Singularity

Realizzare un Fps che possa distinguersi dalla massa è diventato un compito tanto difficile quanto delicato. Risulta lampante, insomma, che gli Fps siano in piena crisi, del tutto saturi e incapaci di offrire quegli sprazzi di genialità che tanto ci fecero innamorare di pietre miliari del calibro di Doom, Half Life e Halo. Di recente, però, sembra che le idee abbiano imboccato nuovamente il sentiero giusto, una strada che, evidentemente, tende vorticosamente ad Est, precisamente in Russia. Forse, proprio l’atipica ambientazione siberiana può essere vista come punto di svolta per questo (in)sperato cambiamento, a dimostrazione che insistere su un dato scenario bellico legato ad un preciso sfondo storico produce, spesso, effetti negativi. Ne sono un esempio tutti i cloni di Call of Duty che hanno letteralmente invaso questa generazione videoludica speculando sul successo di un solo brand, accontentandosi delle briciole e senza alcun interesse nel proporre meccaniche originali e innovative. Perché, dunque, cercare di imitare colossi storici come Call of Duty o Battlefield, quando basterebbe aguzzare l’ingegno per realizzare una valida alternativa? E a tal proposito, a far compagnia a 4A Games, casa artefice delle interessanti vicende di Metro 2033, interviene Raven, già protagonista con il discreto Wolverine: Le Origini, da tempo a lavoro su un altro ambizioso progetto: Singularity.

Time is your weapon

Singularity, che al primo sguardo si presenta come un titolo dalla profonda matrice fantascientifica, farà espressamente leva sulla concezione del tempo, inteso come sequenza ripercorribile di eventi. A differenza del bistrattato Timeshift, qui la componente spazio-tempo assumerà un ruolo di prim’ordine, molto più consistente dal punto di vista delle meccaniche. Il titolo Raven ci catapulterà su una piccola isola russa nei panni del soldato Nate, un veterano della Air Force incaricato di sorvolare l’isola a bordo di un aereo, con lo scopo di fornire più informazioni possibili circa strani esperimenti compiuti dai russi nei pressi delle coste sovietiche. A capo di questi esperimenti vi è una società segreta la quale, dopo la scoperta del cosiddetto Elemento 99, ha deciso di sfruttare le potenzialità di questo materiale per fini esclusivamente militari. Questi esperimenti, tuttavia, hanno dato origine ad una vera e propria disfunzione spazio-temporale, capace di riesumare dal passato eventi, cose e persone anche a distanza di decenni dalla loro esistenza. A provare con mano tale esperienza sarà proprio Nate che, a seguito di un avaria nel corso della perlustrazione, precipita sull’isola sopravvivendo miracolosamente allo schianto. Grazie ad un particolare accessorio ritrovato proprio sull’isola poco dopo l’incidente, Nate si accorgerà di essere in grado di manipolare, nel senso stretto del termine, il tempo. Dal punto di vista narrativo, dunque, Singularity offre spunti davvero interessanti oltre che ricchi di potenziale; a detta degli stessi sviluppatori, infatti, il gioco si articolerà in un intreccio ricco di particolari e capace di stimolare sempre più il giocatore al compimento dell’avventura. Ma a beneficiare di questa particolare trama sarà soprattutto il gameplay. Per quanto la componente action accomuni Singularity (almeno in apparenza) a tanti altri esponenti del genere Fps, tra cui lo stesso Timeshift, il gioco sarà dotato di un gameplay piuttosto variegato. La possibilità di controllare il tempo, infatti, ci permetterà senz’altro di “scegliere” quel modus operandi che più si addice al nostro stile di gioco; ad un approccio da classico sparatutto in prima persona, ne affiancheremo altri del tutto complementari, dallo stealth al frenetico. Nel corso di una dimostrazione di gioco ci è stato mostrato, nello specifico, come meglio sfruttare la manipolazione del tempo: durante uno scontro a fuoco, per esempio, saremo in grado di disgregare i ripari dietro ai quali si nasconde un nemico, grazie alla possibilità di concentrare la manipolazione spazio-temporale verso i “singoli” oggetti dello scenario, a tal punto da influenzarne l’esistenza. Otterremo un effetto simile anche contro i singoli nemici, dei quali invece provocheremo una morte semi-istantanea per invecchiamento precoce, seguito da un suggestivo effetto visivo che mostra i corpi trasformarsi in cenere. Potremo invece sfruttare in modo molto più pratico il manipolatore del tempo, servendoci di una bolla temporale che, se scagliata contro i nemici, ne provocherà la parziale paralisi; oppure, ci sarà data la possibilità di contrattaccare il nemico usufruendo del loro stesso armamento, come controllare un razzo sparato da un bazooka, una granata nemica e così via.

Tuttavia, controllare il tempo non comporta notevoli vantaggi solo sul fronte action, ma consentirà a Nate di “recuperare” oggetti dal passato, atti a fornire la soluzione di enigmi o informazioni utili alla comprensione della trama. Di fronte ad una porta elettrica bloccata, potremo servirci dell’artefatto manipolatore e “prelevare” dal passato la “chiave” giusta per sbloccarla e perlustrare un’area altrimenti inaccessibile. Come? Semplice. Il gioco scinderà gli elementi del gioco appartenenti al presente da quelli del passato, dando così vita ad una completa fusione degli strati temporali, identificati da una particolare aura, generata in realtà dal misterioso Elemento 99; è come se ogni corpo continui a lasciare una traccia indelebile di sé nel tempo, risultando addirittura visibile e “riproducibile” se dotati del marchingegno di cui Nate è in possesso, la Chrono-Light, anche se quell’oggetto è stato distrutto sessant’anni prima. Non è un caso se la storia di Singularity spazierà tra gli eventi del presente e quelli del 1950, anno in cui iniziarono gli esperimenti sull’isola, mostrandoci così l’origine di questa disfunzione temporale e gli incidenti che la causarono. Da questo punto di vista, gli sviluppatori si son guardati bene dal fornire troppe informazioni ma assicurano che il prodotto finale vanterà un gameplay decisamente versatile e celante ancora numerose sorprese.

L’Arte del Tempo

Per quanto concerne l’aspetto tecnico, Singularity sembra sfoggiare un Unreal Engine in ottima forma, in linea con altre produzioni di qualità aventi lo stesso motore, Bioshock in primis. La somiglianza “estetica” con il capolavoro 2K Boston, peraltro, si può in parte intravedere nella resa delle ambientazioni e, in generale, delle atmosfere tipiche della fredda Russia; ricreare con cura e rendere credibili le continue digressioni temporali alle quali saremo sottoposti nel corso della storia è tra gli obiettivi primari degli sviluppatori, consci che un buon comparto visivo debba anche essere versatile e funzionale ad ogni circostanza. Accompagnato, naturalmente, da un sonoro all’altezza e capace di gestire adeguatamente il ritmo di gioco.

Conclusioni

Con Singularity, Raven è consapevole di rischiare e lo fa proponendo un Fps che, finalmente, si preannuncia interessante e potenzialmente innovativo. La fusione delle meccaniche tipiche del genere con quelle offerte da Singularity, potranno dar vita ad un gameplay solido e versatile: la manipolazione “totale” del tempo, i viaggi spazio-temporali e una trama curata nei minimi particolari, rendono il titolo Raven tra i più attesi del 2010.

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Redazione
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