Dopo aver seminato panico e distruzione in una città sudamericana Rico Rodriguez, protagonista di ” Just Cause” del team Avalanche, si prepara a mettere a ferro e fuoco Pc e console verso il mese di ottobre: è in arrivo “Just Cause 2”.

SE VUOI LA PACE PREPARATI ALLA GUERRA…

 Quando il primo “Just Cause” arrivò sugli scaffali dei negozi, molti sono rimasti piacevolmente sorpresi da una struttura di gioco molto simile all’eterno “Grand Theft Auto”, ma avvalorata da un quantitativo d’azione, sparatorie, esplosioni ed inseguimenti davvero d’eccezione.

Le prime avventure di Rico hanno sortito l’effetto sperato di ritagliarsi l’attenzione di una bella porzione di pubblico, quel genere di videogiocatori spensierati a cui piacciono i giochi d’azione senza troppe pretese, che hanno l’unico desiderio di divertire senza volersi per forza elevare a “gioco che farà dimenticare Gta”.

Non paghi del discreto successo ottenuto con la loro prima e piccola perla, gli sviluppatori di Avalanche Studios, supportati da Eidos, ci riprovano nella speranza di bissare il trionfo del titolo precedente e con l’augurio di mietere più consensi in un genere davvero molto inflazionato.

Se c’è una cosa di cui “Just Cause 2” non deve avere timore, è la personalità che lo contraddistingue già dai primi filmati e dalle prime immagini.

Tecnicamente parlando il gioco si presenta più che bene, con una profondità di campo notevole, fondali ben caratterizzati, un modello poligonale del protagonista molto curato ed effetti speciali –  esplosioni ed effetti particellari – di tutto rispetto.

Come abbiamo già detto in apertura, è confermata la presenza di Rico Rodriguez come protagonista indiscusso di questa nuova “battaglia uno-contro-tutti”. Questi verrà assoldato dagli Stati Uniti d’America per portare la pace in un isola del sud-est asiatico, caduta preda delle mire dittatoriali ed espansionistiche di signore che di nome fa Baby Panay. L’eccentrico oppressore non avrà, dalla sua parte, una semplice milizia di guerriglieri supportati da una manciata di mezzi bellici: potrà fare affidamento su migliaia di soldati-zombi ed un arsenale tale da far paura che contempla, tra le tante cose, potenti carri caccia e sottomarini nucleari.

L’estensione dell’isola in cui agiremo si attesta intorno ai mille chilometri quadrati: più o meno la stessa grandezza del gioco precedente. Quello che differisce, però, è la quantità impressionante di cose da fare, unita ad una ricchezza di strutture, veicoli e mezzi senza precedenti. Il numero di sottomissioni è prossimo alla cinquantina e, unite ai compiti della campagna principale, eleva la longevità del titolo a circa trenta ore gioco.

Sebbene sia diviso in missioni il titolo ha una struttura semi-libera, questo significa che non avremo mai lunghe interruzioni causate da scene di intermezzo o briefing che ci spiegano nel dettaglio le cose da fare. In parole più povere: il giocatore si aggirerà liberamente per la mappa, scegliendo di volta in volta le cose da fare e soprattutto il modo per portarle a termine.

…E SE VUOI L’ORDINE DEVI PORTARE IL DISORDINE.

C’è un solo uomo contro un esercito praticamente sconfinato. La tattica da adottare non sarà quella dell’agente sotto copertura, né quella di un cecchino che si fa largo uccidendo un soldato alla volta: Rico dovrà sviluppare e praticare al suo massimo grado una teoria del caos tutta personale. Il concetto di “diversivo” più famoso, nei film d’azione, è quello di far saltare in aria qualcosa per sviare l’attenzione dall’obbiettivo del protagonista. “Just Cause 2” applica proprio questo concetto, per la gioia di tutti gli amanti dell’azione più esplosiva e adrenalinica.

Prendere il controllo di un camion in corsa, sbalzando il conducente in mezzo alla strada, per fare schiantare il mezzo in una stazione di rifornimento è solo la punta dell’iceberg. Le azioni distruttive che Rico potrà compiere sembrano limitate alla sola fantasia del giocatore, la cui parola d’ordine deve essere “distruzione fine a se stessa”.

I mezzi civili e militari a disposizione del protagonista sono molti e vari. Questi spaziano da autocisterne a jeep, senza dimenticare comunissime auto; tra i tanti mezzi militari “classici” spicca la presenza di aerei, dirigibili ed elicotteri da trasporto o combattimento. Non è certa la possibilità di pilotare il sopracitato sottomarino nucleare.

I gadget che Rico avrà a disposizione sono tanto utili quanto spettacolari, e farebbero l’invidia di James Bond: il primo oggetto speciale è un paracadute che – oltre ad essere usato dopo essersi lanciati da alta quota –  può essere aperto in qualsiasi momento.

Le implicazioni di questa opzione spalancano le porte a scene tanto divertenti quanto entusiasmanti: immaginate di aver piazzato una bomba in un grattacielo e di essere sul tetto di questo; l’unica via d’uscita è gettarsi dal cornicione ma, grazie alla presenza del paracadute, potrete planare tranquillamente sulla strada.

Il secondo oggetto speciale sembra ereditato da “Bionic Commando”, ed è una specie di arpione, anch’esso da utilizzare tutte le volte che si vuole. Oltre a poter imitare il bionico eroe della Capcom nella fase esplorativa, questa specie di rampino può essere usata in combo con il paracadute. Pensate a quanto può essere esilarante schivare un SUV dell’esercito arpionando un cartellone pubblicitario ai lati della carreggiata per poi usare lo stesso arpione sul mezzo militare prima di aprire il paracadute.

Tanti modelli poligonali sono fin troppo “cubettosi”, lasciando intendere che il motore di gioco, per quanto sia colmo di orpelli ed effetti, non sia il top della gamma. Ciò però non deve distogliere l’attenzione da quello che “Just Cause 2” sarà capace di offrire: ore ed ore di sano divertimento, che è la cosa più importante, per un videogiocatore.

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