Final Fantasy XIII

E’ stata una lunga attesa per i giocatori di tutto il mondo, e per fortuna dei giocatori giapponesi, il loro conto alla rovescia si è fermato a dicembre. Tutti noi a occidente, invece, attendiamo il prossimo lavoro con di aria sognante, colma di incredulità e fantasia, mista a un pizzico di diffidenza, visto le introduzioni (e soprattutto le mancanze) rispetto agli altri capitolo che, siamo certi, faranno storcere più di un naso. Nel bene e nel male, tutti gli occhi sono su Final Fantasy XIII , specialmente ora che il 9 marzo inizia a essere vicino…

Cosa c’è e cosa manca?

 Come anticipato, gli sguardi che stanno incrociando il nuovo titolo Square sono molto diversi. Da un lato la curiosità per il nuovo sistema di combattimento , che sostituirà l’ibrido e incompiuto esperimento visto in Final Fantasy XII, dall’altro una linea generale e diffusa di semplificazione. Questo sicuramente spaventerà, e non poco, gli utenti affezionati della saga mentre, d’altro canto, non può far altro che incoraggiare nuovi utenti al prodotto. Per quanto riguarda la trama, ci troviamo di fronte a un intreccio e caratterizzazione dei personaggi di ottima qualità, per questo motivo tralasciamo ogni possibile anticipazione o spoiler.

Active Time Battle System

 Che Final Fantasy XII abbia lasciato sconcertati in fase di combattimento, è cosa risaputa e appurata. Il tentativo di rendere le battaglie sia action che a turni, che ricordava in parte alcuni MMORPG, è naufragato nel mare della confusione, danneggiando notevolmente l’esperienza complessiva dell’ultimo capitolo PS2. In questo capitolo si è deciso di intraprendere una strada totalmente diversa, decidendo di tornare a un sistema a turni con alcune sfumature tutt’altro che tradizionali. Il tutto si baserà sulla barra del tempo , e mentre si caricherà dovremo scegliere quali azioni e combo compiere, annullabili tramite la pressione del tasto triangolo nel Sixaxis PS3, nella demo distribuita con il Blu Ray di Advent Children. Su Xbox 360 dovremo presumibilmente premere il tasto Y. La prima cosa che noteremo sarà che solo il leader del party sarà controllabile, mentre gli altri membri saranno gestiti dalla CPU. A prima vista straniante, la scelta in realtà sembra essere stata fatta in modo equilibrato in quanto potremo comunque impartire delle linee guida comportamentali. I tre compiti saranno Blaster , per le magie d’attacco, Enhancer , per potenziare e assistire i compagni e Attacker per ingaggiare lo scontro fisico contro i nemici. Per quanto concerne la crescita dei personaggi, il modello d’ispirazione ricalca in modo palese la Sferografia di Final Fantasy X, in altre parole sceglieremo quale aspetto far crescere grazie all’esperienza accumulata. Tirando le somme, questo nuovo approccio risulta particolarmente spettacolare e adrenalinico, rendendo il tutto frenetico ma permettendo ancora le scelte strategiche amate dai fan della saga.

E l’esplorazione svanì

 Più che tagli, qualcuno le potrebbe davvero chiamare mutilazioni e probabilmente non avrebbe tutti i torti. Che i GDR occidentali concedano più all’esplorazione rispetto a quelli del Sol Levante è cosa risaputa, ma nella serie di Final Fantasy l’elemento esplorativo è stato sempre presente. Nonostante una linearità di fondo piuttosto marcata, tipica del meccanismo giapponese, i momenti di esplorazione delle città e dei negozi sono sempre stati utili per spezzare il ritmo e aumentare la varietà di situazione. In questo nuovo capitolo, questa grande tradizione svanisce, e con lei anche le città e la world-map . Anche i negozi sono scomparsi, e la possibilità di acquistare oggetti sarà data esclusivamente dai terminali di salvataggio. Un’altro taglio è dato dall’ assenza dei cosiddetti NPC , ovvero personaggi non giocanti, che solitamente nelle storie avevano poco meno di un ruolo di contorno. Questa drastica scelta di design, funzionale dall’ambientazione e al mondo della storia, rende il gioco sostanzialmente un muoversi punto a punto, praticamente annullando ogni possibile via traversa o libertà di scelta. Saranno comunque disponibili delle sub quest, ma in misura ridotta rispetto al passato, e presenteranno scontri con boss secondari o la ricerca di alcuni tesori. La linearità esplorativa, così come il nuovo sistema di combattimento, vanno viste nell’ottica della semplificazione e immediatezza cercata da Square Enix. Inevitabilmente molti fan non apprezzeranno questo cambio di rotta ma è pur vero che, dopo circa un ventennio, è finalmente giunto il momento di almeno provare a cambiare qualcosa in una struttura sì collaudata ma anche arrugginita dai troppi anni.

Aspetto visivo e aspettative di longevità

 Inutile girarci intorno, sin dalla folgorante presentazione all’E3 2006 l e aspettative grafiche di Final Fantasy XIII sono state altissime, comparabili solo alle attenzioni ricevute di Killzone 2 . Da quella presentazione di quattro anni fa molto è cambiato, il progetto è diventato multiformato e il White Engine, motore proprietario che lo anima, si è adattato ed è maturato. La qualità grafica è sbalorditiva, probabilmente non si vedrà niente di superiore per un’operazione multiformato (per quanto lo sviluppo per anni sia andato avanti su una sola piattaforma). Il character design si attesta su livelli altissimi, offrendo caratterizzazione riuscite e che favoriscono l’attaccamento affettivo del giocatore sin da subito. Le ambientazioni, fantasiose e ben strutturate, danno un’aria fresca e ispirata, così come tutto il resto che si vede su schermo. Insomma, Final Fantasy XIII promette scintille dal piano grafico, unendo una conduzione artistica di prim’ordine a un realizzazione tecnica che può diventare il paragone per molte produzioni successive. Sul lato sonoro non troviamo il celebre compositore delle saga, Nubou Uematsu , ma Masashi Hamauzu, che aveva composto la colonna sonora di Final Fantasy X. Il main theme originale, cantato da Sugawara Sayuri, intitolato Kimi Ga Iru Kara, è stato sostituito nelle versioni occidentali da My Hands, di Leona Lewis. Questa scelta risulta quantomeno inspiegabile, soprattutto considerando che il tema scelto non ha niente a che vedere né con l’originale né con l’atmosfera di Final Fantasy, dando l’impressione di un’operazione raffazzonata. Dal punto di vista della longevità, l’avventura principale dovrebbe superare le 50 ore. Sarà da valutare l’incidenza, quantità e difficoltà, delle missione secondarie, che possono aumentare la durata complessiva.

Conclusione

 Un gioco che porta con sé moltissima attesa e moltissime aspettative. Molti elementi di rottura rispetto al passato, che con grande probabilità influiranno sulla critica (e sul pubblico) in modo diverso, portando il gioco a essere talora idolatrato e talora osteggiato. Bisognerà valutare in prima persona la bontà delle nuove scelte, sistema di controllo e semplificazione dell’esplorazione e la maggiore linearità, il risultato potrebbe piacere o non piacere ma la qualità è più che evidente. Il vero rischio per i fan, sarà di trovarsi di fronte a un bellissimo gioco che non sia Final Fantasy, o quantomeno non il Final Fantasy che conoscono ma, semplicemente, quello del futuro.

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