Dopo aver atteso per tanto tempo e aver appreso degli ottimi voti riservatigli dalla stampa internazionale, abbiamo finalmente avuto il piacere di mettere le mani su Bayonetta, hack n’ slash di prossima uscita made in SEGA. La caccia alle streghe è finalmente iniziata. Diamo uno sguardo al prodotto!

Da Dante a Bayonetta il passo è breve.

Bayonetta è, di fatto, l’erede naturale di Devil May Cry, da cui SEGA sembra voler attingere a piene mani. Lo stile e la struttura di gioco ricalcano molto da vicino quelli apprezzati in passato nella saga CAPCOM. Avviato il titolo, è una presentazione misteriosa formata da vecchie foto in bianco e nero ad accoglierci. Una voce fuori campo narra, poi, le vicende di gioco. Prima di tuffarci nella mischia, è bene affrontare il breve tutorial che inizia l’utente ai comandi principali. Il combat system apprezzato in questa versione di prova è davvero semplice, ma al tempo stesso completo e spettacolare. Solo due i pulsanti dedicati agli attacchi e un terzo per il salto e il doppio salto. La combinazione tra i due pulsanti attacco e l’aggiunta delle movenze dello stick analogico daranno vita a combo altamente cinematografiche e distruttive. Il numero di mosse finali a nostra disposizione dovrebbe davvero essere esaltante. Bayonetta, così, punta molto sugli eccessi. Assistere, dunque, a combattimenti fuori da ogni logica umana diverrà presto facile e ” all’ordine del giorno”. Sin dalle prime fasi ci accorgiamo di un c ombat system in grado di coinvolgere perfettamente il giocatore e di metterlo a proprio agio durante le lotte più sanguinose.

La telecamera semi automatica alle spalle del personaggio riesce a seguire bene l’azione, anche se qualche piccolo fastidio durante alcune battle boss potrebbe essere presenti. Alle volte, quando è il nemico a spostarsi velocemente, come ad esempio accade nell’ultimo boss presente nella demo PS3, si potrebbe perdere d’occhio l’avversario.

Fortunatamente, il tasto dorsale dedicato al lock del nemico evita questo genere di problema. Tra le combo più spietate abbiamo avuto la possibilità di assistere all’apoteosi. Questa, attivabile tramite la pressione contemporanea dei due tasti attacco (triangolo e cerchio), darà vita ad una sequenza animata di inaudita ferocia. Il costume della nostra eroina si trasformerà in un grosso drago nero, lasciando così la nostra strega svestita per i tre quarti del corpo. Un titolo che mira anche ad affascinare il giocatore grazie alle curve mozzafiato e al sex appeal della protagonista. Lasciando per un momento da parte l’aspetto fisico della nostra bella strega, occupiamoci del gameplay.

Tra le tante caratteristiche che giovano alla varietà notiamo con piacere la possibilità di impossessarci delle potenti armi dei nemici ed utilizzarle a nostro vantaggio. Questo è quanto succede con il primo boss, con il quale verremo a contatto. Una volta abbattuta l’enorme creatura, potremo impossessarci della sua mastodontica ascia. Quest’arma sottratta all’avversario non avrà, però, un utilizzo illimitato e verrà di fatto a usurarsi durante gli scontri. Tra le tecniche difensive migliori vi è poi la schivata. Questa non solo permette di evadere gli attacchi nemici ed evitare di subire danni ma, se usata col giusto tempismo, attiverà una sorta di bullet time in cui gli avversari rallenteranno la loro azione rendendosi, così, più scoperti ai nostri attacchi devastanti.

Il controllo è nulla senza potenza

Beh, il proverbio non dice proprio così ma le parole ben si adattano al prodotto in questione.

Il versante tecnico della versione dimostrativa PS3 non splende particolarmente. Dopo aver toccato con mano titoli tecnicamente impeccabili come il recente Uncharted 2, ci aspettavamo di più dal punto di vista strettamente grafico. Se pensiamo, però, che l’uscita europea dista ancora un mesetto scarso, abbiamo speranze di vedere un netto miglioramemento.

Non fosse altro che per le ammissioni da parte di Sony, intenzionata a colmare alcune lacune tecniche mettendo direttamente mano al prodotto con un team interno di SEGA.

La caratterizzazione dei personaggi risulta, invece, carismatica. L’eroina principale spruzza savoir-fare e sicurezza da tutti i pori, così come i nemici principali apparsi in questa breve prova su campo. Le ambientazioni dark gotiche viste in questo primo assaggio richiamano fortemente alcuni paesaggi di Devil May Cry e servono a rendere l’atmosfera misteriosa e sovrannaturale.

Le musiche dal forte sapore orientale alternano jingle epici durante le “passeggiate” per il livello a motivi incalzanti e aggressivi negli scontri più duri.