testa, da solo, a molti nemici. Si rivela molto utile, come ogni “stregone” che si rispetti, se lo si allontana dalla prima linea e gli si comanda di potenziare le altre unità, che godranno di potenti benefici e ulteriori bonus in combattimento.

Conclusioni

Sul fronte tecnico non vi sono novità di rilievo da segnalare: il gioco si basa sullo stesso motore grafico di Dawn of War II e, per coloro che non lo sapessero, pur essendo un motore grafico ormai vecchio di un anno, è semplicemente quanto di meglio ci si possa aspettare per un gioco del genere. I requisiti di sistema, di conseguenza, non sono molto elevati e chi ha la fortuna di aver aggiornato il sistema in tempi recenti godrà delle più belle armature, delle migliori esplosioni e della migliore fisica che si possa desiderare in un gioco di strategia. Chaos Rising giunge a colmare un vuoto di cui tutti gli appassionati della serie Dawn of War si erano tristemente accorti: la mancanza degli Space Marine del Chaos in Dawn of War II. Relic prova a rimediare con un’espansione che non ha bisogno del gioco originale per funzionare, e che offre circa dieci ore di tempo per completare la Campagna in giocatore singolo. Tuttavia, proprio per il fatto di essere un’espansione dedicata ai “fedelissimi” e non un gioco a sé, molti non riusciranno ad apprezzarlo. Sebbene gli avvenimenti di Dawn of War II siano brillantemente riassunti all’inizio, l’espansione si inserisce là dove il gioco precedente termina, i protagonisti sono “già vissuti” e tutto sembra creato per allietare più gli appassionati della serie che i nuovi, potenziali, giocatori. Il nostro consiglio, se siete appassionati di strategici in tempo reale, è quello di procurarvi una copia di Dawn of War II. Potrete così arricchire l’esperienza narrativa e bellica con questa espansione carica di novità e approfondimenti su un sistema di gioco rodato e apprezzato.

CI PIACE

Sono tornati gli Space Marine del Chaos!
Meccaniche di gioco approfondite
Graficamente non teme rivali

NON CI PIACE

Realizzato SOLO per gli appassionati
Difficoltà leggermente tarata verso il basso
Gli elementi Gdr non sono apprezzati da tutti

8Cyberludus.com
Articolo precedenteMass Effect 3 è già in sviluppo
Prossimo articoloAnnunciata una nuova esclusiva Xbox 360
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.