Anna’s Quest – Recensione

Per chi è stato abbastanza attento, non sfuggirà il fatto che Anna’s Quest fosse in realtà già uscito nel 2012 – più specificatamente col titolo Anna’s Quest Vol. 1: Winfriede’s Tower – e che, tecnicamente, avrebbe dovuto comprendere un’uscita episodica in pieno stile Telltale. Dopo quel primo ottimo episodio però il progetto cadde in silenzio per l’anno successivo, fino a quando, attraverso un comunicato ufficiale, Dane Krams – mente creativa del progetto – giustificò la scomparsa del gioco da Steam Greenlight e dagli store dicendo che il suo team – Krams Design – al momento non poteva proseguire lo sviluppo ma che il progetto era ancora vivo e avrebbe presto dato sue notizie. Quello che sembrava il preludio all’ennesimo triste epilogo di un gioco dalle ottime potenzialità, si rivelò invece una bellissima sorpresa quando, nell’agosto del 2014, attraverso un nuovo comunicato ufficiale di Dane Krams, venne a galla la notizia che il gioco era vivo, in fase avanzata di sviluppo e in collaborazione con Daedalic Entertainment, team di sviluppo ben più famoso che nel campo delle avventure grafiche vanta di una lista di giochi di tutto rispetto, tra cui la recente e pluripremiata saga di Deponia. E, quasi fosse una favola, il prodotto definitivo è stato il lieto fine che tutti volevamo.

Una fiaba nera

Come da titolo seguiremo l’avventura di Anna, una bambina cresciuta in una fattoria isolata dal mondo. A fronte della scomparsa dei suoi genitori – a riguardo c’è un ottimo prologo compreso nel pacchetto di gioco – non ha avuto altri familiare al di fuori di un nonno iperprotettivo. Quando quest’ultimo si ammala in circostanze misteriose, il buon cuore della bambina la spinge a cercare una cura al di là della foresta, dove cadrà vittima di una vecchia strega che la imprigionerà in una torre. Qui Anna scoprirà qualcosa di incredibile: è l’ultima discendente di una stirpe capace di adoperare la telecinesi, e la strega vuole a tutti costi impossessarsi dei suoi poteri. Questa, all’incirca, sarà la base da cui poi si dipanerà la storia durante i 6 capitoli che compongono il gioco. La trama di Anna’s Quest ricalca molto spesso le storie dei Fratelli Grimm, ma lo fa seguendo uno stile tutto suo che si alterna dall’infantile allo humor nero. Il titolo, è evidente, è pensato per tutte le fasce d’età in quanto riesce a proporre contenuti e dialoghi all’apparenza divertenti e spensierati, ma che molto più spesso di quanto possa sembrare sono dotati di un’ironia pungente e citazionista. Uno dei meriti più grandi del gioco è proprio questo: amalgamare semplicità genuina e tocchi di genio che potranno essere apprezzati da tutti, indiscriminatamente, durante le 15 e più ore che ruberà la storia. Godetevela, perché è davvero divertente e interessante, oltre a essere infarcita di riferimenti pop – come poteva non mancare la citazione al Trono di Spade?

Una fiaba classica

I concetti sono molto simili anche per il gameplay. Il titolo non fa nulla per innovare il genere delle avventure grafiche – che, sempre citando Telltale, ora fa andare per la maggiore il comparto narrativo – ma si impegna piuttosto a riproporre in tutto il suo splendore lo stile classico dei punta e clicca: un mix sapiente di narrazione e puzzle solving che farà la gioia di tutti i fan del genere. Anna potrà quindi spostarsi su scenari bidimensionali dotati di un lieve tocco isometrico, dotata di un inventario in cui potrà tenere gli oggetti raccolti durante l’avventura. Gli oggetti giocheranno un ruolo fondamentale, ovviamente, e in alcuni casi potranno essere combinati tra loro per il proseguo della storia.

Ma non solo: Anna potrà parlare con una moltitudine di personaggi sparsi su schermo e, in generale, interagire con quasi tutto ciò che riusciamo a vedere. Oltretutto i poteri di Anna saranno essenziali per proseguire, e potranno essere adoperati sugli oggetti stessi; al giocatore capire come. A fronte di ciò è presente un tasto che se premuto mostrerà tutti gli elementi interattivi dello scenario, rivelandosi estremamente comodo. Gli enigmi daranno un valore aggiunto alla qualità del titolo, in quanto dosati saggiamente e, soprattutto, comprensibili, senza adoperare quei “trucchetti” che molto spesso vengono usati dai produttori dei giochi proprio per rendere difficile la vita al giocatore. Si tratta di enigmi normali, che con della buona attenzione e -ogni tanto – un set di carta e penna potranno essere risolti. Ricordandosi che questo è anche un gioco per bambini, però, gli sviluppatori hanno messo l’opzione di skippare tali enigmi. L’unico consiglio che teniamo a darvi è di osservare sempre tutto ciò che è disponibile sullo schermo: se anche avete trovato come proseguire, il gioco deve ricevere gli input necessari per farvi proseguire.

Una fiaba a colori

Un plauso anche al comparto tecnico, interamente disegnato a mano e dotato di uno stile semplice e fantasioso, oltre che colorato e cartonesco, un risultato pari a quello di un cartone animato di ottima qualità – saranno presenti anche dei veri e propri video. Abbiamo notato comunque che dopo il primo episodio la qualità visiva tende a migliorare, dettaglio forse dovuto alla produzione travagliata del gioco. Presenti lievi bug visivi – qualche sprite coi contorni poco definiti – ma nulla che una piccola patch non possa risolvere. Complimenti anche a** James Flamestar**, che con la sua colonna sonora ha saputo ricreare perfettamente le atmosfere fiabesche del gioco .

Una bella fiaba

In definitiva non possiamo che consigliare Anna’s Quest. La storia piacerà ai più, il gameplay stringerà il cuore ai nostalgici e il comparto tecnico saprà ammaliare il bambino cresciuto che c’è in noi.

CI PIACE

– Ottimo comparto tecnico\n- Gameplay classico

NON CI PIACE

– Gameplay classico\n- Avventura grafica vecchio stile: potrebbe non piacere alle nuove generazioni

Conclusioni

Una splendida rievocazione dei classici punta e clicca dotata di divertimento e ironia

8Cyberludus.com
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