La Terra di Mezzo: L’ombra di Mordor – Il Signore della Caccia

Se avete visto il nostro speciale di fine anno, i Cyberludus Awards, sapete già che tra le desolate rovine di Mordor abbiamo lasciato un pezzo – consistente – del nostro cuore. La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor è stato il nostro gioco preferito del 2014, un risultato che, a voler essere onesti, ha sorpreso anche noi. Forse perché – in fondo – non ci aspettavamo che un titolo dalle basi tanto derivative (qualcuno ha detto Batman’s Creed?) riuscisse ad offrire ai giocatori un’esperienza così profonda ed avvincente, caratterizzata da meccaniche di gameplay perfettamente rifinite e da quell’incredibile gioiello d’innovazione che è il – giustamente celebrato – Nemesis System. Riuscirà Il Signore della Caccia, primo contenuto a pagamento del gioco e oggetto della recensione odierna, a proseguire sulla strada d’eccellenza tracciata dal titolo Monolith? Scopritelo con noi.

La barba non basta

Ne Il Signore della Caccia un Talion – piacevolmente – barbuto viene coinvolto dal buon vecchio nano Torvin (uno dei personaggi della campagna principale) in una serie di missioni che vede il dinamico duo schierarsi contro una nuova minaccia che mira a rendere ancor più miserabile la vita degli uomini liberi del Mare di Nurnen. Vi chiederete: cosa può esserci di peggio di un’apocalisse incombente? La risposta è semplice. Un’apocalisse incombente E una schiera di Uruk infuriati in groppa a colossali bestie ancor più infuriate di loro. La principale novità introdotta dal contenuto scaricabile sono, per l’appunto, i Beastmaster Warchiefs, una nuova classe di nemici d’elite in grado di utilizzare la temibile fauna di Mordor a proprio vantaggio. A peggiorare le cose, le adorabili schiere faunistiche di Mordor potranno contare su due new entry “di peso”: il leonino Caragath, particolarmente abile negli attacchi furtivi, e una versione corrotta del colossale Graug, capace di vomitare valanghe di fiele velenoso. Non vorreste adottarne un paio anche voi? Una volta scaricato e installato il DLC, vedremo apparire una nuova voce nel menu principale del gioco che ci permetterà di accedere ai contenuti de “Il Signore della Caccia”, un primo indizio di quello che è, senza dubbio, il principale punto debole di questo DLC. Il Signore della Caccia è – de facto – un contenuto stand-alone, completamente isolato dalla campagna principale de L’Ombra di Mordor. Le meccaniche di base sono quelle, le ambientazioni pure, il protagonista (variazioni barbonesche a parte) anche, eppure la nuova avventura risulta fastidiosamente svincolata dalle vicende del gioco base, specialmente dal punto di vista narrativo. Il contenuto, già in partenza, è di difficile collocazione temporale (supponiamo sia ambientato qualche mese dopo la sconfitta della Mano Nera di Sauron) ed offre al giocatore un arco narrativo di scarso impatto, che poco o nulla (più la seconda) aggiunge alla lore del titolo, complice anche il ruolo “da comparsa” dello spettro dell’anello Celebrimbor. I nuovi poteri di Dominio concessi a Talion, in rotta con le abilità dei Beastmaster Uruk, danno vita a scene di combattimento di grande effetto ma, come si suol dire, “niente di nuovo sotto il sole”. Anche perché, a causa della scissione forzata delle due campagne, il Talion super-potenziato (a prescindere dai vostri pregressi) de Il Signore della Caccia vi apparirà come uno straniero, lontano dal fiero ramingo con cui avrete condiviso mille tra tragedie e trionfi. Una volta chiusi i conti con i Warchiefs (nel mio caso, a due ore circa dal termine del download), de Il Signore della Caccia non ci rimarrà altro che un skin nerboruta, un paio di rune tanto potenti quanto superflue (considerando l’efficienza assassina del Talion end game) e un’area dove lanciarsi in sfide di caccia senza alcun reale mordente. A peggiorare il tutto, i potenti Uruk Beastmasters, colonna portante del DLC, una volta uccisi rimarranno?.bé, morti. Niente respawn, niente sostituzioni, niente resurrezioni voodoo, niente, zero, nada, nicht! Una scelta che riduce considerevolmente la – già discutibile – longevità del contenuto scaricabile. Un vero peccato, dato che gli scontri con i boss cavalca-bestie sono qualcosa di piuttosto notevole, e i potenti Warchiefs avrebbero meritato almeno uno spareggio.

Ne vale la pena?

No. Come contenuto stand-alone (non tecnicamente, ma fattualmente), Il Signore della Caccia offre al giocatore troppo poco per il prezzo richiesto (9,99 euro). La brutale separazione dalle vicende della campagna principale e la scarsità delle novità proposte impediscono al DLC di “spiccare il volo”, rendendo l’intera esperienza sostanzialmente obliabile.

CI PIACE

– Il nemesis system garantisce ore ed ore aggiuntive di contenuti\n- Meccaniche di gioco varie e ben congegnate\n- Buon sistema di crescita del personaggio

NON CI PIACE

– La storyline principale dura una decina di ore\n- Meccaniche di gameplay non proprio “originali”\n- Scade sul finale

Conclusioni

Sicuramente il miglior titolo dedicato alle celebri opere di Tolkien.

9Cyberludus.com
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Redazione
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