La terza invasione aliena

L’esplosiva saga di Resistance -sparatutto targato Insomniac Games uscito su PS3 nel 2006, ( seguito due anni dopo dal sequel)- è stata per la console Sony una delle prime e vere killer application.

Incentrato sulla lotta tra esseri umani e temibili alieni, il gioco era ambientato negli anni ’50, ma in un passato alternativo dove il mondo era stato invaso dalla minacciosa razza Chimera. Compito del protagonista era salvare il mondo dalla distruzione imminente. Il brand ha conquistato il pubblico non solo per la trama matura e intrigante ma anche per il ritmo incalzante delle sparatorie, per l’originalità dell’armamentario di cui il giocatore poteva disporre, e infine per l’accattivante grafica.

Resistance: Retribution, titolo progettato esclusivamente per Playstation Portable, sbarca portandosi dietro parecchie novità a livello di gameplay, una sceneggiatura convincente e puro divertimento a suon di piombo.

La vendetta a cavallo tra le due guerre

Le vicende di Retribution si collocano, a livello temporale, tra il primo ed il secondo episodio apparsi sulla sorella maggiore di casa Sony,  ed hanno come protagonista il soldato James Grayson. Il valoroso militare trova il fratello in un centro di conversione Chimera (centri appositamente installati dalla razza ostile allo scopo di convertire gli umani in soldati nemici) ma purtroppo non riesce a trarlo in salvo, anzi, addirittura è costretto ad ucciderlo per fermarne l’imminente trasformazione. Mosso dall’ira e dal desiderio di vendetta, inizia a mietere alieni in ogni zona di guerra e distrugge molti centri di conversione, nel disperato tentativo di fermare l’avanzata dei Chimera. Condannato a morte, si salverà accettando di collaborare con gruppi di resistenza europei. Tra momenti di patos ed improvvisi colpi di scena, esce fuori la personalità di Grayson, dotato di un carisma forse anche maggiore rispetto a quello del protagonista degli episodi su console casalinga. Una trama incentrata su sangue e sete di vendetta, ambientata nel vecchio continente tra l’Olanda e la Germania, tiene il giocatore piacevolmente incollato al piccolo schermo fino ai titoli di coda.

Scontri fino all’ultimo pixel

Graficamente parlando, il titolo Sony si presentò al pubblico come un potenziale esplosivo che  avrebbe sfoggiato un comparto tecnico senza precedenti su console portatile. Purtroppo, sotto questo aspetto, Retribution  non sorprende più di tanto. I giochi di luce, che caratterizzano determinati scontri contro i boss e i vari scenari, risultano sicuramente apprezzabili, così come la quantità di poligoni che la Psp riesce a gestire (al prezzo di qualche sporadico rallentamento). Nonostante ciò, la resa grafica non raggiunge il livello di dettaglio e perfezione annunciato mesi fa, complici i filtri applicati e la scarsa qualità di alcune texture. Certo il prodotto finale è comunque apprezzabile, ma la tanta pubblicità aveva fatto sognare e immaginare ben altri scenari. Eccellenti, invece, le animazioni, come pure gli effetti particellari connessi ad esplosioni e deflagrazioni. Un’ovazione va alla realizzazione dell’effetto dell’acqua e al suo realistico movimento. Infatti, alcune fasi andranno giocate proprio in immersione, dove per l’appunto viene risaltata la qualità realizzativa di quest’ultima.

Molto buono il doppiaggio, completamente in italiano come negli altri capitoli della saga, grazie ad un interpretazione decisamente cinematografica che conferisce credibilità e realismo. Nella media le musiche e gli effetti sonori, che immergono il giocatore nel bel mezzo dell’azione.

Nel mirino degli alieni

A livello di gameplay questo nuovo capitolo è stato concepito, come uno sparatutto in terza persona; Retribution risente purtroppo della mancanza dell’analogico destro.

Il sistema di controllo, infatti, seppur ottimizzato in base alle caratteristiche di PSP, non è molto comodo e necessita di un po’ di pratica per essere gestito al meglio. Il controllo del protagonista è  affidato all’analogico, ma il mirino viene spostato con i quattro tasti digitali. Questa scelta, l’unica in grado di gestire uno sparatutto del genere su PSP, è coadiuvata da un sistema di mira automatico affiancato anche dal puntamento manuale, assolutamente fondamentale in alcune sezioni di gioco. Una delle caratteristiche salienti del titolo risiede nella possibilità di mettersi al riparo semplicemente accostandosi alle pareti o ad altri oggetti che lo consentono. In tal modo il protagonista può sporgersi e sparare senza uscire allo scoperto, anche nella fasi di ricarica delle munizioni. Ogni arma è provvista di due modalità di fuoco e la seconda si attiva tenendo premuto il tasto L più R.

A tal proposito è da annoverare l’ottima varietà dell’arsenale bellico che sfoggia, assieme ad alcuni gingilli già conosciuti nei precedenti capitoli, vere e proprie armi di distruzione totale. I nemici, come da tradizione, sono impegnativi da abbattere e danno filo da torcere, in modo particolare i temibilissimi boss.  Buono anche il comparto multiplayer del titolo; ci si può sfidare via Wi-Fi fino ad un massimo di 8 giocatori. Le altre modalità presentate sono piuttosto standard, ma comunque divertenti: nell’Assimilazione si potranno vestire i panni degli alieni che, quando sconfiggeranno un umano, potranno contare su di un soldato in più. La più interessante resta la modalità Infection, una delle idee più geniali e divertenti di casa Sony.

Collegando con cavo USB la Ps3 (su cui è installato Resistance 2) alla Psp (su cui gira ovviamente Retribution), Grayson verrà letteralmente infettato e beneficerà dei poteri Chimera, compreso un aspetto decisamente terrificante ed aggressivo. Tutto questo si traduce “in game” in una maggiore facilità nel maneggiare i controlli, nella maggiore potenza di fuoco, in una difficoltà più accentuata dei nemici, ma, soprattutto, in un divertimento decisamente originale.

Conclusioni

Resistance: Retribution non è un titolo privo di difetti. L’osticità (fortunatamente temporanea) del sistema di controllo, e la resa grafica un po’ sotto le aspettative, penalizzano in parte questo interessante spin-off della famiglia Resistance. Tuttavia, la trama ben strutturata, il ritmo scorrevole e mai noioso, e le frenetiche fasi di gioco, accompagnate anche dalle frizzanti trovate delle modalità on line, conferiscono al gioco una propria identità. Resistance Retribution può essere considerato come punto di partenza per Sony verso la creazione di nuovi sparatutto per la piccola Playstation Portable.

Marco “Seth” Delle Fave

CI PIACE
  • Trama intrigante e sceneggiatura ben realizzata
  • Ritmo assolutamente frenetico
  • Interessanti le modalità on line
NON CI PIACE
  • Tecnicamente non proprio eccelso
  • Comandi a tratti macchinosi e ostici
Conclusioni

Resistance: Retribution non è un titolo privo di difetti. L’osticità (fortunatamente temporanea) del sistema di controllo, e la resa grafica un po’ sotto le aspettative, penalizzano in parte questo interessante spin-off della famiglia Resistance. Tuttavia, la trama ben strutturata, il ritmo scorrevole e mai noioso, e le frenetiche fasi di gioco, accompagnate anche dalle frizzanti trovate delle modalità on line, conferiscono al gioco una propria identità.

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