Nell’ambito dei picchiaduro, Tekken rappresenta, accanto a nomi del calibro di Street Fighter o dello stesso Soul Calibur (sempre di casa Namco), una delle saghe più storiche che han segnato il genere “arcade stick” a partire da metà anni Novanta in poi. Il titolo Namco, infatti, fece la sua prima comparsa più di quindici anni fa, conquistando fin da subito i cuori degli appassionati dei picchiaduro arcade che da allora, tra sale giochi prima e versioni casalinghe subito dopo, continuano a darsele di santa ragione. Ma adesso, a due anni di distanza “Bloodline Rebellion”, uscito sotto forma di cabinato, Tekken ritorna nelle nostre case nelle vesti di questo attesissimo sesto capitolo. Scopriamo dunque se Namco sia riuscita a riportare una ventata d’aria fresca alla sua serie per eccellenza e ad elevarla ai fasti di un tempo.

Tekken 6

Squadra che vince…

A volte si cambia. Contrariamente, la filosofia adottata da Namco in tutti questi anni è stata quella di mantenere il meno alterate possibile le meccaniche di gioco, col risultato di proporre ai giocatori un Tekken che col tempo è andato progressivamente invecchiando. La storia di Tekken 6 non offre nulla di nuovo alla saga, ma ripercorre sostanzialmente le vicissitudini personali di ciascun combattente, intrecciando spesso flashback ed eventi che risalgono addirittura al primissimo capitolo. Le differenze tra Tekken 6 e la sua controparte da cabinato “Bloodline Rebellion” sono pressoché inesistenti: se, da un lato, la cosa risulta alquanto positiva dal momento che questo sesto episodio può vantare uno dei rooster di personaggi più corposi dell’intera saga, ben quaranta in tutto, dall’altro ritroviamo le stesse identiche modalità, con l’unica variante di una campagna single-player alternativa. Uno dei maggior pregi di Tekken 6 va comunque attribuito alla scelta dei personaggi, i quali, oltre a costituire l’elemento più soggetto ad osservazioni nel caso dei picchiaduro, risultano ben differenziati tra loro e realizzati nei minimi dettagli, rendendo così i combattimenti altrettanto bilanciati e dagli esiti sempre imprevedibili. Non vi capiterà mai, infatti, di ritrovare nello stesso momento due personaggi del tutto simili per aspetto e stile di combattimento. A tal proposito, proprio quest’ultimo rappresenta il carattere distintivo di ciascun lottatore o lottatrice, il che significa che avrete la possibilità di testare sul campo quasi quaranta stili di combattimento, tanti quanti sono appunto i lottatori. Passando ad un’analisi più accurata delle modalità di gioco, Tekken 6 offre la classica story-mode che vedrà il giocatore impegnato nel superamento di un certo numero di stage contro altri combattenti, fino ad arrivare allo scontro finale con il boss; come da tradizione, al termine di ogni “avventura” verremo premiati con un filmato in computer grafica in pieno stile NAMCO, che ci narrerà man mano le vicende dei singoli personaggi. Tuttavia, un aspetto che ha lasciato un po’ perplessi noi di Cyberludus è la mancanza di un set di personaggi da sbloccare, così come avveniva nei vecchi episodi, che possa quantomeno incentivare i giocatori al completamento effettivo della modalità Storia, ridotta qui ad una mera forma di allenamento in vista delle sfide online ma che, invece, ha rappresentato per anni il nucleo centrale di Tekken.

Tekken 6

Gameplay e modalità

Parimenti, la story-mode evidenzia quanto di buono abbiano saputo realizzare gli sviluppatori per quanto concerne la giocabilità. Da questo punto di vista Tekken 6 spicca, seppur parzialmente, grazie all’oculatissima caratterizzazione dei personaggi. Il gameplay di Tekken, in generale, non è mai stato puramente arcade, ma ha sempre richiesto un certo tipo di approccio sia in base al lottatore utilizzato che allo sfidante. Qui, sia i novellini che i fan più esperti troveranno più gratificante del solito il già consolidato sistema di combattimento che, come anticipato, è stato bilanciato in maniera tale da porsi come un picchiaduro a metà strada fra arcade e tattica. Se solo gli sviluppatori avessero curato di più questa modalità, Tekken 6 avrebbe avuto un motivo in più per far parlare di sé. L’unica innovazione apportata al sistema di combattimento si intravede nella cosiddetta “Rage mode”, attraverso la quale il gioco conferisce maggiore potenza di danno a coloro che, durante uno scontro, sono prossimi alla sconfitta: questo permette sì continui ribaltamenti di fronte, soprattutto in favore dei giocatori meno avvezzi al genere, ma rischia di rovinare l’esperienza di quelli più esperti. Tralasciando questa prima modalità single-player, Namco, in passato, ha proposto più volte una seconda campagna, che potesse spezzare in qualche modo l’eventuale monotonia derivabile dai classici scontri “1 vs 1”. Prima con Tekken 3, mediante la Tekken Force Mode, poi con Tekken 5 attraverso la modalità Devil Within, Namco ha deciso di riprovarci, dopo i tentativi fallimentari dei predecessori, anche in Tekken 6; e lo ha fatto introducendo una campagna completamente dedicata che, se affrontata, vi vedrà protagonisti di un’avventura abbastanza articolata da vivere in pieno stile “hack ‘n’ slash”. Purtroppo, anche questa nuova Campagna porta con sé gli innumerevoli difetti che avevano attanagliato le due precedenti versioni: dalla gestione della telecamera, spesso artefice di una scarsa visibilità dei nemici che ci circondano, alla piattezza della trama, il gameplay si traduce sostanzialmente in una snervante sequenza di tasti premuti senza logica. Se, quindi, era difficile adattare un semplice picchiaduro come Tekken ad un genere diametralmente opposto, ossia quello degli action a scorrimento, allora risulta ancora più ingiustificata la presenza di quegli stessi difetti che, già tempo fa, avevano preannunciato il parziale decadimento della saga. Tuttavia, l’unico incentivo che potrebbe stimolare i giocatori più pazienti ad affrontare questa modalità è rappresentato dal bisogno di accumulare denaro al fine di personalizzare e sbloccare gadget per i nostri personaggi: difatti, a discapito di altre, questa modalità concede ai giocatori maggiori profitti , costringendoci però a ripetere più volte determinati livelli. Da un aspetto negativo passiamo ad un altro positivo; come accennato, in Tekken 6 è presente un editor dei personaggi molto avanzato che, nonostante ci precluda la creazione di un alter-ego partendo completamente da zero come in Soul Calibur IV, ci è comunque apparso ben curato e ricco di varianti. Decisamente innovativa per la serie Tekken risulta, invece, la nuova modalità denominata “Battaglia Fantasma”; attraverso un sistema di classificazione del personaggio basato sui gradi “Kyu” e “Dan”, così come avveniva nel bistrattato Virtua Fighter V, saremo chiamati ad affrontare un numero infinito di avversari e mettere alla prova la nostra resistenza. Al termine di ogni sessione, naturalmente, potremo confrontare le nostre statistiche con quelle degli altri giocatori sparsi per il mondo. Infine, come di consueto, in Tekken 6 non mancano le classiche modalità da picchiaduro quali “Arcade”, “Time Attack” o “Survival”. Del tutto rivoluzionata, inoltre, la modalità online del titolo Namco che, forte dell’esperienza accumulata con l’ottimo Soul Calibur IV, ha predisposto Tekken 6 di un net-code che svolge bene il suo dovere e che, solo raramente, risulta complice di lag o disconnessioni improvvise dalle sessioni di gioco. Da apprezzare quindi, su questo fronte, il netto miglioramento rispetto alla breve parentesi del recente spin-off Dark Resurrection.

Luci e Ombre

Se dal punto di vista del gameplay Tekken 6 è afflitto da continui alti e bassi, lo stesso dicasi, purtroppo, anche sul profilo tecnico. Graficamente parlando, il titolo mostra il meglio di sé nelle classiche modalità picchiaduro (siano esse Story-mode, Arcade e così via), nelle quali arene e lottatori fanno da padroni assoluti. La resa poligonale dei personaggi si attesta su ottimi livelli, salvo rare eccezioni, così come quella delle varie arene di gioco. Tekken si è sempre contraddistinto per le sue arene di grande atmosfera ed impatto visivo: anche questo sesto capitolo segue la tradizione e propone degli scorci di paesaggio spesso suggestivi e molto realistici, come una gelida steppa innevata in cima alle Alpi o un bosco in mezzo alla giungla. E’ stato potenziato, inoltre, il motore che gestisce la fisica degli oggetti e la conseguente dinamicità degli scenari, la cui distruzione risulta ora una componente fondamentale degli scontri. Un passo avanti è stato fatto anche sul fronte animazioni, che garantiscono un ulteriore senso di fluidità soprattutto durante la combinazione delle innumerevoli combo che è possibile effettuare con ogni lottatore. A confezionare un prodotto visivamente apprezzabile interviene infine un sistema di illuminazione pressoché perfetto. Stesso discorso non vale per la Campagna che, evidentemente, soffre anche sul fronte tecnico: gli scenari sono miseri e privi di spessore, tanto da compiere un vero e proprio passo indietro dal punto di vista generazionale, provocando uno squarcio qualitativo all’interno del gioco stesso. In generale, il comparto audio risulta in alcuni casi vetusto, in quanto propone una campionatura che è rimasta praticamente invariata nel tempo: vi suoneranno familiari, infatti, gli effetti sonori provocati da pugni e calci, così come riconoscerete facilmente lo stile della colonna sonora tipicamente “Tekkeniana”, a tratti azzeccata a tratti anonima o fuori luogo.

Conclusioni

A due anni di distanza dalla sua controparte “coin-op”, ci saremmo aspettati sicuramente di più da questo Tekken 6. Lo storico picchiaduro di casa Namco, arrivato al suo sesto episodio in formato console, vive sia di luci che di ombre, non riuscendo così a garantire un livello qualitativo adeguato su tutti i fronti. Mozzato da una modalità Campagna completamente inutile e priva di personalità, Tekken 6 risulta un titolo riuscito a metà.

Domenico “Nico_89” Rodà

CI PIACE
  • Tutto il meglio di tekken 6 in versione portatile.
  • Grande qualità estetica.
  • Più di quaranta personaggi perfettamente caratterizzati.
NON CI PIACE
  • Manca l’online
  • Non offre molto di più dalle versioni casalinghe.
  • Comparto sonoro non sempre felice.
8.5Cyberludus.com
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