L’oasi è fatta per il corpo, il deserto per l’anima.

L’universo distopico plasmato da George Miller ha indubbiamente il suo fascino. Ne sono una dimostrazione le quattro incredibili pellicole cinematografiche lanciate dal regista australiano durante un arco di tempo di circa trent’anni. Dopo la trilogia di Mel Gibson, è arrivato il turno di Tom Hardy con Mad Max: Fury Road, uscito nelle sale cinematografiche pochi mesi fa. Fury Road è riuscito nell’intento di rilanciare una saga poco avvezza ai giovini riuscendo comunque a totalizzare ottimi consensi tra pubblico e critica. Mad Max: Fury Road – a detta di Miller – non è un sequel e neanche un reboot dei precedenti film ma una sorta di “rivisitazione”, una visione differente delle avventure di Max. Rivisitazione dell’universo di Miller lo è anche il nuovo titolo degli Avalanche Studios, uscito il 4 Settembre su PC e console next gen. Provato alla Gamescom 2015 e analizzato in un editoriale – pubblicato qualche giorno fa – Mad Max è stato un titolo molto interessante sulla carta che è riuscito a proporre alcune buone idee salvo poi fallire clamorosamente su molti versanti. Scopriamo insieme perché?

Mad Max

 

My name is Max. My world is fire and blood.

Sguardo furioso. Mani sul volante dell’Interceptor. Destinazione: Piane del Silenzio. Sfortunatamente ritrovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato è la situazione più comune in plot di questo tipo. In Mad Max a metterci i basti tra le ruote – letteralmente – saranno i Figli di Guerra e il loro leader Scabrous Scrotus, padrone di Gastown e figlio di Immortan Joe (ed ecco che qui iniziano a fiorire i primi collegamenti con Mad Max: Fury Road). Dopo aver assistito ad una cinematic dall’alto tasso di violenza e adrenalina ci ritroveremo tuttavia morenti e privi della nostra anima: l’Interceptor. Prendendo il controllo di Max, vagheremo per il deserto alla ricerca di acqua e salvezza?è qui che incontreremo per la prima volta il vero co-protagonista di Mad Max: Chumbucket. Il gobbo figuro si paleserà a noi come un esperto meccanico e fanatico religioso di un suo personale culto dei motori, desideroso di costruire – con il nostro aiuto – il veicolo perfetto: la Magnus Opus.

Dopo un inizio piuttosto frizzante la narrativa comincia improvvisamente ad affievolirsi. Passeremo tre quarti di avventura a viaggiare di roccaforte in roccaforte, a far la conoscenza di particolari abitanti delleWastelands, cercando di portare alla potenza massima sia Max che il veicolo, pronti per l’eventuale scontro finale con Scabrous Scrotus. Nella parte finale dell’avventura, grazie anche alla varietà di personaggi riusciti proposti dal team di Avalanche Studios, Mad Max raggiunge picchi di interesse piuttosto elevati. Ci saremmo tuttavia aspettati una narrazione meno frammentaria e lenta cosa che purtroppo non succede per buona parte dell’avventura?

Mad Max

Survival?

Inutile aggiungere che l’esplorazione delle Wastelands a bordo della Magnus Opus è la feature che più ci ha catturato del titolo Avalanche Studios. Il veicolo è il secondo vero protagonista di Mad Max. Il combattimento veicolare è stato reso vario e solido, grazie all’introduzione di diverse meccaniche parecchio funzionali: con l’aiuto del fido Chumbucket potremo utilizzare armi come arpioni, lance tuonanti ed usufruire delle sue abilità di meccanico per riparare la Magnus Opus in seguito a danneggiamenti. Preso confidenza con il sistema di guida – inizialmente ostico – le strade saranno il nostro parco giochi personalizzato con cui potremo divertirci tra derapate e accelerazioni a base di nitro. Meno riuscito è tuttavia il sistema di combattimento nudo e crudo. Ricalcando il free flow della serie Batman di Rocksteady, Mad Max non riesce ad offrire la medesima solidità e varietà che l’uomo pipistrello riusciva a garantire. Le cause? Sicuramente un intellligenza artificiale dei nemici non ottimale unita ad una gestione della telecamera poco precisa, rendono il tutto fin troppo semplice e poco accurato. A ciò si va ad aggiungere un gunplay decisamente limitato: le armi da fuoco – solamente due (fucile a canne mozze e fucile di precisione) – non potranno essere utilizzate in movimento e presentano inoltre un sistema di mira eccessivamente approssimativo e impreciso.

Come già accennato nel precedente editoriale, Mad Max è un titolo che punta parecchio sulla contenutistica. Nel titolo Avalache sarà possibile esplorare liberamente le Wastelands attraverso numerosi punti di interesse. Essi potranno essere scoperti in diversi modi: il primo metodo prevede l’utilizzo dei diversi punti di osservazione (dall’aspetto di vere e proprie mongolfiere), sullo stile Ubisoft di Assassin’s Creed e riutilizzati in altre produzioni Warner Bros come L’Ombra di Mordor, il secondo invece si basa semplicemente sulla sola esplorazione della mappa a bordo del veicolo. Per ovviare alla grossa estensione del mondo di gioco, i ragazzi di Avalanche Studios hanno inserito un funzionale sistema di fast travel tra roccaforti e punti di osservazione già scoperti.

Le attività secondarie sono parecchie, passeremo ore ed ore a destreggiarci tra punti di raccolta di risorse, corse mortali tra le dune del deserto e conquista di avamposti nemici, anche se ovviamente il fattore ripetitività non tarderà molto a palesarsi tra noi. Lo svolgersi delle attività secondarie, dopo un buon numero di ore di gioco, servirà solo da pretesto per raccogliere rottami, la vera e propria valuta del mondo di Mad Max. Grazie ai rottami potremo potenziare tramite l’apposito menu sia Max che la Magnus Opus in categorie diversificate, garantendo un ottimo e longevo sistema di progressione. Oltre al potenziamento del protagonista e del veicolo, il team di sviluppo ha pensato bene di proporre un sistema di upgrade delle roccaforti: completando progetti nelle fortezze otterremo diversi bonus all’interno di esse, garantendoci la possibilità di partire al pieno di energie e munizioni ad ogni visita. Restando sul fronte progressione, una volta completate sfide consultabili dal menu di gioco, Max scalerà diversi ranghi utili a sbloccare nuovi potenziamenti per il personaggio e il veicolo. Scalando ranghi il giocatore potrà inoltre guadagnare e spendere gettoni speciali da un personaggio secondario chiamato Griffa, grazie ad essi potremo aumentare i parametri di Max come vitalità, capacità di raccolta risorse e molto altro.

Le meccaniche survival implementate da Avalanche Studios per Mad Max ci hanno lasciato con l’amaro in bocca, visto che si tratta di una feature solo che accennata. La sopravvivenza nelle Wastelands sarà legata esclusivamente a tre fattori: acqua, salute e benzina. L’utilizzo dell’acqua da parte di Maxci consentirà di rigenerare la salute così come il cibo (presente sotto forma di larve, piccoli rettili e mangime per cani), la benzina tuttavia rappresenta una mezza occasione sprecata visto che non capiterà mai di ritrovarsi a secco durante lo svolgimento dell’avventura. Buone feature si?ma mal implementate. Peccato.

Mad Max

Grafica e sonoro: le Wastelands non sono mai state così “vive”

Il comparto audiovisivo di Mad Max è sicuramente uno tra gli aspetti più curati – e riusciti – di tutta la produzione targata Avalanche. A farla da padrone è sicuramente l’ambientazione. Le Wastelands, oltre ad essere incredibilmente vaste, vantano un livello di dettaglio notevole caratterizzate da un ottima distanza di visuale e sistema di illuminazione. I veicoli e i modelli dei personaggi vantano una grande cura grazie anche ad un comparto animazioni credibile e curato per via delle intense sessioni di motion capture. Tanto di cappello per l’effettistica particellare: tempeste di sabbia, fuoco e fumo non sono mai stati così realistici come in Mad Max. Durante la nostra prova – effettuata su Playstation 4 – non abbiamo evidenziato particolari cali di frame rate tranne che in due occasioni forse eccessivamente concitate. Mad Max – in versione console – offre una risoluzione di 1080p a 30 frame al secondo.

Sul fronte sonoro buono il doppiaggio (in lingua inglese) e la soundtrack a cui si va ad aggiungere un comparto suoni di tutto rispetto per l’effettistica dei motori.

Mad Max

Concludendo?

Mad Max è un buon prodotto. Se da un lato il titolo Avalanche ci ha divertito per le sue meccaniche di guida e l’enorme quantità di contenuti, dall’altro abbiamo trovato alcuni aspetti del gameplay davvero troppo approssimativi che con una maggior cura e varietà avrebbero elevato il titolo al di sopra di tanti altri open world sul mercato. Mad Max resta comunque un titolo fedele al suo lore e per questo consigliato agli amanti del brand e dell’azione nuda e cruda.

CI PIACE
  • Sistema di guida ottimo, una volta familiarizzato a dovere
  • Effetti particellari di incredibile fattura
  • Profondo sistema di progressione per la vettura e il protagonista
  • Tanti contenuti…
NON CI PIACE
  •  …ma non tutti di qualità!
  • Ripetitivo
  • Narrazione frammentaria e lenta ad ingranare
Conclusioni

Un buon titolo per gli amanti dell’azione e delle pellicole cinematografiche (in particolare Fury Road).

7.5Cyberludus.com
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