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  • **Genesis Live Over Europe**
  • **Genere: Rock,Progressive**
  • **Label: Atlantis**
  • **Anno: 2007**

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Atteso ritorno per un gruppo che, pur avendo abbandonato da tempo le atmosfere progressive, di fatto è sempre stato considerato tale. Banks, Collins e Rutherford, dopo aver dato priorità in questi anni alle loro opere soliste con alterno successo, decidono che è ora di rispolverare il marchio Genesis, che ha sempre mosso legioni di fans in tutto il mondo. All’indomani della reissue dei loro lavori post Gabriel in 5.1 (ascoltateli e non finirete mai di benedire l’acquisto del vostro home theatre) partono per un tour all’insegna della nostalgia: nessun pezzo nuovo, ma sostanzialmente una riproposizione delle tracklist dei loro ultimi tour con Phil Collins. Per i fans della prima ora c’è il significativo recupero di I know what i like (ai tempi fu un incredibile hit single) e di Ripples, dolcissimo e suggestivo brano dall’altrettanto valido album A trick of the tail, per molti la loro opera migliore dopo Gabriel. Probabilmente l’intensità emotiva di questo lavoro risulta un pò appiattita dall’inserimento di alcuni brani smaccatamente commerciali, su tutti Land of confusion e Hold on my heart, ma i Genesis hanno il difficile e forse ingrato compito di accontentare almeno due generazioni di fans, ecco quindi spiegato l’alternarsi di medley del passato come una superba In the cage che sfocia in Afterglow dopo aver attraversato Cinema show e Duke’s travels, e hit più recenti come Mama e Invisible touch. La macchina si è rimessa in moto imponente come sempre, dal fondamentale contributo dei compagni di sempre, cioè Daryl Stuermer e Chester Thompson, fino alla scenografia faraonica che mi auguro abbiate avuto la possibilità di ammirare al Circo Massimo (se lo avete perso, state tranquilli, sta per arrivare in DVD). I brani del doppio cd provengono dai diversi concerti europei con qualche estratto dal gig romano (parte di Home by the sea, Domino, Tonight tonight tonight e Invisible touch.) Esecuzioni impeccabili, con Banks e Rutherford a tessere le loro trame musicali perfetti come sempre; peccato per l’inevitabile ricorso al cambio di tonalità per la maggior parte delle canzoni proproste per permettere a Collins di cantare con disinvoltura, cosa questa che fa aumentare il rimpianto per una reunion che poteva essere fatta prima, quando il fisico permetteva sforzi più imponenti, ma tant’è… Altra nota negativa è la cover del doppio cd: davvero brutta, specialmente se si pensa alla spettacolarità della scenografia proposta on stage, ma, in attesa del dvd romano, si possono ammirare le stupende foto all’interno del booklet.

Articolo curato da Pino Lo Giudice

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