Nel quarantunesimo millennio, l’Umanità avrà conquistato gran parte dell’Universo conosciuto, ma da tempo immemore lo difende da traditori, eretici e alieni che mirano, a loro volta, al dominio totale. In questo contesto nascono i Corvi Sanguinari (conosciuti anche come Blood Ravens, ndr) e sono un capitolo di Space Marines di nuova concezione. Per chi non lo sapesse: gli Space Marines sono dei soldati geneticamente modificati e potenziati secondo antiche tradizioni scientifiche terrestri. Essi traggono il seme genetico da una figura chiamata Imperatore, che è a capo dell’Umanità ed è venerato e temuto come se fosse un dio. La loro forza è forse superiore a quella di dieci soldati comuni, non difettano in agilità e sono alti più di due metri. Vivono il loro servizio all’Imperium dell’Uomo in spesse e pesanti corazze da battaglia.

LE REGOLE ESISTONO PER ESSERE INFRANTE

Questo piccolo preludio è necessario per informare, chi ancora non lo sapesse, di cosa andremo a parlare. Warhammer 40.000: Dawn of War 2 (anche Dow 2, ndr) è uno strategico in tempo reale ad ambientazione fantascientifica, creato dalle brillanti menti di Relic Entertainment, già famosi per aver lasciato alla storia capolavori quali Homeworld e Company of Heroes. (CoH per gli intenditori, ndr). Quest’ultimo, poi, è stato preceduto dal primo Dawn of War, dove per la prima volta abbiamo fatto la conoscenza dei Corvi Sanguinari. Quello che più ha significato, l’avvento di Dow sui nostri monitor, è stata una piccola e piacevolissima rivoluzione in un genere fin troppo ancorato a dei cliché duri a morire: raccolta di risorse, costruzione di una base militare, evoluzione tecnologia e attacco con le armi migliori a nostra disposizione. In sostanza, per la prima volta nella storia degli strategici, i punti dove ottenere le risorse erano fissi, disseminati sulla mappa. Questo, di conseguenza, elevava drasticamente l’importanza strategica e la gestione delle proprie risorse. Ancor di più avvenne in CoH, dove’importanza strategica venne ulteriormente enfatizzata dalla necessità di avere confinanti i territori influenzati dai punti-risorse.

A distanza di cinque anni dal suo illustre prequel, e due anni dopo aver appreso dalla formula vincente promossa da Company of Heroes, arriva l’attesissimo Dow 2, con un fragore e una rivoluzione degni del più terrificante bombardamento orbitale.

La prima cosa che ci lascia spiazzati, infatti, è la totale assenza di una base militare su cui fondare il nostro esercito. Niente più risorse da raccogliere e niente alberi tecnologici per potersi guadagnare le armi più potenti. Avremo il comando di un pugno di uomini e guideremo questi per tutto l’arco della campagna: da semplici reclute, con il passare dei giorni, ci ritroveremo al nostro fianco i più devastanti guerrieri della galassia.

A bordo della nostra “nave madre”, prenderemo gli ordini dal nostro diretto superiore e, dopo alcune missioni preliminari, spetterà a noi la scelta da compiere: dovremo catapultarci nel pianeta da difendere e spesso verremo sottoposti ad una scelta. Saremo chiamati a decidere se affrontare una missione d’assalto o una missione di difesa del territorio, ovviamente non senza conseguenze.

Prima di partire per la battaglia accederemo ad un menù in cui visualizzeremo le squadre a nostra disposizione (sei o sette al massimo) e potremo portarne con noi un massimo di quattro. Queste sono tutte diverse tra loro: ci sarà la *squadra tattica*, ottima come avanguardia e abbastanza versatile in combattimento; ci sarà la *squadra d’infiltrazione* che farà dell’invisibilità e della demolizione di obbiettivi importanti la sua filosofia di combattimento; ci sarà la *squadra di devastatori*, armati di pesanti fucili mitragliatori che non risparmieranno nemmeno la più forte unità di fanteria avversaria; ci sarà poi la *squadra di assaltatori*, dotati di spade e propulsori dorsali che permetteranno di lanciarsi in punti irraggiungibili o proibitivi per le altre squadre. Ogni squadra è guidata da un sergente. A capo di tutte avremo il nostro alter-ego, il luogotenente dei Blood Ravens, il *comandante* delle forze armate. Contrariamente alle reclute che li affiancheranno, sia i sergenti, che il luogotenente non possono essere rimpiazzati. Quando cadranno in combattimento, potranno essere rianimati solo da un altro sergente o dal luogotenente. La missione fallirà quando cadranno tutti i sergenti e il comandante.

La scelta delle squadre che ci accompagneranno determinerà l’approccio alla missione e la nostra strategia.

Il discorso cambia nella modalità multiplayer, che ricalcherà fedelmente quella classica sperimentata nel primo Dow, con la leggera differenza che ci sarà una sola installazione capace di produrre il tipo di squadre da usare in combattimento. Potremo utilizzare una delle quattro razze ricostruite a regola d’arte dagli sviluppatori: Space Marines, Eldar, Orchi e Tiranidi, e rivivere in tutta la sua gloria un’esprienza videoludica in grado di rievocare le battaglie di Warhammer 40k da tavolo.

Altra novità degna di nota è la presenza di una modalità cooperativa per affrontare con un amico qualunque missione della campagna principale.

Le partite in Rete prenderanno vita grazie all’efficiente servizio “Games live of Windows”.

E’ MEGLIO MORIRE PER L’IMPERATORE CHE VIVERE PER SE STESSI

Dopo il severo impatto iniziale, con un sistema strategico praticamente rivoluzionato sotto quasi tutti i punti di vista, troveremo un’importante eredità lasciata dal già citato Company of Heroes: *il sistema di coperture*. In pratica ogni punto della mappa di gioco offrirà un riparo alle nostre unità. Prima di muovere queste, lasciando il puntatore nei pressi di una copertura visualizzeremo dei puntini colorati. Il colore di questi indica il grado di protezione offerto dalla copertura: rosso equivale ad una scarsa protezione, giallo ad una protezione intermedia mentre verde indica una copertura ottimale. Attenzione però: tutte le coperture, sotto i colpi delle armi pesanti possono essere demolite lasciando inermi i nostri sottoposti (e così anche gli avversari).

Affrontando le missioni, portando a termine gli obbiettivi principali, quelli secondari ed uccidendo nemici, i nostri commilitoni guadagneranno punti esperienza e passeranno di livello come in qualsiasi gioco di ruolo. Avanzando di livello potremo distribuire a nostro piacimento alcuni punti abilità che miglioreranno l’efficacia in combattimento dei nostri e sbloccheranno nuovi, devastanti, colpi speciali o abilità passive, tutto tornerà utile ai nostri fini.

Esplorando e prendendo possesso di alcune installazioni della mappa, poi, entreremo in possesso di bonus per i punti esperienza e soprattutto di oggetti molto utili alla campagna: armi, armature, abilità speciali.

*Ogni missione si concluderà con l’abbattimento di un boss di fine livello*, che metterà a dura prova tutte le scelte fatte fino a quel momento: scopriremo se l’equipaggiamento e le abilità speciali affidate ai nostri soldati saranno veramente efficaci. Fortunatamente la difficoltà è ottimamente calibrata e molto raramente entreremo in frustrazione per un boss troppo coriaceo o una missione impossibile.

Dal punto di vista puramente tecnico assistiamo ad un lavoro di assoluta eccellenza. A partire dalla qualità visiva del gioco, che offre allo sguardo smaliziato dei più esigenti delle riproduzioni estremamente fedeli di tutte le unità. Ogni *razza è resa unica*, irripetibile, estremamente singolare *e diversa dalle altre*. Nessuna unità somiglierà ad una della fazione avversaria e godranno tutte di un elevato livello di dettaglio. Le mappe di gioco sono molto grandi e ben congegnate, saremo liberi di esplorarle tutte e di scegliere quale strada prendere per giungere allo scontro finale che metterà fine alla missione. Gli scenari sono vari e spaziano dai polverosi deserti alle umide foreste tropicali, e sono così ben fatti che sembrano possano “raccontare” qualche storia.

Il sonoro si attesta su livelli discreti, il doppiaggio in inglese è molto curato ed esaltante, le esclamazioni delle unità aiutano a calarsi nella mentalità delle razze che andremo a controllare e gli effetti sonori rendono bene l’idea di trovarsi nel bel mezzo di una battaglia. Le musiche orchestrate mantengono quella epicità a cui eravamo abituati da tempo e ci accompagneranno per tutta la campagna.

L’intelligenza artificiale è quanto di meglio si possa desiderare, sia che si parli delle truppe nemiche che dei nostri commilitoni. Questi ultimi saranno ben lungi dall’essere la “carne da macello” a cui eravamo abituati nei titoli precedenti, e se abbandonati a se stessi faranno del loro meglio per sopravvivere alla disfatta. Gli avversari gestiti dal computer, invece, sono molto ben caratterizzati e ostici, e più di una volta proveranno a sorprenderci con tattiche di guerriglia, manovre di aggiramento e attacchi combinati di armi pesanti e leggere.

Purtroppo, nonostante ci si trovi di fronte ad un lavoro praticamente soddisfacente sotto ogni punto di vista, non mancano i lati negativi che non permettono di far raggiungere la perfezione a questo titolo. Risulta oltremodo discutibile la possibilità di poter usare esclusivamente gli Space Marine per la campagna principale, questo mina soprattutto alla varietà che i puristi potrebbero andar cercando in questo gioco. Inoltre, sebbene lo spirito di Warhammer 40k sia stato conservato e molta attenzione sia stata riservata alla caratterizzazione del titolo in ogni suo aspetto, segnaliamo l’esiguo numero di unità da poter controllare sul campo di battaglia. Dimentichiamoci, quindi, delle battaglie campali di scala epica ma stiamo pronti ad affrontare delle missioni piene zeppe di azione, nemici e, soprattutto, pochi Space Marines.

CONCLUSIONI

Punti esperienza, campagna veramente dinamica, boss di fine livello, grafica d’alto livello, intelligenza artificiale d’avanguardia e multiplayer intrigante: Dawn of War 2 si presenta con un biglietto da visita tutt’altro che da ignorare. I ragazzi di Relic prendono il meglio del passato -recente e remoto- del genere Rts e inventano un gioco che fa del ritmo, dell’azione, della narrazione e della strategia più raffinata una miscela vincente ed esplosiva.

Soprassedendo a difetti veramente marginali, che sono poi semplici scelte fatte consapevolmente dagli sviluppatori, possiamo tranquillamente star certi che giocare a Dawn of War 2, significa giocare uno dei migliori strategici in tempo reale dell’anno. Forse stiamo parlando del migliore.

CI PIACE
  • Tecnicamente d’avanguardia
  • Spirito di Warhammer ricreato perfettamente
  • Unico nel suo genere
NON CI PIACE
  • Solo Space Marines per il single-player
  • Poche unità da controllare
Conclusioni

Punti esperienza, campagna veramente dinamica, boss di fine livello, grafica d’alto livello, intelligenza artificiale d’avanguardia e multiplayer intrigante: Dawn of War 2 si presenta con un biglietto da visita tutt’altro che da ignorare.

9Cyberludus.com
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