Game of Thrones: Episodio 1 – Recensione

Record di vendite, milioni di fan, un riconoscimento dopo l’altro e una serie televisiva su HBO che guadagna altrettanti consensi: per parlare del successo ottenuto da Game of Thrones, in Italia conosciuto anche come Il Trono di Spade, andrebbero via almeno un paio di orette. La serie di romanzi fantasy realizzata da George R. R. Martin ha tante idee originali alle spalle, nonostante la base più o meno comune a molti fantasy della letteratura; ambientato nei Sette Regni di Westeros, Game of Thrones racconta di come potenti famiglie si contendano terre e Trono tra alleanze, conflitti d’interesse e intrighi tipici della letteratura, ma tra le caratteristiche importanti di GOT c’è sicuramente il binomio protagonisti-morte: la serie non ha un protagonista che domina sugli altri personaggi, ma è capace di far affezionare il lettore a un individuo in particolare, prima che questi soccomba inaspettatamente… E qui arriviamo a TellTale: dopo il successo ottenuto con la saga The Walking Dead, basata sull’omonima serie tv trasmessa da AMC, il team di sviluppo è riuscita ad accaparrarsi le licenze di GOT per realizzare una nuova game series ambientata proprio nei Setti Regni e a stretto contatto con le vicende del telefilm. Manco a dirlo, l’annuncio ha suscitato fin da subito grande clamore ed oggi vi raccontiamo cosa ne pensiamo del primo episodio: Iron from the Ice.

Il nodo da cui parte il racconto è il famoso The Red Wedding, scenario del tradimento delle famiglie Bolton e Frey nei confronti degli Stark e del Re del Nord Robb, fino a quel momento vittorioso su tutti i campi di battaglia. La storia ruota attorno alla Casata Forrester, fedele agli Stark e dominatrice di Ironrath, mettendoci nei panni dei personaggi di rilievo della famiglia: Gared lo scudiero, Ethan il terzogenito e nuovo Lord, e Mira l’ancella di lady Margaery Tyrell. Iron from the Ice ci presenta il punto di vista dei Forrester nelle vicende principali della serie tv, in particolare i retroscena di una famiglia non toccata direttamente su HBO e in caduta libera a seguito alla disfatta degli Stark. Ciascuno dei tre personaggi giocabili vivrà problematiche importanti da affrontare, che vediamo di seguito senza entrare troppo nei dettagli.

The Wall

Gared è umile scudiero a supporto delle truppe Forrester, poco abile con la spada e figlio di una povera famiglia di allevatori di bestiame. Il tradimento dei Bolton al Red Wedding spingerà Gared a tornare indietro verso Ironrath tentando di mettere in salvo suo padre e sua sorella. Arrivato troppo tardi, il ragazzo si troverà ad affrontare una piccola truppa di traditori, che non solo pregiudicherà le sorti dei Forrester, ma costringerà il giovane a partire verso La Barriera per mettersi in salvo dalla brama di vendetta di Ramsey Bolton.

Lord per necessità

Il tradimento dei Bolton costerà la vita a Gregor Forrester e Rodrik, rispettivamente Lord di Ironrath e primogenito della famiglia. Con il ribelle secondogenito Asher auto esiliatosi ad Essos, toccherà al piccolo Ethan caricarsi sulle spalle le responsabilità del Lord di Ironrath, costretto a gestire pochi viveri e, soprattutto, l’imprevedibile Ramsey Bolton. Le vicende di Ethan faranno da sfondo a quelle di sua madre Elissa, Talia, sua sorella gemella, e Ryon, il piccolo della famiglia.

Promessa fedeltà

L’ultimo personaggio giocabile è Mira, la figlia più grande residente ad Approdo del Re come ancella di Lady Margaery. Approdo del Re è certamente il luogo più affascinante del romanzo: la nobiltà e la corte si mischiano alle vipere, alla voci di corridoio, agli intrighi di potere e ai voltagabbana. Mira si troverà ad affrontare due problemi in particolare: da un lato, la fedeltà dei Forrester agli Stark costringerà la ragazza a guadagnarsi la fiducia della Regina Cersei Lannister; dall’altro, la primogenita dovrà cercare di supportare la famiglia ed evitare che Ironrath cada nelle mani dei Bolton.

Iron from the Ice

Game of Thrones sarà la game series più lunga realizzata da TellTale, contando su un episodio in più – saranno 6 in tutto. Il gameplay e la realizzazione tecnica non differisce molto dai canoni dello sviluppatore: ritroviamo ancora una volta lo stile grafico tra l’acquerello degli scenari pre-renderizzati e il classico lucido del cel-shading per ciò che concerne i modelli poligonali. Il primo episodio, Iron from the Ice, presenta molta più libertà rispetto alle ultime game series, il che ci fa tornare alla mente la prima stagione di The Walking Dead, in cui il videogiocatore è lasciato più volte libero di scambiare qualche battuta con i personaggi secondari. Probabilmente, questa maggiore libertà è dovuta alla trama incredibilmente intricata di Game of Thrones, che rende necessario uno scouting più approfondito circa i concetti principali da assimilare per comprendere meglio le vicende. Perché sì, conoscere la serie tv o romanzi è fondamentale per godersi appieno l’avventura senza perdersi tra le famiglie ed i riferimenti. Rispetto a The Walking Dead, in cui le vicende videoludiche toccano raramente quelle della serie tv – e mai in maniera profonda – in Game of Thrones il legame con gli avvenimenti raccontati in tv o nei romanzi è molto più stretto. Ma ciò non danneggia né avvantaggia nessuno: chi conosce la storia tenderà a non sbagliare alcune scelte di dialogo per niente fondamentali, chi non ha familiarità con le vicende, potrà godersi l’avventura per quello che è, ovvero una storia quasi interamente guidata dai dialoghi. A livello qualitativo, il titolo si presenta in gran forma, come TellTale ci ha abituati: il doppiaggio degli attori originali dà una marcia in più notevole ai dialoghi, così come la fedeltà dei modelli poligonali alla controparte reale: non si tratta solamente della riproduzione puntuale dei volti, quanto dei profili caratteriali e degli atteggiamenti che emergono durante il corso dell’avventura. L’atmosfera di Approdo del Re, in cui ogni il peso specifico delle parole pesa enormemente, è riprodotta in maniera impeccabile, mentre Ironrath sembra una piccola Grande Inverno in cui si avverte la crisi causata dalla guerra e dall’arrivo del gelo.

Concludendo?

“Chi ben comincia è a metà dell’opera”, si dice. Mancano ancora 2 episodi prima di raggiungere metà stagione, ma Iron from the Ice si presenta come un episodio piuttosto solido in cui fanno capolino diversi protagonisti della serie tv, principali e non. La licenza HBO pare essere stata sfruttata bene – con tanto di sigla specifica per il gioco – ma è ancora presto per dare giudizi complessivi. I colpi di scena non mancano, così come le scelte fondamentali, delle quali apprenderemo le conseguenze nei prossimi episodi. Per adesso, ci accontentiamo un episodio pilota vincente.

VOTO EPISODIO: 85

CI PIACE

Se avete amato RZ, oltre a piangere come bambini, avrete delle belle sorprese.\nUn gioco Pokémon fatto bene come X e Y non fa mai male.\nRiporta in auge uno dei titoli più belli della saga.\nUna trama finalmente complessa.

NON CI PIACE

La facilità del gioco è vergognosa.\nLe meccaniche nuove sono soltanto un paio.\nSe cercate qualcosa di diverso rispetto a X, Y e RZ, non fa per voi.

Conclusioni

Un gioco richiesto a gran voce dal fan base, ma che non ha aggiunto molto ai titoli precedenti. Fatto essenzialmente per i nostalgici.

7Cyberludus.com
Articolo precedenteCapcom sta lavorando su Dragon’s Dogma Online?
Prossimo articoloBuzz Aldrin’s Space Program Manager – Recensione
Redazione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.