E’ la terza espansione ufficiale di Warhammer 40.000: Dawn of War – il capolavoro di Relic che ha imposto nuovi standard al genere degli strategici in tempo reale (in gergo Rts) – è un titolo “stand alone” nel senso che non ha bisogno del gioco originale installato per poter essere giocato: è “Soulstorm”, ultima fatica di Iron Lore prima della sua clamorosa “dipartita”. NEL SETTORE KAURAVA E’ L’ALBA DI UNA NUOVA GUERRA

Dawn of War 40k Soulstorm

Dopo aver posto il giocatore alla guida dei Corvi Sanguinari nel primo “Dawn of War”, Relic ha completato l’esperienza di gioco nell’universo di Warhammer 40.000 – celebre gioco di strategia da tavolo della “Games Workshop” – facendo uscire con puntualità svizzera una serie di espansioni: “Winter Assault” è la prima e pone il giocatore alla guida della Guardia Imperiale degli esseri umani, quell’esercito sconfinato pur non contando su una fanteria eccezionale (sono semplici marines armati di fucile, resi celebri dalla pellicola non ufficiale “Starship Troopers”) schierano un vasto arsenale di mezzi pesanti e d’artiglieria. La seconda espansione si chiama “Dark Crusade” e, per la prima volta nella serie “Dawn of War”, viene abbattuto il concetto di campagna dinamica a favore di un approccio di gioco del tutto simile al famoso “Risiko!”. Il giocatore sceglie una delle tante fazioni a disposizione e affronta la conquista di un intero pianeta: la gestione di territori ed eserciti avviene a turni, le battaglie avvengono in tempo reale, come nella serie “Total War”. Le novità di “Dark Crusade” gravitano intorno all’ingresso in guerra di Necron e Tau, due eserciti alieni molto potenti e temibili.

“Soulstorm” è, quindi, la terza ed ultima espansione per “Dawn of War”, affidata alle sapienti mani di Iron Lore (gli stessi di “Titan Quest”) e mira a chiudere l’esperienza di gioco offerta da quello che può essere definito “il primo ciclo di Dawn of War”. Il giocatore, questa volta, è catapultato nel sistema di pianeti Kaurava e il suo compito, come in Dark Crusade, consiste nel prendere le redini di uno degli eserciti a disposizione e conquistare non uno, ma ben quattro pianeti contesi tra nove civiltà, tanto bellicose quanto distruttive.

LA SORELLANZA E IL FUOCO DELLA FEDE, GLI ELDAR OSCURI E LE ANIME PERDUTE

I nove eserciti a disposizione del giocatore – per la campagna in giocatore singolo – sono gli stessi incontrati nei titoli precedenti, li ricordiamo: Corvi Sanguinari, Guardia Imperiale, Orchi, Eldar, Space Marine del Caos, Tau e Necron più due new entry, una per gli alieni e l’altra per gli umani. Per gli alieni si schierano gli Eldar Oscuri, una sottospecie di Eldar caduti nelle tele del dio Slaneesh, caotica divinità malvagia che li ha corrotti a tal punto da averli resi assetati di anime. Gli Eldar Oscuri, infatti, hanno l’esclusiva capacità di cibarsi dei nemici abbattuti. Dopo un certo ammontare di anime mietute potranno accedere ad una serie di poteri mistici e distruttivi, che gli daranno ulteriore vantaggio in battaglia. La fazione inedita per la schiera degli umani è “La Sorellanza”, il braccio armato di un ordine mistico, formato solo da donne. Questo esercito non ha nulla da invidiare al misticismo degli Eldar Oscuri, e grazie alla Fede attingeranno potenti e distruttive capacità basate sul fuoco della redenzione e della purificazione. Oltre alle nuove compagini, trovano spazio i mezzi aerei – presenti per ogni esercito – che costituiscono una novità assoluta per la serie. Questi mezzi sono spettacolari, non soffrono delle asperità del terreno, ma non danno nessuna profondità strategica ulteriore.

Come il titolo originale così anche “Soulstorm” richiede al giocatore di schierare un esercito e di accumulare risorse. In questo titolo dovranno essere accumulate “requisizione” ed “energia”: la prima viene garantita dal possesso dei punti strategici, pochi luoghi cruciali disseminati per la mappa e da difendere strenuamente. L’energia invece può essere prodotta nella propria base, grazie all’edificazione di generatori dalle modeste capacità. Vi è a disposizione un generatore d’energia più potente che, purtroppo, può essere edificato solo in uno o due punti della mappa, in corrispondenza di fonti minerali.

Il lavoro svolto da Iron Lore è encomiabile: non fanno certo rimpiangere la sapiente mano di Relic, che si è occupata di tutti i titoli targati “Dawn of War” ad eccezione di questo. Tuttavia in “Soulstorm” risiedono degli aspetti che, i veterani della serie, potrebbero non apprezzare. Prima di elencarli è bene precisare che questa espansione è dedicata, principalmente, ai fan. Il gioco offre un grado di sfida decisamente elevato ma non è nulla che non si possa superare con tanta pazienza e altrettanta pratica. Quello che non convince pienamente (ma non è demerito di Iron Lore, che si è limitata ad eseguire le richieste di Relic) è una struttura di gioco ancora troppo legata all’originale, cosa che gli amanti delle innovazioni non apprezzano affatto. A questo marginale difetto trovano spazio alcune incertezze di programmazione, piccoli bug che non compromettono per nulla la piacevole esperienza di gioco. L’ultimo difetto è un’eredità dello stesso “Dark Crusade”: sebbene la campagna in stile Risiko sia lunga, estenuante ed avvincente, la prospettiva di passare ore ed ore ad affrontare le cosiddette “schermaglie” contro le fazioni potrebbe, sulla lunga distanza, stancare anche il più paziente dei veterani.

Sul fronte del multiplayer online, invece, è una vera gioia per gli appassionati. “Soulstorm”, come “Dark Crusade” e i titoli precedenti ha un unico limite: pur non necessitando del gioco originale per poter essere affrontato, online il giocatore potrà usare soltanto la Sorellanza e gli Eldar Oscuri. Tuttavia, se questa espansione arriva nelle mani di un veterano della serie, questo si limita ad installare il titolo insieme a tutti gli altri giochi targati Relic e godrà, così, di tutte e nove le fazioni. Con le patch più o meno ufficiali, poi, si ha la possibilità di schierare – solo ed esclusivamente in internet – i “Cacciatori di Demoni” per l’Imperium dell’Uomo e i Tiranidi, per la schiera degli alieni.

Dawn of War 40k Soulstorm - 1

Conclusioni

“Warhammer 40.000 Dawn of War: Soulstorm” è il corollario perfetto per tutti coloro che hanno adorato il primo “Dawn of War” e durante gli anni non hanno resistito all’acquisto delle espansioni che ne completassero l’esperienza di gioco. Offre poche novità degne di nota e soffre di difetti di vecchiaia, come uno schema di gioco rodato ma non più sorprendente ed una “meta-campagna” che sotto il bel vestito del sistema Kaurava è lungo susseguirsi di schermaglie contro l’intelligenza artificiale. Unito al gioco originale, a “Winter Assault” e a “Dark Crusade” permette di avere il controllo di tutte e nove le fazioni ufficiali per le partite online: un autentico imbarazzo della scelta e una varietà in stile di gioco più unica che rara, nel panorama degli strategici in tempo reale. Al prezzo di un allegato per rivista (meno di dieci euro, ndr) è un acquisto praticamente obbligato per i fan della serie, una bella sfida per chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo.

Antonio “Aurenar” Patti

CI PIACE
  • Nove fazioni ottimamente caratterizzate
  • Campagna in stile ?Risiko!?
  • Rapporto qualità/prezzo indiscutibile
NON CI PIACE
  • Nessuna novità sullo stile di gioco
  • Nuove unità non del tutto utili
  • Le reiterate schermaglie della campagna  potrebbero annoiare
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