Skyshine’s Bedlam – Recensione

Forse complice l’ascesa delle produzioni indie, leggermente meno legate a logiche di mercato rispetto ai titoli tripla A, da circa un paio di anni il mondo dei videogiochi tattici a turni sta vivendo un vero e proprio “rinascimento”. Il genere, da sempre di nicchia, non è mai stato in grado di far avvicinare al media le grandi masse di videogiocatori tipiche dei blockbuster, ma ha saputo, con alterne fortune, ritagliarsi la sua bella fetta di affezionati. In questo filone è riuscito ad emergere Skyshine’s Bedlam, creatura partorita dallo studio texano dei Skyshine Games. Il gioco è sembrato, sin dalla presentazione, un prodotto di sicuro valore e giocandoci ci siamo resi conto anche di quanto particolare fosse l’intero complesso videoludico, arricchito da elementi tipici dei gestionali e dei roguelike.

“Non ho mai visto nessuno afferrare un serpente come fai tu…”

L’ambientazione di Skyshine’s Bedlam è squisitamente post-apocalittica: ci troveremo ad affrontare un mondo ostile e selvaggio che farà di tutto per impedirci di arrivare con il nostro caravanserraglio meccanizzato alla città di Aztec City, una sorta di “oasi” della civiltà. Inoltre ricadrà su di noi la responsabilità della sopravvivenza di un nutrito gruppo di passeggeri che aspettano di essere salvati proprio dalle nostre qualità di capo. Sappiate che non sono semplicemente una buona compagnia per sopportare la desolazione di questa ambientazione assai poco gioviale, ma saranno ospiti che, com’è logico, consumeranno risorse ed energia, costringendoci a fare i salti mortali per procurarcene altre, onde evitare di abbandonarli in mezzo al deserto. Qualsiasi operazione, infatti, consumerà una delle tre risorse necessarie al nostro sostentamento: il “crude” che, tradotto, sarebbe il greggio con il quale il nostro mezzo potrà muoversi; la carne che permetterà la sopravvivenza giornaliera dei passeggeri; le “power cell“, energia spendibile per migliorare alcune abilità tramite grazie al reparto scientifico della nostra cittadella su ruote.

Vieni che ti porto a Bedlam, bella gente e permadeath

L’accumulo di risorse andrà effettuato durante il viaggio verso Aztec City, ma com’è lecito aspettarsi da un mondo colpito da una catastrofe, le esigue quantità di beni sono insidiate dall’interesse delle fazioni nemiche. Skyshine’s Bedlam consta di due fasi, una prettamente gestionale, operata su una mappa di Bedlam che ci darà modo di decidere il percorso da intraprendere e i conseguenti rischi da correre durante il viaggio, e una fase tattica, in cui dovremmo cercare di sbaragliare mutanti e cyborg muovendo il nostro team su una scacchiera generata casualmente, come nel più classico “roguelike”. Per affrontare questa seconda fase avremo a disposizione quattro classi di guerrieri, dal delicatissimo ma letale “deadeye“, al “frontliner” con molti punti vita ma capace di soli attacchi fisici, passando per il solido “trencher” armato di fucile a pompa e il versatile “gunslinger“. Inoltre, durante le nostre scorribande, sarà possibile incontrare personaggi speciali molto forti che potranno, se lo vorremo, unirsi a noi, facilitandoci il viaggio della speranza verso Aztec City. Sarà importantissimo imparare a gestire subito al meglio la nostra squadra evitando di formare team troppo numerosi, ogni membro utilizzato durante le battaglie, infatti, porterà un ingente consumo di risorse. Ad aumentare la tensione durante gli scontri, ci sarà l’incombente spettro del permadeath, un altro elemento del mondo “roguelike” che ben si sposa con la senzazione di precarietà della vita riscontrabile nel mondo di Skishine’s Bedlam, in cui il concetto di “homo homini lupus” è, causa forza maggiore, portato alle estreme conseguenze. La cosa viene ulteriormente confermata da un livello di difficoltà decisamente alto che, in più di un’occasione, ci ha fatto pensare ad un lavoro di bilanciamento poco attento visti i rapporti di forza in deciso favore di personaggi speciali e nemici. Una volta presa la mano con le dinamiche del gameplay e superata la ripida curva di apprendimento, tale difficoltà può diventare un valore aggiunto per chi, come noi, ha adorato la filosofia di gioco insita nei prodotti che han fatto grande il genere, punitivo per definizione.

Qualche ombra sotto il sole

Grazie ad un comparto visivo davvero convincente, fatto di personaggi dallo stile fumettistico dall’altissimo livello artistico (il tratto dai contorni scuri è reso in maniera superba e si avvicina, per capirci, allo stile di Borderlands, solo molto meno “deformed”), il primo impatto col prodotto di casa Skyshine Games è sicuramente positivo. Dopo pochissime ore di gioco, però, accanto alle luci del versante tecnico escono fuori alcune ombre che ne compromettono l’esperienza, e il sapore in bocca comincia ad inasprirsi. Dal punto di vista narrativo la storia di Skyshine’s Bedlam è semplice, senza fronzoli, e il percorso che sceglieremo di usare per arrivare ad Aztec City sarà l’elemento sul quale si dipaneranno le vicende. Proprio durante la scelta di questo percorso incapperemo in alcuni bivi narrativi che ci metteranno in condizione di dover scegliere sul da farsi. Benchè sia una possibilità molto stimolante sulla carta, si tratta però di decidere sempre e soltanto tra il combattere, e avere il conseguente accesso alle risorse in palio, e il fuggire. Purtroppo questo fa sì che, in breve tempo, il senso di avventura che questa cosa porta con sé viene pesantemente ridimensionato, intaccando il fattore divertimento. Altro elemento che non ci ha convinti pienamente è la gestione del team che, tolta la facoltà di cambiar nome alle unità, non offre alcuna possibilità di personalizzazione. I personaggi, infatti, vengono promossi senza un vero sistema di esperienza, ma progrediscono di “grado” univocamente, previo raggiungimento di uno specifico numero di unità nemiche uccise. In un gioco del genere offrire la possibilità di formare una squadra diversificata, ad esempio con due tank, di cui uno più forte fisicamente ed un altro più idoneo a spostamenti ad ampio raggio, avrebbe potuto anche aumentare anche il fattore di rigiocabilità.

Concludendo…

Giungere alle conclusioni con un titolo come Skyshine’s Bedlam non è facile. Tante sono le luci ma troppe le ombre di un titolo che portava con sé più di qualche aspettativa. Un buon comparto tecnico e un superbo lavoro artistico riescono a far emergere la bravura degli sviluppatori nel confezionare un prodotto che nell’ambito degli indie ha davvero pochi eguali. Ma se lo sbilanciamento del livello di difficoltà può esser visto anche come un valore aggiunto da una fetta di utenza, gli altri difetti elencati in sede di recensione sono macroscopici e non permettono di esprimerci a cuor leggero in maniera totalmente positiva. Chi ritiene di poter chiudere un occhio sulla progressione eccessivamente rigida dei membri del team e sulla ripetitività delle dinamiche di gioco troverà in quel diamante grezzo di Skyshine’s Bedlam un prodotto di sicuro valore.

CI PIACE

Un titolo dal comparto artistico ispiratissimo e dal livello di difficoltà appagante, riuscirà a divertire “l’old school gamer” in voi.

NON CI PIACE

forse la difficoltà non è calibrata in modo equilibrato, la progressione delle unità è troppo troppo rigida e il tutto rischia di diventare presto monotono.

Conclusioni

Un prodotto valido, confezionato in maniera eccellente e divertente da giocare, ma con dei difetti troppo grossi per non tenerne conto. Consigliato con riserva.

7.5Cyberludus.com
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