Il Dio che non dev’essere nominato, colui di cui non si conosce effettivamente il nome, ha tradito gli altri Dei. Le conseguenze sono nefaste tanto nelle alte sfere astrali quanto nel regno di Aventuria che è ormai in pericolo poichè il tradimento ha alimentato e scatenato l’odio dei giovani draghi nei confronti di quelli più anziani. I draghi più antichi, vissuti in pace ed in armonia fino ad allora, stanno soccombendo e con essi tutti gli equilibri tra esseri senzienti e madre natura degenerano inerasobilmente sempre di più.

Tocca a noi, quindi, prendere in mano il destino e salvare il mondo dalla minaccia. Da soli o a capo di un manipolo di compagni, eroi come noi, dovremo salvare Aventuria da questa incombente minaccia.

Arriva così, dopo tanta attesa, “Drakensang: The dark eye”, gioco di ruolo distribuito dalla Fx Interactive e realizzato dai Radon Labs e Dtp Entertainment Ag che promette, grazie ad una semplicità d’utilizzo senza tralasciare la profondità della trama, di farsi apprezzare dai cultori del genere e di fare innamorare di se i neofiti. Riusciranno i Radon Labs a dare un valido contributo al genere dei gdr come già fatto dai programmatori di Bioware (autori dei due “Baldur’s Gate”, e dei “Neverwinter nights”); Bethseda (“Oblivion”), e Piranha Bytes (la trilogia di “Ghotic”)?

GDR PURO,MA CON MOLTA AZIONE

C’è da fare una piccola premessa prima di descrivere con più dettagli “Drakensang: The dark eye”. C’è chi pensava fosse un gdr action stile “Sacred”.

D’altronde, essendo targato Fx, molti potrebbero avere questa sensazione. Non è così.

Il gioco in questione è un Gdr puro che per complessità non ha molto da invidiare a titoli famosi come i già citati Oblivion o Neverwinter Nights.

Tuttavia, questo non deve spaventare: “Drakensang” riuscirà a sorprendere per l’immediatezza. In poche parole sembrerà di trovarsi di fronte ad un gioco d’azione quando invece si avrà a che fare con ben altra pasta di gioco. Tutto a vantaggio dell’utente che avrà tra le mani qualcosa di diverso rispetto alle altre produzioni.

MAGO GUERRIERO, AMAZZONE, SOLDATO… SCEGLIAMO IL NOSTRO EROE

“Drakensang” è ispirato al gioco di ruolo cartaceo “The dark eye” (Uno sguardo nel buio), che per numeri, ambientazione e profondità ha poco da invidiare al più famoso “Dungeon & Dragon”; ce ne accorgeremo ben presto!

Medioevo e Fantasy si fondono in una ambientazione quasi fiabesca, dai tratti soffusi, delicati, ma molto, molto forte e dalle tonalità rosso sangue.

Caricato il gioco e vista la buona introduzione in computer grafica che narra l’imminente pericolo che Aventuria corre, saremo catapultati nella scelta del personaggio.

Possiamo scegliere tra 20 tipi di avventurieri diversi per razza e classe. Vale la pena elencarli tutti anche perché molte classi sono estremamente realistiche ed evocative dando quel tocco in più di realismo che non guasta mai.

Gli occidentali sono la razza predominante nel regno teatro di queste vicende e ricordano gli europei.

La cultura li divide.

Ci sono il garettiano e l’andergastiano . I garettiani hanno ben sei classi: guerriero, arciere e soldato da un lato, dall’altro l’avventuriero, il ladro ed il borseggiatore.

Gli andersgastiani, invece, si dividono in mago da guerra, guaritore e ciarlatano. Come noterete, anche dai nomi, le classi sono divise per a llineamento, buono, caotico o malvagio.

Un’altra razza che si potrà scegliere sarà quella tulamide (il cui aspetto fisico è simile agli arabi) dove troveremo l’elementalista, il matemago (negromante) e l’alchimista.

Di questa razza fa parte anche l’amazzone. Ma non è finita: non possono mancare gli elfi delle pianure e quindi il cacciatore, lo stregone ed il guerriero, ed i nani, come il mercenario, lo zappatore e l’esploratore.

Presente, infine, anche i thorwaliani, con la classe del pirata.

Ognuno di essi ha le proprie caratteristiche fisiche e le proprie abilità di combattimento, di comportamento, di abilità speciali e di tantissime statistiche che faranno la felicità dei cultori dello stile gdr ma che non dovranno spaventare o scoraggiare più di tanto i neofiti. Presenti anche i talenti ed i malus. Tra quest’ultimi ricordiamo quelli sociali se si sceglie, ad esempio, l’amazzone.

MISSIONI, PUNTI ESPERIENZA E PUNTI AVVENTURA

Ogni gioco di ruolo ha la sua dinamica, la sua storia strutturata in missioni ed azioni che, se compiute a buon fine, regaleranno punti esperienza necessari all’evoluzione del nostro personaggio. In “Drakensang” esistono anche i punti avventura.

La differenza tra le due categorie è presto spiegata: i punti esperienza possono essere spesi in qualsiasi momento, accumulati a dovere o a piccole dosi per migliorare le abilità e le caratteristiche anche se quest’ultime avranno “costi” davvero esosi; i punti avventura invece serviranno a fare aumentare il livello del nostro giocatore e, se in party, dei suoi compagni di viaggio, e quindi alzare il limite massimo raggiungibile dai punti abilità.

Otterremo punti esperienza ed avventura non solo facendo le numerosissime missioni secondarie e quelle della trama principale ma anche, ovviamente, ad ogni combattimento riuscito. Da non dimenticare che, ogni decisione avrà un ruolo fondamentale nella nostra partita. Una missione fallita potrà farci avere difficoltà con gli altri personaggi o, al contrario, migliorare la nostra reputazione, cose che, però, non troveremo scritte da nessuna parte. Con l’avanzare ci accorgeremo quanto questo viaggio sia molto lungo e dalle mille sfaccettature.

CONOSCERE LA NATURA, LA FAUNA, I VELENI, I SEGRETI DELLA FORGIATURA E MOLTO ALTRO

Tra le molteplici caratteristiche che troveremo nella scheda del nostro personaggio, ne troveremo alcune con cui, inizialmente, non sarà possibile interagire. Per poter sbloccare queste abilità dovremo cercare dei “maestri” lungo il nostro cammino verso la verità. E così, ad esempio, da un nano potremo imparare a forgiare i metalli ed a costruire e modificare le armi. Da un guaritore potremo apprendere come usare meglio i balsami o le bende per curarci, da un cacciatore l’arte del tiro con l’arco e quant’altro ancora. Tutto indispensabile anche per curarci da ferite ed avvelenamenti visto che questi possono essere guariti solo da sacerdoti. Gli addestramenti saranno indispensabili anche per imparare nuovi colpi speciali dalla utilità indiscussa.


VIAGGIO IN SOLITUDINE O IN COMPAGNIA? “NO AMICI, NO PARTY”

Eroi solitari o condottieri di un gruppo più o meno numeroso. Questa sarà una delle prime scelte da fare. E’ comunque parecchio problematico pensare di andare avanti da soli per le regioni del vasto regno di Aventuria.

Fin da subito avremo bisogno di aiuto e di personaggi che potremo “reclutare” in giro. Più grande sarà il gruppo, o quello che in gergo gdr viene chiamato “party”, maggiormente diversi saranno gli scenari tattici. E’ sempre preferibile fare una “squadra” omogenea ed equilibrata con i classici tanker in prima linea, i maghi che castano dalle retrovie, i guaritori che fanno da supporto ed i tuttofare che sopperiscono alla mancanze quando necessario. Questo  l’ideale tattico. In gioco è un po’ diverso ma se si è fortunati…

COMBATTIMENTI E PAUSA TATTICA

Vale la pena dare un accenno a quello che è una delle parti più importanti dei giochi di ruolo. La fase di combattimento.

Questa è preceduta sempre (anche se tramite opzioni è possibile deselezionarla) dalla pausa tattica. In vista del nemico, il gioco andrà in pausa e noi avremo tutto il tempo di decidere le tattiche da adottare durante l’ingaggio.

Non è una novità: in passato abbiamo assistito a questa opzione ma è comunque utile. Con pochi click diremo a tizio di attaccare il lupo, a caio di coprirci le spalle con l’arco ed a sempronio di assaltare un altro nemico. Tutto semplice, limpido e senza fronzoli. Si potrà in pausa tattica decidere anche quale arma impugnare e quale degli attacchi speciali adottare con la possibilità di optare su una condotta offensiva o difensiva a seconda delle caratteristiche di ogni singolo pg.

VISUALE VARIABILE, OTTIMO DETTAGLIO, GIOCABILITA’ IMMENSA

E passiamo al lato tecnico di “Drakensang” che non è da sottovalutare.

Noteremo fin dall’inizio un accostamento di colori particolare, un continuo gioco tra luci soffuse e brillanti, una cura per il dettaglio davvero incredibile ed un buon motore grafico in 3D. La visuale può essere variata da isometrica, meno spettacolare ma molto più comoda a livello tattico, e terza persona con grande piacere per gli occhi. Il tutto con altezza variabile che sarà regolata tramite rotellina del mouse.

I dettagli, come accennato in precedenza, sono davvero numerosi. A partire dagli effetti regalati dalla luce e delle ombre davvero ben fatte. Ogni passo solleverà polvere, o acqua, mentre le varie ambientazioni saranno contornate, soprattutto quelle esterne, dalla presenza di farfalline, o insetti più o meno gradevoli. Ottimo l’effetto acqua; la resa dei fiumi, dei laghi, delle pozzanghere, è ben definita. Così come la vegetazione: le cortecce degli alberi i dettagli dei rami e della fauna sono paragonabili senza alcun dubbio a quelli di “Neverwinter Nights 2” e ricordano i fasti di “Oblivion”. Il 3d dei personaggi è, invece, di discreta fattura: alcune volte le linee geometriche, soprattutto nei lineamenti del volto, sembrano prevalere un po’ troppo per gli standard attuali anche se alcuni titoli illustri non hanno fatto molto di meglio nel corso degli anni. Buona anche la varietà delle ambientazioni così come le scene di intermezzo.

Gradevolissimi i menù, molto facili ed intuitivi durante il gioco: sarà agevole leggere la mappa e tenere d’occhio lo stato delle missioni in corso.

Il sonoro fa il suo dovere. Di qualità i brani del gioco così come gli effetti sonori (anche se ormai nella media) ed il doppiaggio italiano anche se alcune volte non sembra convincere più di tanto. Da notare che solo di dialoghi più importanti saranno interamente riportati anche a voce. In altri, invece, la prima frase sarà pronunciata, mentre il resto si potrà comodamente leggere sullo schermo. Già: “Drakensang” è localizzato tutto in italiano. I numeri parlano di 500.000 parole di copione e di oltre 300 personaggi con voce e personalità propria senza dimenticare le 160 ore di studio di doppiaggio.

La giocabilità e la longevità, le altre due facce della stessa medaglia, quelle che fanno la differenza tra un bel gioco ed un classico, parlano in favore del titolo Fx.

La giocabilità si attesta su livelli altissimi grazie all’immediatezza nel padroneggiare il nostro eroe ed il suo eventuale party. Il gioco, essendo un rpg puro, prevede anche la morte del nostro eroe seguita dal malefico game-over. Ma questo non deve far pensare male. Anzi: l’ottimo game play molto “snello” aiuterà molto anche se con l’avanzare dell’avventura, i nemici saranno davvero tosti e non sarà agevole batterli nemmeno con dei personaggi forti.

La trama, dal canto suo, ben presto, seguirà molteplici binari alternando lo svolgimento di missioni secondarie a quelle primarie ed assumendo a tratti una bella profondità. Non avremo l’emozione del master ad un tavolo di un gioco di ruolo dal vivo, ma su computer raramente si è fatto di meglio.

Conclusioni

Un dato che non è stato accennato finora è quello della qualità-prezzo. Davvero straordinaria: con 19,90 euro si porta a casa un gdr puro fatto molto bene. “Drakensang: The dark eye” è un piccolo-grande gioiello. Composto da una bella grafica, da un buon sonoro e da una grandissima giocabilità, unita anche alla profondità di narrazione che nulla ha da invidiare ad altri titoli basati su giochi di ruolo cartacei ancora più conosciuti di “The dark eye” sul quale si fonda “Drakensang”. A livello tecnico sono poche le obiezioni da fare anche se i requisiti minimi sembrano un po’ altini e 9,5 gb su hard disk sono tanti. Qui e li ci sono alcune imperfezioni, alcune geometrie grezze, alcune animazioni ripetitive, ma ci può stare. Convince molto questo “Drakensang” perché il suo game-play è quasi immediato. La gestione del party e dei personaggi non è per niente pesante ed è abbastanza equilibrato in tutto. Affascinante la trama, l’ambientazione e le sfumature (in tutti i sensi) del gioco che sicuramente si farà apprezzare non solo dagli appassionati ma anche dai neofiti. Da comprare e da giocare appassionatamente.

Edoardo Ullo

CI PIACE
  • Qualità prezzo elevatissima
  • Buona realizzazione tecnica
  • Trama ed ambientazione affascinanti
  • Giocabilità immediata
  • Gestione del party buona
  • Completamente localizzato in italiano
NON CI PIACE
  • Requisiti minimi un po’ altini
  • Qualche imperfezione qua e la
  • Doppiaggio a volte poco convincente
9Cyberludus.com
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