Il primo Revelations, complice anche il parziale declino della saga originaria, è stato visto dai fan (e non) come un faro nella notte, quella proverbiale ancora di salvezza che la famosa serie horror sembrava ricercare da fin troppi anni. Arrivato prima su 3DS e poi sul resto delle piattaforme, Resident Evil: Revelations si è rivelato essere – con grande sorpresa di tutti – un’ottima alternativa ad un filone principale sempre più deludente, una serie parallela che sembrava tornare alle atmosfere delle origini pur mantenendo intatto quel retrogusto moderno che è andato rafforzandosi fin dai tempi del quarto capitolo. Del resto, considerato il successo di questo esperimento, aspettarsi un seguito era più che ovvio; seguito che Capcom, spinta dall’ottimo responso di critica e pubblico, non ha tardato a sviluppare. Ed eccoci qui, alcuni anni dopo, a parlare di Revelations 2, proseguio di quell’avventura marittima e che – parola di Capcom – non sarebbe stato altro che la summa delle lezioni apprese con il predecessore.

Revelations 2, così come il capitolo che l’ha anticipato, resta un prodotto dal budget piuttosto contenuto, ma la vera sorpresa è che arriva in tavola con un aspetto piuttosto particolare. La moda della struttura episodica – sdoganata recentemente soprattutto da Telltale – ha infatti colpito anche casa Capcom, ed ecco che quindi ci ritroviamo tra le mani un prodotto spezzettato in diversi tronconi (quattro, per la precisione), ognuno dei quali venduto a prezzo ridotto. Attualmente, la promessa è quella di portare in digital-delivery un episodio a settimana, con la copia scatolata in arrivo solo alla fine delle danze.

Cronache di uno sbadiglio

A questo giro sarà Claire Redfield, sorella dell’ultra-macho Chris, a prendere le redini della faccenda. Rapita assieme a Moira Burton (figlia di Barry) durante una cena di gala, Claire si ritrova suo malgrado a dover cercare una via di fuga da una polverosa prigione di un non-ben-definito edificio abbandonato. Chi sono gli uomini armati che hanno prelevato lei e la sua squadra? Come mai ha indosso un braccialetto che sembra spedire i suoi impulsi vitali ad una sorta di “marionettista” dietro le quinte? La faccenda, inutile dirlo, suonerà piuttosto strana fin dai primi rintocchi, e la sensazione di trovarsi nelle grinfie di un “Grande Fratello” sadico sarà più forte che mai.

Riunitasi con Moira, l’unico altro ostaggio apparentemente in vita, Claire dovrà farsi strada nei meandri delle segrete aiutandosi con mezzi di fortuna trovati sul campo, come torce e piedi di porco. Ovviamente, non mancherà anche un armamentario bellico d’ordinanza imprescindibile alla natura action della saga. Purtroppo, a parte un incipit piuttosto interessante, del copione si salva davvero ben poco, tant’è vero che i continui rimandi ai precedenti Resident Evil non riescono a salvare una sceneggiatura piuttosto soporifera e senza chissà quale inventiva. Certo, parlare è ancora prematuro, ma di certo non possiamo dire di essere stati colpiti chissà quanto da questo incipit, eccezion fatta per un paio di situazioni.

Il problema risulta accentuato anche a causa della pessima caratterizzazione dei protagonisti, dei dialoghi poco profondi e di un’atmosfera che non sempre riesce a catturare l’attezione. Sembra infatti che quanto fatto di buono con il primo episodio sia stato completamente cancellato in favore di un’avventura dalla direzione più scontata e dal retrogusto nettamente più scialbo. La “Colonia Penale” nella quale è ambientata buona parte dell’episodio ha davvero pochi spunti interessanti, e in men che non si dica ci si ritroverà costretti a lottare contro un backtraking a tratti fin troppo marcato ed un sistema ad obiettivi scontato come non mai.

Amici per sempre?

Persino la presenza di Moira nell’avventura sembra essere un semplice pretesto, una scusante poco velata per poter inserire una modalità cooperativa che, a conti fatti, non era così necessaria. Claire, come lecito aspettarsi, è l’elemento di sfondamento, la donna “che non deve chiedere mai”, armata fino ai denti e più che capace di difendersi da sola dal nugolo di ostacoli che le si pareranno davanti; Moira, dal canto suo, è armata… di torcia. Certo, potrà puntare lo strumento negli occhi dei nemici per accecarli momentaneamente, scovare in giro oggetti e munizioni normalmente invisibili, aprire forzieri e porte bloccate con il piede di porco, ma non ci sarà altro. È palesemente un personaggio di supporto, ma allo stesso tempo incapace di prendere una qualunque iniziativa se non guidata in prima persona. Ciò significa che ad ogni stanza dovremo passare a Moira per poter depredare ogni anfratto del suo bottino, solo per poi essere costretti a passare a Claire alla prima avvisaglia di pericolo. Per quanto il sistema valorizzi largamente la fase survival del gioco (risparmiare le munizioni e controllare ogni buco alla ricerca di tesori sarà infatti la regola), saltare ogni due secondi da un protagonista all’altro non solo risulterà ben presto piuttosto tedioso, ma ci darà persino la conferma che Capcom – ancora una volta – abbia inserito la cooperativa solo per attirare un pubblico maggiore e non per vera necessità.

Due anime

A sorpresa, il titolo inizia a risollevarsi una volta abbandonati i panni di Claire e Moira. Le due ragazze, infatti, non sono gli unici personaggi giocabili, e ci vorrà poco prima che il classico cavaliere senza macchia nè paura sbarchi sull’isola per salvare le donzelle in pericolo. Parliamo del nerboruto Barry che, preoccupato per la figlia, decide di lanciarsi di sua spontanea volontà in questo manicomio di cemento e lamiere per mettere la parola “fine” alla faccenda. Anche lui però, per amor di una qualche malata coerenza, si ritroverà a proseguire in compagnia. Appena messo piede nella Colonia Penale, Barry farà infatti la conoscenza di un’enigmatica bambina, apparentemente senza memoria e in possesso di qualche abilità “particolare”. Così come nella prima metà, quindi, anche stavolta ci ritroveremo a comandare due personaggi sensibilmente diversi tra loro. La differenza, però, starà nel fatto che questa coppia risulterà molto meglio amalgamata della precedente; ironico, considerato come i due non si conoscano neanche. Non solo si inizierà a notare un qualche accenno di caratterizzazione in più (che con Claire e Moira è indubbiamente venuto a mancare), ma anche il gameplay ne uscirà fuori sensibilmente scosso. La giovane aiutante, infatti, ha il potere di scorgere i nemici attraverso le pareti; un ottimo aiuto per Barry, che così potrà inscenare manovre più tattiche e silenziose, oltre che ridurre i rischi al minimo e risparmiare al tempo preziose munizioni.

Anche il contesto generale guadagna qualche punto, visto l’abbandono degli anonimi dedali di prigionia in favore di foreste più ad ampio respiro e, obiettivamente, maggiormente lugubri. Nonostante l’episodio duri un paio d’ore stentate, sembra quasi assurdo notare quante anime rieca a racchiudere al suo interno e con quanta nonchalance salti da una tipologia di gioco all’altra in così poco tempo. Ora come ora, ci verrebbe quasi da dire che la sezione di Barry, per quanto non eccelsa, sia comunque l’unica cosa che riesce a tenere a galla un episodio partito spaventosamente in sordina. Tra l’altro, l’unica altra “rivelazione” interessante arriva da Barry stesso, in un finale che – in un modo o nell’altro – riesce a creare un ottimo cliffhanger verso l’episodio successivo.

Tutto quello che resta…

Trama insipida e atmosfera altalenante a parte, siamo comunque di fronte ad un prodotto pensato più per i vecchi fan della serie, che della nuova. Come era lecito aspettarsi, le fasi action risultano contenute tanto in numero quanto in sensazionalismo, mentre a farla da padrone sarà sempre e comunque l’esplorazione, complice anche l’ottimo level design. Revelations 2, nonostante i difetti, si presente quindi come un survival-horror giocabile e a grandi linee accettabile, soprattutto grazie ad una corposa sezione extra che prometterà di tenere incollato l’acquirente per molto più delle due ore segnalate. Tra medaglie, segreti e modalità secondarie, possiamo assicurarlo, di carne al fuoco ce n’è tanta, e persino più appetibile dell’avventura stessa. E, a conti fatti, è anche per questo che non ce la sentiamo di bocciare il prodotto in toto, soprattutto considerato il prezzo davvero vantaggioso. Ultima nota di demerito per la realizzazione grafica, quantomeno per le controparti new-gen, che per quanto possano fregiarsi di un frame-rate (neanche stabile) a 60 fotogrammi per secondo, vengono palesemente trattenute dalla natura cross-gen del titolo.

In conclusione…

Questo primo episodio di Resident Evil: Revelations 2, ci duole ammetterlo, è una ridondante altalena che ciondola costantemente tra il noioso e il “quasi accettabile”. Pur non toccando mai picchi chissà quanto alti, però, riesce lo stesso ad intrattenere grazie ad un gameplay piuttosto solido – o dovremmo dire “collaudato”? – e ad alcuni passaggi comunque riusciti. Resta la piattezza di trama ed un immaginario generale tutt’altro che ispirato, ma le battute finali ci fanno comunque sperare in un buon seguito.

VOTO EPISODIO: 67/100

CI PIACE

– Alcuni livelli indubbiamente azzeccati\n- Rigiocabilità e longevità elevate

NON CI PIACE

– Non tutte le campagne sono all’altezza\n- Trama banale\n- Cooperativa molto forzata

Conclusioni

Un gioco con un gameplay collaudato ma che fallisce che nel ricreare un contesto all’altezza

6.9Cyberludus.com
Articolo precedenteBattlefield Hardline: rilasciato il gameplay trailer di lancio
Prossimo articoloLa trama di un ipotetico Remember Me 2 è stata già scritta
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.