Quant’è difficile concepire una vera simulazione aerea? Bhe, molto, ma gli esempi di tentativi di portare “il volo” in casa nostra sono stati molteplici. Escludendo a priori le astrazioni tipiche degli anni ’80 e primi ’90, su tutte gli sparatutto a scorrimento verticale e orizzontale, fin troppo irreali e ludiche, si sono tentate molte strade. Con l’arrivo del 3D le cose sono cambiate, prima su PC con l’avvento di Microsoft Flight Simulator, già esistente dal 1982 ma che, grazie a Windows 95, maturò a livello grafico e arrivò anche a un discreto successo commerciale. In quegli anni su console si assiste, tra gli altri, al pionieristico PilotWings, che in realtà consisteva in voli con il deltaplano, su Nintendo 64, e il più immediato Ace Combat, su Playstation. Insomma, il brivido del volo comincia a farsi largo con forza, e tra i titoli più allettanti nei primi anni 2000 trovavamo IL-2 Sturmovik. L’interessante titolo riuscì a proporsi come una splendida “simulazione bellica”, che probabilmente non aveva eguali. Notevole anche dal punto di vista grafico, e facilmente accontentabile a livello hardware, la saga si creò un buon numero di affezionati. Uscirono anche alcuni seguiti, tra cui IL-2 Sturmovik 1946 che proponeva un ipotetico scontro alternativo con tecnologie aeree non ancora completate durante la seconda guerra mondiale. Oggi, a distanza di anni, il nome resta nel ricordo degli appassionati e l’approdo della serie su console HD è un evento di sicura curiosità.

IL-2 Sturmovik: Birds of Prey

Un piatto ricco

Il quantitativo di materiale messo a disposizione da Birds of Prey è veramente notevolissimo sin dal principio. Oltre alla cura storica degna di nota, con filmati d’epoca e introduzioni al contesto bellico, ormai standard per ogni progetto con serie velleità narrative, quello che stupisce il comune utente di console è l’impressionante mole di materiale da giocare. Oltre la tradizionale campagna in single player, il gioco metterà a disposizione missioni singole che andranno a formare intere, storiche battaglie. Potremo, infatti, rivivere le battaglia d’Inghilterra, di Stalingrado e di Berlino, l’invasione della Sicilia, l’offensiva delle Ardenne e la sacca di Korsun, con monte ore cospicuo da aggiungere alla già corposa modalità campagna. Insomma, davvero un numero enorme di ore da giocare che probabilmente non si erano mai viste su console per un titolo del genere. Al tutto va aggiunta una ben strutturata modalità online, fino a 16 giocatori, che allungherà, come se ce ne fosse realmente bisogno, la longevità del gioco.

IL-2 Sturmovik: Birds of Prey

Arcade o simulazione? O tutti e due?

Quando gli sviluppatori hanno iniziato a lavorare al progetto, probabilmente, saranno stati colti da un dubbio amletico, tipico per i giochi di questo genere. A differenza di un gioco per PC, dove gli appassionati (e i puristi) sono gli acquirenti affezionati, un titolo per console, in linea teorica, dovrebbe essere pronto a rivolgersi all’utenza più svariata. Questo avrebbe potuto comportare una semplificazione del gameplay, nel tentativo di aumentare l’interesse di novizi e utenti casual. I ragazzi di Gaijin Entertainment, non volendo snaturare il concept, hanno adottato una soluzione semplice ma allo stesso tempo efficacissima. Tre livelli di difficoltà, non limitati all’intelligenza artificiale dei nemici, ma estesi anche ai controlli (e gli aiuti) del nostro velivolo. I cambiamenti saranno tangibili sin da subito, e renderanno il controllo del mezzo molto più difficoltoso, costringendo il giocatore a “crescere” per poterlo maneggiare adeguatamente. Il livello iniziale, impostato su Arcade, è quello che probabilmente andrà bene per quasi tutti gli utenti. Anche su Arcade, infatti, il comportamento dell’aereo sarà realistico ma alcuni aiuti, tra cui le munizioni infinite, renderanno il nostro volo “più comodo”. Salendo di difficoltà, e quindi abituandosi a controlli mutuati, ci si accorge che la presenza di un pad ad hoc sia la soluzione migliore per poter solcare realisticamente i cieli di Birds of Prey. Ma, nel complesso, il pad reagisce più che bene alle sollecitazioni, diventando familiare dopo pochi minuti di tutorial, andando a soddisfare, così, la maggior parte dell’utenza. Del resto, chi è interessato alla simulazione dura e pura, comprerebbe in ogni caso una cloche per godere al meglio del livello di simulazione molto alto che IL-2 Stormovik propone.

IL-2 Sturmovik: Birds of Prey

Aspetto audiovisivo

Il titolo, anche dal punto di vista strettamente estetico, teme pochi rivali in ambito console. I modelli degli aerei risultano sostanzialmente perfetti, così come credibili sono i loro movimenti e le reazioni a livello fisico e gravitazionale. Davvero appagante anche notare come, una volta colpiti, i danni sul nostro velivolo siano visibilissimi. Infatti, non mancheranno ali perforate dai proiettili nemici, se useremo la spettacolare telecamera interna (obbligatoria in Simulazione), noteremo i vetri danneggiati e altri dettagli che impreziosiranno l’esperienza ludica. L’ambiente circostante, vastissimo a perdita d’occhio, è generalmente foto-realistico. Il terreno visto dall’alto è molto credibile, così come il mare (peraltro interattivo, sparando noteremo il classico effetto dei proiettili), anche le città e le case, persino a bassa quota, saranno più che apprezzabili. Qualche piccola altalena qualitativa si avverte nel passaggio a diverse ambientazioni, ma mai niente di fastidioso. Unico vero neo di una realizzazione grafica quasi sontuosa, alcuni rallentamenti, specie nelle arie con molto fumo che, anche se non influiranno mai realmente sulla qualità del gameplay, spezzano l’armonia estetica. Anche il sonoro si difende piuttosto bene, con musiche d’accompagnamento ben scelte e una ricerca ambientale dei suoni, dagli spari al rombo degli aerei, più che apprezzabile. Il doppiaggio italiano, seppur passabile, mostra una brutta abitudine italiana, quella della storpiatura degli accenti. E’ abbastanza irreale, oltre che anacronistico, ascoltare i nostri compagni con un forzato accento inglese prima, russo e americano poi, quasi come fossimo tutti in una commedia di basso profilo. Davvero peccato, lasciare l’audio originale con i sottotitoli avrebbe creato una maggior immersione e credibilità storica, in ogni caso un difetto trascurabile.

IL-2 Sturmovik: Birds of Prey

Varietà di gameplay e longevità

Nelle missioni che dimostrano una certa varietà, oltre ai consueti e adrenalinici scontri contro i caccia tedeschi, saremo chiamati ad abbattere caccia torpedinieri in mare o obiettivi sulla terra ferma, oppure a proteggere e scortare altri compagni. Escludendo le fasi di bombardamento, inizialmente un po’ frustranti, il resto delle operazioni sarà alla portata anche dei novizi, il tutto favorito anche da un’intelligenza artificiale dei compagni ben studiata (potremo impartire loro ordini tramite il tastierino direzionale). Va detto, anche se i più esperti lo intuiranno fin da subito, che la varietà di gioco messa a disposizione è si ottima, ma relativamente al genere. Del resto da un titolo che prevede una simulazione di guerra tra i cieli, non ci si può aspettare di trovare niente di fantascientifico, sarebbe come aspettarsi in un Call of Duty una caccia al tesoro o chissà che altro ludico divertissment. Tra gli incentivi alla rigiocabilità troviamo, oltre ai i livelli di difficoltà più alta, la possibilità di sbloccare moltissime informazioni sulla storia delle battaglie e, soprattutto, sugli aerei, sia Alleati che dell’Asse. Accedendo dal nostro profilo, andando nella sezione Hangar, potremo, infatti, ammirare da vicino i modelli 3D e leggere la dettagliata storia di ogni velivolo, dallo sviluppo al ritiro. Grazie a tutte queste piccole perle, il massiccio lavoro svolto da Gaijin Entertainment diventa una piccola grande perla, in un universo su console così ostico come quello delle simulazioni aeree.

 

Conclusioni

IL-2 Sturmovik: Birds of Prey è un titolo perfettamente riuscito. Divertente per i novizi e appagante per i puristi, bellissimo sia da guardare che da giocare, lungo e impegnativo, il prodotto distribuito da Halifax merita almeno un giro di prova. Il difficoltoso compromesso tra simulazione e arcade trova in questo titolo un nuovo punto di riferimento, riuscendo ad arrivare ad un livello quasi impensabile su console. Alla difficoltà più alta, comunque, è consigliabile l’acquisto di una periferica specifica infatti, nonostante l’ottimo lavoro svolto dal pad, in alcuni casi si sente la mancanza di maggior “sostanza”, soprattutto per la qualità raggiunta dalla simulazione.

Mikhail “Mik64″Vadalà

CI PIACE
  • Difficoltà ottimamente livellata
  • Graficamente ottimo
  • Longevità altissima
NON CI PIACE
  • Ancora più bello con un pad specifico
  • Qualche sporadico rallentamento
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