Might & Magic Heroes VII – La morte della serie? – Recensione

L’ultima volta che vi ho parlato parlato di Heroes VII non sono stato particolarmente felice. Vuoi che la build beta era ancora troppo indietro per poter far risultare il gioco stabile, o che, nonostante le ore spese a giocare, Uplay abbia deciso di cancellarmi i salvataggi grazie al suo ottimo sistema di cloud, ma, be’, le perplessità non mancavano. Sarà riuscita Ubisoft a creare un gioco capace di lasciare me, comune giocatore e fan esigente, soddisfatto?

La guerra cambia, Might & Magic no

Onde evitare problemi o sbrodolamenti vari, rispondo subito alla domanda fatta poc’anzi: no, non sempre. Per quanto la beta abbia riscosso un certo numero di critiche, Ubisoft, complice la vicinanza della data d’uscita del gioco, ha fatto ben poco per mettere a posto la versione definitiva del titolo. Questo significa che, ahimè, praticamente tutti i problemi che ho segnalato nella beta sono rimasti, ovvero una certa instabilità del comparto grafico, una gestione delle turnazioni in cui l’IA a volte sembra morta o in coma profondo, e soprattutto un versante online poco funzionante. In difesa di Ubisoft c’è da dire che almeno su questo punto hanno lavorato, visto che nella beta l’online non partiva proprio.

La storia si riallaccia al filone narrativo cominciato anni fa con Heroes V, quindi all’interno della fase 2 – così definita da me per comodità – in cui prenderemo le redini di Duke of Griffin Duchy, ancora scosso per l’omicidio della sacra imperatrice Maeve Falcon e indeciso sul da farsi per quanto riguarda la guerra. Con molta saggezza, il consiglio ristretto decide di calmare Duke proponendogli, prima di fare la sua scelta, di ascoltare miti e leggende raccontate da ognuno dei membri. Le storie sono tante e lunghe, e ognuna di esse ha un suo indiscutibile fascino. Ma si tratta pur sempre di un titolo Might & Magic e, per quanto abbia apprezzato le varie campagne, il dover ripartire daccapo ogni volta – o dal livello 30 – appesantisce fin troppo il gameplay. Tanto che appena possibile, con tutto il rispetto per la sceneggiatura – davvero ottima – del titolo, non ho potuto resistere dal cimentarmi con la storia principale di Duke, sbloccabile dopo aver completato almeno due delle campagne.

Una volta scesi in campo

Il gameplay è rimasto invariato rispetto alla beta e consiste, come al solito, nel prendere il controllo di un eroe e lanciarsi nella sua personale avventura all’interno di mappe di dimensione variabile, piene zeppe di tesori, oggetti e nemici da affrontare o reclutare. Il tutto tenendo sempre in mente che avrete la vostra Cittadella da sviluppare e portare avanti, perché la minaccia degli altri eroi sarà sempre alle porte. E proprio sul giocato non ho posso muovere alcuna critica di rilievo, perché Heroes VII ha saputo trovare un perfetto equilibrio tra l’ossatura strategica del gameplay e la parte ruolistica, e riesce a divertire mantenendo una forma mai troppo complessa, qualcosa che un giocatore non eccessivamente amante degli RTS – come il sottoscritto – non può far altro che apprezzare. Al comando del nostro eroe avremo a disposizione delle particolari truppe da schierare sia contro i nemici neutrali che contro gli eroi avversari, e ogni scontro potrà essere avviato sia un automatico – scelta pessima e generalmente controproducente – che manualmente. La modalità manuale – la mia preferita, ovviamente – ci offrirà una panoramica dettagliata del campo di battaglia, a partire dalla quale dovremo decidere, passo per passo, tutte le mosse dei nostri sottoposti. Anche l’Eroe sarà coinvolto in prima persona nelle battaglie, e ogni vittoria contribuirà alla progressione del personaggio utilizzato, che potrà aumentare di livello e sbloccare nuove abilità passive e magie sempre più devastanti. Non solo battaglie però nel mondo di Heroes VII, perché, come già accennato, avrete anche una Cittadella da gestire. La Cittadella sarà la vostra base operativa, la vostra fabbrica di materiali e, soprattutto, la vostra principale fonte di truppe, con nuove leve sfornate ogni settimana. Potrete ovviamente potenziare il vostro fortilizio ed aumentarne le dimensioni, garantendovi così l’accesso a nuovi bonus e abilità. Oltretutto aspettatevi tante, TANTE, ore di gioco, perché le campagne sono lunghe e numerose, con dozzine e dozzine di missioni da fare. Il tutto senza considerare il comparto multiplayer che, come detto, non è ancora in gran forma, e risulta afflitto da un netcode instabile e problematico. Insomma, anche se trovare una partita online sarà un’operazione lunga e difficile, coi soli contenuti offline vi vedrete invecchiare.

Sul fronte puramente visivo il gioco è decisamente piacevole e colorato – un pregio, per quanto mi riguarda – sebbene sia evidente come Heroes VII abbia subito un netto taglio di budget rispetto ai capitoli precedenti. Voglio dire, i modelli poligonali sono lì, e sono fatti bene, ma le animazioni si dimostrano già più limitate, e scompaiono del tutto durante le sequenze video, ridotte a schermate statiche con qualche effetto buttato là per far pensare al giocatore “Ah, ma allora è una scelta stilistica assolutamente voluta”. Oltretutto, nonostante utilizzi l’ormai superato Unreal Engine 3, Heroes VII si dimostra spesso poco performante, anche su PC decisamente performanti. La storia avrà comunque ben pochi “video” a sostenere la narrazione, subappaltata a sequenze animate fumettose di discreta qualità. Un complimento che non si può fare al comparto sonoro, caratterizzato da una carrellata di temi che più banali e risentiti non si può. Peccato, perché la qualità intrinseca della colonna sonora orchestrale è molto più che sufficiente. Come nota a margine, ci sentiamo di rassicurare i non anglofoni: Heroes VII è interamente sottotitolato in italiano… video esclusi. La cosa è grottesca, ma sembra più una svista che altro, perciò speriamo che Ubisoft se ne accorga al più presto e prenda i dovuti provvedimenti.

Promosso?

Ma ovviamente. E la saga non è realmente morta, suvvia, non stiamo mica parlando di Heroes VI. Might & Magic Heroes VII non ha ambizioni estreme come il suo predecessore, e Ubisoft pare aver deciso di rimettere insieme i cuoricini spezzati dei fan di vecchia data con un gameplay familiare ed estremamente appagante. Certo, è evidente che questo volta il budget non era proprio dei migliori. Un motivo in più per fare i complimenti ai ragazzi di Limbic Entertainment, che ci hanno regalato un Might & Magic di certo non indimenticabile, ma comunque ricco di contenuti e ore di divertimento.

E questa volta il cloud non è riuscito a mettermi i bastoni tra le ruote.

CI PIACE

Diverse campagne, alcune davvero ben scritte\nGameplay semplice ma efficace\nLongevità massiccia

NON CI PIACE

Ancora tanti bug\nMotore grafico instabile\nOnline ancora zoppicante

Conclusioni

Non sarà uno dei migliori capitoli della saga, ma sotto tutti i bug di questo Might & Magic Heroes c’è un titolo divertente, longevo e interessante

7.5Cyberludus.com
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Redazione
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