La potenza dell’online!

Se si pensa alla serie Socom ci viene subito in mente uno sparatutto militare con un approccio altamente realistico, che fece breccia nel cuore degli appassionati, possessori di Playstation 2. Il primo episodio della serie (uscito nel “lontano” 2002), offriva un gameplay basato, sia su elementi stealth, sia sulla strategia. Per portare a termine le missioni era necessario, non solo gestire il proprio personaggio, ma anche coordinare e impartire gli ordini a un certo numero di compagni capaci di offrirci copertura e supporto durante le varie fasi di guerriglia. Questa saga ha poi avuto il merito di avere letteralmente inizializzato al mondo dell’online gaming la fortunata PS2 dando, appunto, agli utenti la possibilità di affrontare avversari umani in sfide all’ultimo proiettile. Giunti ora alla terza generazione di console, SOCOM: Confrontation è finalmente disponibile per PlayStation 3. Il titolo venne annunciato ufficialmente dal presidente di SCEA, Scott Steinberg, il 17 Maggio 2007 nel corso del Games’ Day, rendendo noto che lo sviluppo del gioco era stato affidato a Slant Six Games che di fatto hanno preso il posto di Zipper Interactive, autori dei precedenti capitoli. La peculiarità di questo nuovo episodio della saga, arrivato sui nostri schermi dopo quasi due anni di attesa (causa problemi tecnici), è quella di prevedere la sola modalità online (fino ad un massimo di 32 giocatori) , abbandonando totalmente, quindi, la campagna in single player. Dopo il buon successo di Warhawk, un altro titolo dedicato esclusivamente alle sfide in rete approda su PS3.

Gli storici fan di Socom, dopo diversi seguiti decisamente troppo conservativi, chiesero a gran voce un forte rinnovamento che doveva coincidere con l’approdo alla nuova generazione di console. Difficile stabilire se Socom:Confrontation possa rappresentare davvero quello che i fan chiedevano. Le prime build del titolo sviluppato da Slant Six Games lasciarono intravedere l’inalterato approccio strategico della serie, migliorie al comparto tecnico, ma mettevano a nudo il vero tallone d’Achille del servizio online della PS3: il lag. Con la versione definitiva da noi provata questo difetto sembra essere stato attenuato, ma cerchiamo di vedere insieme le novità che ha da offrire questo sparatutto strategico.

Commando o mercenario?

Una volta introdotto il blue-ray, prima dell’avvio del gioco, ci verrà chiesto di installare dei dati sull’hard disk della PS3 (circa 2722 MB), operazione che richiederà diversi (molti) minuti di tempo. Portate a termine queste propedeutiche fasi, saremo finalmente operativi. Ad introdurci nel gioco non ci sono presentazioni o altri orpelli, chiara quindi l’impostazione molto professionale che i programmatori hanno voluto dare al titolo. Creato un nuovo profilo si potrà scegliere tra le vari opzioni di gioco. In cima a tutte appare la partita veloce, seguita poi da sala briefing, armeria, comunità, archivio, e opzioni. Nella partita veloce ci si potrà immergere immediatamente sul campo di battaglia, e volendo si potrà invitare anche qualche amico a giocare insieme a noi. Nella modalità comunità, invece, si potrà creare un clan, visualizzare l’elenco degli amici inseriti nella nostra rubrica, vedere i giocatori che recentemente hanno preso parte al gioco, ed infine visualizzare i messaggi archiviati e ricevuti. Selezionando la voce del menù archivio troveremo tutte le statistiche personali del clan e delle armi, ed eventuali premi.

Molto interessante, e vero fiore all’occhiello del titolo, è l’opzione armeria: scegliendola si potrà letteralmente “disegnare” l’equipaggio del nostro personaggio, commando o mercenario che sia (sono queste infatti le categorie selezionabili). Si parte dalle armi principali andando a finire a quelle secondarie. Le principali variano dal fucile d’assalto alle mitragliatrici, passando per le doppiette e i fucili di precisione. Si può usufruire anche di armi di supporto come granate, mine e lanciarazzi. Fucili e pistole possono poi essere modificati aggiungendo pezzi come mirini, lanciagranate e silenziatori.

La nostra potenza di fuoco beneficerà di questi nuovi pezzi, ma si dovrà comunque fare in conti con un arma più pesante e conseguentemente meno veloce sul campo di battaglia. Si passa poi all’abbigliamento da guerra; si può letteralmente vestire il nostro prode soldato dalla testa ai piedi. Partendo dalla testa abbiamo la possibilità di dotarlo di un cappello mimetico (scegliendolo tra diversi modelli) o del classico pasgt. Poi si passa alla vista del nostro soldato, che potrà godere dei miglioramenti offerti dagli occhiali a visione notturna, o semplicemente, della protezione dai raggi UV, attraverso semplici occhiali da sole. Ovviamente, anche la mimetica è personalizzabile con modelli più o meno pesanti e che incideranno sulla nostra difesa e dinamicità in battaglia. Anche l’aspetto estetico del militare è totalmente personalizzabile: barba, capelli, viso, testa, colore della pelle, pittura mimetica facciale. Come detto in precedenza, il modo più semplice ed immediato per approcciare al gioco è quello di prendere parte ad una partita veloce (classificata e non). Il sistema, una volta selezionato avvio, cercherà di abbinarci a una serie di utenti che stanno partecipando allo stesso tipo di partita. Successivamente, il gioco a random sceglierà un tipo di mappa e di missione. Ci si ritroverà quindi nel bel mezzo dell’azione, dove insieme al nostro team (mercenario o commando che sia), si dovrà portare a termine determinate missioni, come ad esempio portare in salvo degli ostaggi. Data l’estrema simulazione delle operazioni di guerra non ci si deve stupire se si andrà al tappeto con un solo colpo in testa. Questo potrà destabilizzare chi è abituato ad approcci decisamente più soft e non ama l’estremo realismo; tutti i fan storici della saga invece non potranno che essere felici per l’inalterata filosofia di gioco. Qualora si vorrà invece creare o partecipare a una partita personalizzata non classificata (già creata da altri utenti) occorrerà scegliere la voce del menù sala brifing. Inizialmente bisognerà selezionare il canale nel quale unirsi (giapponese, italiano, spagnolo, ad esempio); scegliendo il canale italiano ovviamente si sentiranno le voci degli utenti italiani che impartiranno gli ordini di squadra (ricordiamo che esiste una versione di Socom con in bundle un microfono bluetooh ).

Socom: Confrontation

The art of war

I comandi per controllare il nostro soldato sono abbastanza classici; lo stick analogico sinistro servirà ai movimenti, i tasti dorsali sono invece destinati ad azioni come sparare colpi o selezionare le armi secondarie e principali. Con i tasti frontali invece si può saltare, accovacciarsi e strisciare. Il sistema di mira è tutt’altro che semplice ed è richiamabile tramite D-Pad; questo si traduce nella quasi impossibilità di colpire in maniera precisa quando si è in movimento. Il gioco poi supporta il SIXAXIS, che permette di sporgersi nelle 4 direzioni quando ci si trova sotto copertura.

Nelle concitate fasi di guerra si avverte la sensazione che il sistema di controllo, e la gestione di normali movimenti, come lo strisciare ad esempio, sono oltremodo complicati e richiedono una fase di apprendimento. La totale mancanza di un tutorial porta a costanti e frequenti premature morti, almeno fino a quando non si sono assimilati a dovere i comandi. La visuale di gioco è alle spalle, in perfetto stile Gears of War per intenderci.

Il primo approccio con Socom: Confrontation è piuttosto ostico, inutile nascondere quindi che chi ha poca pazienza si deve necessariamente rivolgere altrove. Imparare a padroneggiare tutto l’arsenale a propria disposizione, a conoscere le mappe, e ad attaccare in modo intelligente, richiederà costanza e applicazione. Da Socom sono assolutamente bandite le tattiche sparagnine alla Rambo, le zone di copertura dovranno essere sfruttate al meglio, ed inoltre, ci si dovrà rapportare in maniera intelligente con il proprio team. Spesso, infatti, a decretare la vittoria sono davvero pochissimi particolari, e un istante può essere fatale (visto che un colpo ben assestato può ucciderci). L’intento dei programmatori era quello di immergere completamente il giocatore nelle realistiche fasi di guerriglia.

Per questo sono stati riprodotti tutti i crismi dei conflitti a fuoco militari, e giocando a Socom non si esiterà nemmeno troppo ad immedesimarsi in scenari bellici attuali. Modalità disponibili ll gioco, come ampiamente discusso, ha necessariamente bisogno di un collegamento ad internet veloce. Tutte le modalità disponibili prevedono scontri online tra Commandos e Mercenari, ambientati in sette diverse mappe. Si possono annoverare classiche tipologie di gioco come il deathmatch a squadre, o il controllo di punti strategici della mappa (controllo), o anche la liberazione degli ostaggi (estrazione), o il cerca e distruggi. A seconda della tipologia di operazione da effettuare occorrerà pianificare un’adeguata strategia; utilizzando una tattica aggressiva qualora si dovrà penetrare all’interno di un commando nemico, o difensiva quando dovremo difendere un obiettivo sensibile. Quasi tutte le modalità non prevedono il respawn (partecipare di nuovo al gioco una volta morti); quando si effettuano partite classificate, in caso di eliminazione, ci limiteremo a fare da spettatori passivi fino alla conclusione del match.

Grafica e tecnica

Il comparto tecnico di Socom è discreto e può contare su buoni modelli poligonali dei personaggi e su un ottimo design delle mappe. Anche la varietà è garantita dal numero delle mappe disponibili che garantisco ambienti diversi. La profondità visiva è ampia (niente bad-clipping per intenderci), ma il frame rate purtroppo diviene leggermente balbettante nelle situazioni più concitate. Se a questo uniamo anche un fastidioso lag (comunque ridotto rispetto alla controparte americana), che ci fa visita in determinati frangenti: spesso la vittoria in battaglia è decretata da fattori che sono tutto fuorché tecnico-tattici. Il capitolo animazioni merita un discorso a parte: quasi tutti i movimenti dei soldati sono ben realizzati, decisamente meno, azioni come il salto, che danno una sensazione di estrema legnosità del personaggio. Il sonoro, e la localizzazione in italiano, sono entrambi di buona fattura ( molto realistici gli effetti sonori).

6.3Cyberludus.com
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