Ace Attorney Investigations: Miles Edgeworth

La serie Ace Attorney di Capcom ha sempre goduto di grande attenzione da parte dei fan. Le complicate storie e gli affascinanti casi fin ora trattati nei capitoli precedenti, hanno davvero ridisegnato il filone delle avventure grafiche, immettendo nel mercato videoludico una materia attraente ma difficile da trattare: ci riferiamo alla materia processuale. Ebbene si, Ace Attorney è, di fatto, un simulatore di processi, ma ovviamente riesce a divertire chiunque per la sua atmosfera spensierata, allegra e a tratti comica. Fino a questo momento avevamo impersonato Phoenix Wright, brillante e giovane avvocato un po’ maldestro ma davvero tenace. In quest’ultimo episodio, invece, saremo nelle vesti di Miles Edgeworth , rivale storico sin dai primi casi. Purtroppo, diciamo subito, il titolo non gode di una localizzazione italiana. Le scarse vendite in Europa hanno portato il team di sviluppo ad una scelta poco felice. Così, quanti avessero intenzione di prendere le parti dell’accusa, devono essere avvertiti delle complessità linguistiche: chi non conoscesse bene l’inglese si troverà spesso in difficoltà, poiché il titolo richiede molta attenzione ad ogni singola parola, dietro la quale potrebbe nascondersi una prova fondamentale per il processo in corso. Fatto questo dovuto avviso, andiamo un po’ a parlare delle meccaniche di gioco.


Obbbbbbiezione vostro onore!

Quest’ultimo Ace Attorney svecchia la serie con alcuni elementi di novità freschi e originali. Già il fatto di prendere i panni dell’accusa rovescia completamente l’impostazione di gioco, anche se i casi da risolvere rimangono molto intricati come in passato. Inoltre, la classica visuale di azione a schermate fisse è stata del tutto sostituita con un’impostazione in terza persona. Adesso avremo la possibilità di girare più liberamente sulla scena del crimine e nei suoi dintorni. Saranno queste le location principali in cui si svolgerà l’azione di gioco, mentre in passato era il tribunale a fungere da ambientazione storica e insostituibile. A parte il cambio di inquadratura e la spiccata propensione investigativa, le basi del gioco rimangono immutate. Si tratta di recuperare prove a seguito di un’attenta analisi della scena del crimine, o di zone limitrofe. Gli indizi verranno accumulati in un database richiamabile in qualsiasi momento come il vecchio registro processuale e idoneo, ancora una volta, a confutare testimonianze e a smentire i fatti. Le contraddizioni, da sempre elemento imprescindibile della serie, trovano certamente spazio anche in quest’ultimo episodio. Oltre a confutare le affermazioni di persone con cui verremo spesso a contatto, avremo anche la possibilità di interagire con l’ambiente circostante, evidenziando scorci di luoghi non in perfetta sintonia con le prove da noi raccolte. L’intuito e la deduzione farà da padrona durante ogni indagine preliminare. Del tutto nuovo, invece, è il sistema “Logica”, nel quale dovremo accoppiare fatti, questioni ed eventuali dubbi. Riuscendo ad associare giustamente questi elementi, guadagneremo una nuova deduzione che andrà a formare il nostro database di prove. Conclusa la fase introduttiva, si avvierà quella delle testimonianze. In questo caso, le somiglianze con i predecessori sono davvero notevoli. Avremo a disposizione una barra energia che andrà a rappresentare la credibilità del nostro procuratore. Una volta esaurita, il gioco scadrà verso un inesorabile game over. Le testimonianze, con tanto di interrogatori e contro interrogatori, avranno luogo con le stesse meccaniche passate, anche se, come anticipato poc’anzi, non avverranno più in tribunale.


Una trama ben costruita

Uno dei meriti principali della serie Capcom, è quello di aver saputo sempre costruire storie avvincenti, originali e davvero spettacolari. Senza fare spoiler sui crimini che andremo a svelare nel corso dell’avventura, basti qui evidenziare che ogni caso sarà legato ad una storia principale, che andrà pian piano a costruirsi. Un plot narrativo davvero avvincente e dosato: ogni storia e ogni caso avrà un peso e un significato davvero particolare all’interno di un puzzle ben più grande. Da questo punto di vista, l’impianto narrativo fa addirittura passi avanti, e non verremo mai a contatto con lunghi dialoghi inutili e superflui. Tutto, in questa storia, ha un senso e, quale questo sia, verrà svelato prova dopo prova, indizio dopo indizio. I personaggi principali vengono caratterizzati al massimo, così sia Miles che il nuovo antagonista Shi-Long Lang risultano di pregevole fattura, tanto da non far rimpiangere i vecchi protagonisti del passato. A proposito di questi, vi è poi da ricordare la presenza di alcuni comprimari storici della serie, come il detective Dick Gumshoe. Purtroppo, il design dei personaggi scade quando si tratta dei non protagonisti, così che anche la compagna di Miles, tale Kay Faraday,non riesce a reggere il paragone con la divertente Maya. Le atmosfere sono più rigide che in passato, il nuovo protagonista ha un carattere decisamente più forte, così che i toni del gioco risultano più pesanti e meno scherzosi.

La difficoltà generale del titolo è stata ridotta, probabilmente per cercare di abbracciare un pubblico più vasto. Questo, però, snatura un po’ la serie, che in passato era stata in grado di offrire al giocatore spunti davvero interessanti: adesso, invece, le prove sono facilmente individuabili e difficilmente capiterà di restare bloccati nei vari enigmi. Inoltre, non è più possibile gestire i profili dei personaggi come prove presentabili, elemento questo, che riduce sensibilmente il ventaglio di azioni da compire.

La scena del crimine

A differenza dei predecessori, questo Mile Investigation riduce anche l’area su cui investigare. Precedentemente era possibile spostarsi da un locale ad un altro; in quest’ultimo episodio, invece, avremo soltanto poche stanze su cui volgere l’attenzione. Questo, va a conferma della diminuzione della difficoltà di gioco prima descritta. A dispetto di ciò, però, il reparto tecnico è più fresco e i fondali sono attraenti. Funzionano insomma. Così come funzionano le musiche di sottofondo che mixano vecchi motivetti a nuovi e apprezzabili sottofondi.

Conclusioni

Ace Attorney Miles Investigation riesce, seppur con intensità minore, ad incuriosire il giocatore con colpi di scena e con una storia ben architettata. Purtroppo non possiamo fare a meno di notare ancora una volta la mancata localizzazione italiana, sperando vivamente di poterlo apprezzare nella nostra lingua in un prossimo futuro. Un titolo godibile che cerca di imprimere nuova linfa vitale ad un brand ormai statico da parecchio tempo. Esperimento riuscito… solo a metà.

CI PIACE

Elementi di novità
Trama avvincente

NON CI PIACE

Non localizzato in italiano
Piuttosto facile
Meno profondo dei predecessori

7.5Cyberludus.com
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