Gaijin Entertainment – dal panel di Colonia [Gamescom 2015]

Il secondo giorno alla Gamescom parte con la visita al panel di Gaijin Entertainment che ci ha permesso di constatare in che condizioni fosse lo stato di forma della casa di sviluppo russa nel panorama videoludico.

Crossout

Il primo gioco da noi provato, Crossout, è ambientato in un mondo post apocalittico, molto forte è la sensazione che sia una scelta un po’ forzata, giusto per cavalcare il successo dell’ambientazione alla Mad Max, tanto in voga in questo periodo. A livello di gameplay si presenta come un “battle arena” fra autoveicoli, peculiare per la possibilità di poter editare il proprio mezzo in maniera libera e approfondita. Centinaia e centinaia di pezzi saranno presenti sullo store al momento del lancio, questo permetterà possibilità infinite di personalizzazione del proprio veicolo, sia sul fronte difensivo che su quello offensivo, il vero fulcro del gioco: sul proprio bolide è possibile combinare, ad esempio, una grossa minigun, utile per sparare a media distanza, e una fila di motoseghe per difendersi dai contatti troppo ravvicinati con i propri avversari. Bisogna però stare attenti a non appesantire troppo il mezzo, pena una lentezza che potrebbe significare l’esposizione fatale ad un avversario agguerrito e meglio organizzato di noi. È su questo gioco di equilibri che si basa Crossout, un “battle arena” veloce e frenetico piuttosto interessante, capace di regalare anche qualche soddisfazione nel breve hands-on che ci ha visti protagonisti. Alcune perplessità nascono dalla formula Free-to-play che il titolo adotterà, permettendo l’acquisto in-game dei pezzi per il crafting dallo store, favorendo così solo chi avrà speso di più. È presto però per tirare conclusioni e rimaniamo con la speranza di un escamotage in grado di riuscire ad ovviare a questo problema, assai diffuso in giochi di questo tipo.

War Thunder con Morpheus

Brevissima invece è stata la nostra esperienza con War Thunder, celebre simulatore di volo online, uscito nel lontano 2013 e legato anch’esso alla formula Free-to-play. Ci è stata data la possibilità di provare il gioco su una PS4 collegata ad un visore Morpheus, ma l’esperienza non ci ha colpito particolarmente: la sensazione di profondità era piuttosto blanda, mentre la definizione complessiva era pericolosamente bassa. Conclude questa nostra esperienza un crash che ci obbliga a passare oltre, lasciandoci un po’ l’amaro in bocca vista la tecnologia dal grandissimo potenziale.

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Redazione
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